Un nuovo prestigioso incarico per l’attuale direttore sportivo dei Giovani Via Nova Ennio Pollastrini dalla prossima stagione
A livello provinciale quando si parla di Ennio Pollastrini non si può rimanere indifferenti perché la figura è una delle più note dati i trascorsi a Montecatini, Ponte Buggianese, Pescia e attualmente al Via Nova. Un valdinievolino a tutto tondo che però ora ha ricevuto un incarico davvero importante.
Dal 23 agosto è infatti il responsabile scouting in Toscana della Reggiana, formazione neopromossa in Serie B dopo i vittoriosi play-off contro il più quotato Bari che ha dovuto inginnochiarsi alla squadra di mister Alvini capace di contare la prossima stagione anche sull’esperienza di Pollastrini.
«Non si fermerà però il mio lavoro ai Giovani Via Nova – chiarisce prima di tutto Ennio -. Lì più che altro gestisco il centro sportivo, tornei ecc. effettuando un lavoro organizzativo che svolgo durante la settimana. La mattina invece durante la presenza di nazionali giovanili a Coverciano o il venerdì sera quando giocherà la Serie B sarò invece sui campi come osservatore. Agirò sia visionando i club, ma anche giocatore singoli, incentrandomi principalmente per le categorie 2003-07 a Carrara, come a Livorno, come a Pistoia».
Perchè la Reggiana?
«Ho accettato la Reggiana perché è una società molto ambiziosa: basta vedere che un anno fa non sapeva di essere in C o in D e ora è in B. La trattativa è stata facilitata dalla mia conoscenza col responsabile scouting Davide Cocchi che mi ha contattato, mi ha fatto innamorare del progetto e permesso di accettare con grandissimo entusiasmo».
Nel calcio di oggi quanto dista la figura del direttore sportivo – che ricopri ormai da una vita – e questa nuova di responsabile scouting?
«In sintesi la differenza tra questi due incarichi sta tutto nella precisione: il primo va a vedere il complesso dei giocatori in una partita e cerca il giocatore “fatto” mentre lo scout va spesso a vedere un calciatore che gli segnalano: il 95% delle volte è un talento da scoprire, quindi è un lavoro molto più delicato e che si basa anche su una sorta di preveggenza».
Come sarà ripartire dopo questo difficile periodo?
«I primi mesi sarà molto difficoltoso: ci saranno giocatori che non toccano il pallone e non vedono un campo da calcio 6-7 mesi. È chiaro che lì ci vuole un po’ l’occhio di vedere in prospettiva le potenzialità nascoste in ogni singolo giovane. Sull’ingaggio dei nuovi giocatori sicuramente per un discorso economico, per il Covid e anche per un discorso di cambio generazionale si tornerà a puntare su giocatori a chilometro zero o giù di lì».
«A livello dilettantistico – prosegue Pollastrini – la prossima stagione sarà un’incognita dato che aspettiamo da giorni questo nuovo protocollo che snellirà sicuramente alcuni punti perché così è dura: non è possibile fare un incontro ogni sei ore obbligando le categorie giovanili a giocare soltanto una gara il sabato. Stamani parlavo col Badesse: il lavoro che loro devono fare di prevenzione Covid è pauroso in termini di costi e di controlli. E parliamo di una società di Serie D…».
Sul Via Nova e sul nuovo centro La Palagina.
«Per 27-28 anni ho fatto il direttore sportivo ed è il ruolo dal quale ho avuto più soddisfazioni, ma ciò non toglie che in 4 anni alla Palagina ho trovato un ambiente familiare che mi ha fatto rinascere. Sul mercato del Via Nova posso dire che è quasi un mosaico perfetto: una buona squadra, ma non ancora finita. Il centro sportivo infine sicuramente è uno dei più all’avanguardia della zona: con l’ampliamento degli spogliatoi – saliti a 4 – permette di fare due partite in due campi e in due spogliatoi totalmente distanti e indipendenti».



