«La sfida più grande del Pistoia Basket è essere costante – rimarca Dowdell -. Il mio ruolo? Mettere in ritmo i grandi attaccanti che abbiamo»
Per Zabian Dowdell, mente in campo del Pistoia Basket e veterano dei parquet, la chiave di volta della stagione dei biancorossi sta nella costanza.
«La sfida più grande di questa squadra – dice a pochi giorni dal ritorno al PalaCarrara contro Cremona – è quella di essere costante: dobbiamo approcciare le gare allo stesso modo, serve imparare a non rilassarsi, così come bisogna evitare i picchi di esaltazione».
Il concetto espresso dal playmaker è chiaro, l’evoluzione del gruppo biancorosso passa da un equilibrio che va trovato in campo, durante la partita, ma anche nel vissuto nella settimana che la precede. «Serve costanza sia a livello fisico che mentale – spiega Dowdell sull’atteggiamento della squadra – perché ho notato che cambia di partita in partita e questo è pericoloso. Per noi invece è fondamentale avere fiducia nelle nostre cose, sforzandoci di continuare a farle».
Giocatore esperto, classe ’84, quella di Pistoia per il play nativo della Florida è la stagione della definitiva maturità in un percorso professionale costellato di soddisfazioni personali e presenze in tutti i maggiori campionati europei. «Ci sono delle differenze nel mio modo di giocare che cambia a seconda della partita. A volte mi prendo più tiri, a volte sono più aggressivo in difesa. Diciamo che cerco sempre di leggerla al meglio per fare la cosa più giusta, poi sono consapevole di essere in una squadra di grandi attaccanti come Petteway, Johnson e Salumu, quindi cerco di lasciare spazio a loro, impegnandomi a metterli in ritmo. Pistoia è una squadra giovane, con giocatori che sono alla loro prima esperienza o comunque alla prima vera stagione da protagonisti: il mio ruolo è quello di assicurarmi che la squadra giochi in un certo modo e trasmettere la mentalità vincente, quella che va nell’ottica di idee di fare per la squadra e vincere le partite insieme, non singolarmente».
Domenica al PalaCarrara arriva Cremona, per l’OriOra la missione è quella di allungare la striscia interna, prendendosi un altro scalpo importante tra le mura amiche. Guai però a focalizzarsi troppo sugli avversari, perché come ripete anche Dowdell, la cosa più importante per Pistoia è concentrarsi sul proprio gioco e sulle cose da fare in campo per far esaltare i propri punti di forza. «Nel nostro caso non è importante chi è l’avversario, quando l’approccio della nostra squadra alla partita. Dopo Brindisi c’è stata una settimana in cui siamo stati molto concentrati, si è visto nettamente un cambio di atteggiamento. Significa che prima di tutto dipende da noi, da come andiamo in campo e da che tipo di squadra vogliamo essere in casa. Dobbiamo evitare di volerla risolvere da soli ed essere uniti, lavorando insieme per l’obiettivo».
L’ultima battuta di Dowdell è sul Natale. Per tutti queste sono settimane frenetiche, in cui organizzare feste, regali e in cui stringersi vicino ai propri affetti. Per chi è un giocatore professionista dall’altra parte del mondo però è tutta un’altra cosa: «Per me questa è la normalità –ammette candidamente il playmaker biancorosso – sono stato lontano da casa da quando ho iniziato il college, poi la mia carriera si è sviluppata in Europa e il Natale è diventato un giorno come un altro». Triste realtà di chi fa uno dei mestieri più belli del mondo, ma che deve farlo anche e soprattutto quando gli altri invece staccano per godersi le feste, uno dei tanti rovesci della medaglia che non tutti riescono a cogliere.



