Fresta, terzino della Lampo Meridien, ha annunciato il ritiro dal calcio giocato dopo una lunga e prestigiosa carriera: «Ringrazio tutti»
Tra gli addii di questa stagione in casa Lampo Meridien, c’è quello di Maicol Fresta, che ha deciso di terminare definitivamente il suo percorso nel calcio giocato. Conclude quindi la carriera con la soddisfazione di essere stato uno degli artefici, seppur non da titolare, della promozione della squadra in Eccellenza. Nonostante un anno pieno di difficoltà, l’ex Lampo Meridien non si è mai dato per vinto. Dopo aver perso un posto nell’undici titolare, proprio a causa della situazione infortuni, Fresta è stato un esempio per tutti, continuandosi ad allenare e mantenendo la giusta condotta nello spogliatoio. Prima di uscire dai riflettori, il giocatore ci ha tenuto a ringraziare i compagni, la famiglia e le squadre dove ha trascorso la maggior parte della sua carriera, tra cui la Meridien, sia prima che dopo la fusione con la Lampo, che il Candeglia.
L’ADDIO DI FRESTA
Con una dichiarazione rilasciata alla nostra redazione, Maicol Fresta ha annunciato il suo addio al calcio giocato. Il giocatore ha voluto ringraziare tutte le persone che hanno fatto parte del proprio percorso calcistico, definendolo come «un viaggio bellissimo»:
«Ripercorrendo la mia carriera calcistica, mi sono reso conto che è iniziata proprio nella vecchia e storica gestione A.S.D Lampo1919, grazie a mister Petroni, che mi ha lanciato nei grandi da sotto quota. Qui ho avuto la fortuna di vincere i play off di Promozione, per poi proseguire con altri due campionati di Eccellenza. Successivamente ho fatto ritorno a Pistoia per motivi di lavoro, passando così al Candeglia, dove ho incontrato una grande persona: Giovanni Borelli. Il Mister non solo mi ha schierato nel ruolo di terzino, in cui ho continuato a giocare fino ad oggi, ma ha anche aiutato la squadra a vincere un campionato storico per la piazza. Con Borelli abbiamo conquistato la Prima Categoria, trovando anche la salvezza per ben tre anni consecutivi».
«Successivamente sono passato alla Meridien, chiamato dal DS Franco Luciano, dove, senza togliere niente alle altre realtà, è stata una famiglia. È diventata parte di me e lo sarà per sempre. Sono arrivato in un ambiente prestigioso e ambizioso e, infatti, durante la prima stagione centriamo la promozione in Prima Categoria. Lì ho incontrato un altro allenatore fondamentale nel mio percorso: mister Riccardo Panati, grandissimo allenatore e persona».

«Con mister Panati abbiamo disputato il campionato di Prima Categoria, per poi essere fermati dalla pandemia. Senza lo stop avremmo vinto il campionato, ma siamo comunque stati ripescati in Promozione. Nella prima stagione ho avuto l’onore di ereditare la fascia da capitano, centrando l’obiettivo della salvezza. Il secondo anno, oltre alla permanenza in categoria, abbiamo conquistato la Coppa Italia Promozione».
«Nel mentre il presidente Fabiani, il suocero Gianfranco Pancani e tutti i dirigenti passati e presenti, a cui posso solo dire infinitamente grazie, assorbono la Lampo, diventando Lampo Meridien. Neanche in un film avrei chiuso il cerchio in questo modo. Qui per altri due anni abbiamo concluso i campionati con salvezze tranquille e playoff sfumati per poco. Insieme a Del Sorbo, Di Vito, Martini, Nencini, Mercugliano, Chiavacci e tutti i miei compagni, siamo riusciti a vincere il campionato di Promozione. Adesso posso finalmente lasciare la Lampo Meridien, augurandole altri successi meravigliosi e chiudere così la mia vita da calciatore. È stato un viaggio bellissimo. Ringrazio tutti quelli che hanno fatto parte del mio percorso calcistico, soprattutto mia moglie e la mia piccola Ottavia».
