Le parole del portiere della Lampo Meridien a La Nazione: «Contenti del primato, ma puntiamo alla salvezza. Qui un ambiente top»
Forse nemmeno il più inguaribile ottimista avrebbe pensato che a metà ottobre la Lampo Meridien si sarebbe ritrovata in testa al Girone A di Eccellenza. I bianconerazzurri, neopromossi, hanno messo in cassaforte finora dieci punti nelle prime cinque giornate e guardano tutti dall’alto alla pari dello Sporting Cecina. Un campionato strano, con tante big che finora non hanno convinto, ed estremamente equilibrato, basti pensare che tra la zona playoff e quella playout ci sono appena due punti. Ecco perché in quel di Lamporecchio la parola chiave, nonostante il momento positivo, è equilibrio. Lo sa bene anche Matteo Barsottini, il portiere della Lampo Meridien, uno dei giocatori più esperti della rosa: classe ’97, ha giocato ‘una vita’ al Viareggio, con diverse stagioni anche in Serie D e nel 2025 ha vinto la categoria regina col Camaiore.
Barsottini è uno dei protagonisti dell’inizio di stagione della Lampo, che con soli quattro gol subiti ha la seconda miglior difesa del Girone A. L’estremo difensore, sulle colonne de La Nazione, ha parlato così dell’avvio di campionato: «Indubbiamente la partenza è stata positiva, penso che siamo primi con merito e ci godiamo questa posizione, ma tenendo i piedi per terra. Non dobbiamo farci illusioni: il nostro obiettivo primario rimane la salvezza. Anche perché siamo neopromossi e prima poi, nel corso del campionato, troveremo delle difficoltà dovute al salto di categoria, un classico per una ‘matricola’. Pensiamo a raggiungere la permanenza in categoria in prima possibile, poi da quel momento in poi potremo guardare più in alto senza nasconderci».
Proprio sulla questione salvezza, Barsottini è stato chiaro: «La quota? I canonici quaranta punti serviranno, ne sono abbastanza convinto. Siamo già a dieci, rappresentano un primo passo, ma c’è ancora tanto da fare». Il portiere della Lampo Meridien ha poi raccontato l’arrivo nel gruppo e l’ambientamento coi compagni: «Mi sono integrato rapidamente, merito anche di una società sana e che dà enorme importanza alla componente umana: questo aiuta a lavorare quotidianamente e a stare bene con tutti. Il gruppo è affiatato e il mister è un gran lavoratore che ha contribuito all’unità dello spogliatoio».
