Il leggendario driver montecatinese Bellei ha tagliato lo storico traguardo di 10 mila successi, come solo altri due colleghi in Europa
«Nella trio chi ci si mette? Il cavallo del Bellei e poi?». Se negli ultimi trent’anni avete frequentato gli ippodromi toscani (e non solo) di trotto questa frase potreste averla sentita diverse volte. Enrico Bellei, montecatinese classe 1963 e figlio del grande Nello, è ormai una leggenda dell’ippica italiana ed europea da almeno un decennio.
La sua carriera, iniziata negli anni ’80, vantava già tantissime affermazioni di rilievo, ma per compiere un ulteriore passo nell’olimpo ha dovuto aspettare questa settimana. Infatti, lo scorso mercoledì a Roma, sulla nuova pista alle Capannelle, Bellei ha colto la sua vittoria numero 10 000 in carriera. Un traguardo che solo tre driver in Europa, compreso lui, hanno saputo raggiungere.
UN TRAGUARDO IRRAGGIUNGIBILE
«Per me erano tanti già 9 999 successi, ma fare cifra tonda è sempre importante», racconta Enrico. Eppure sul momento, quando Bellei ha tagliato il traguardo con Isabella Ferm, non si era reso conto della particolarità del successo: «Sono rientrato nelle scuderie e tutti mi applaudivano. Sulle prime sono rimasto un po’ interdetto, poi quando sono sceso dal sulky mi hanno detto che quella era la vittoria numero 10 000. Ho sgranato gli occhi perché a caldo non capivo tutto quello scalpore: alla fine anche con 8000 o 9000 avevo fatto un’impresa, visto che nessuno c’era mai arrivato».
«Solo a freddo ho realizzato davvero quale traguardo avevo raggiunto. Se penso a tutti i chilometri che ho macinato e a tutti gli infortuni che ho subito mi vengono i brividi. Una sensazione che si è amplificata quando ho fatto un paio di calcoli: in 36 stagioni ho vinto in media 276 corse all’anno! Quasi una vittoria al giorno! Penso sia un’impresa irraggiungibile, soprattutto nell’ippica di questi tempi».
I GP VINTI E NON SOLO
Le vittorie di Bellei, oltre che nei numeri, sono state importanti anche nel loro peso specifico. Enrico ha infatti lasciato più volte la propria firma in tutti i GP più importanti in Toscana e non solo. A Napoli ha trionfato quattro volte (l’ultima nel 2018 con Urlo dei venti) nel prestigioso Lotteria, mentre nel Derby del trotto a Roma i successi sono stati cinque. L’anno di grazia per Bellei fu senza dubbio il 1997, quando colse una doppietta storica nei due GP con Wesgate Crown e Uronometro.
Un doppio colpo molto importante poiché l’anno dopo, proprio nel Derby, il momento dorato dell’ippica italiana raggiunse il suo culmine con la prima importante affermazione del suo più grande trottatore di sempre: Varenne. «Per me vincere un GP o una corsa regolare cambia il giusto. Forse sono più gli stati d’animo a determinare quanto sia importante una vittoria più che il premio. Stesso discorso per i cavalli, ne ho avuti 70 in grado di vincere un GP, non me la sentirei di metterli su piani diversi. Al limite potrei ricordare dei successi insperati».
BELEI E IL SUCCESSO PIÙ INSPERATO
Proprio in questo filone a Bellei torna in mente il Lotteria 1997, una delle corse più ricche di sempre di campioni nella storia del GP d’Agnano. «La sera prima era quasi impensabile pensare al primo posto. Tantissimi pretendenti a quel GP erano fra i migliori cavalli del trotto mondiale, anche se Wesgate non era da meno. La gara poi fu apertissima: in retta d’arrivo eravamo in sei in lizza. Speravo di poter andare sul podio, ma quando ho sentito che Wesgate tirava ancora ho capito che poteva arrivare qualcosa di più. Se proprio devo scegliere una vittoria, per gli avversari, l’occasione e il cavallo, dico quella».
I BELLEI E MONTECATINI
Molti successi di Bellei sono giunti all’ippodromo Sesana di Montecatini, vera e propria casa di famiglia. Un forte legame che è poi divenuto ancor più stretto con la dedica in memoria del padre Nello del piazzale d’ingresso dello storico impianto, avvenuta lo scorso settembre. «Mi ha fatto molto piacere questa dedica speciale – confessa Bellei -. Non si vedono tutti i giorni dei comuni che nominano strade o piazze a guidatori o fantini. Sono molto orgoglioso della città dove sono nato e dove vivo».
Montecatini e l’ippica è un legame che, nonostante la crisi pluriennale del settore, si mantiene più vivo che mai: «Tutti gli ultimi sindaci ci sono stati molto vicini. Bellandi stesso mi ha contattato dopo la vittoria e mi ha promesso che preparerà una bella premiazione una volta superata la pandemia. Spero con tutto il cuore che avvenga il prima possibile. È vero che noi ippici siamo stati tra i pochi fortunati a poter proseguire il nostro lavoro quasi normalmente, ma fa male vedere gli spalti vuoti. Mi auguro che la prossima stagione estiva in notturna possa essere la prima della ripartenza».
LA DIFFERENZA IN PISTA PICCOLA
Tra i tanti ricordi che riaffiorano nella mente di Bellei anche quello di alcuni impianti sostituiti da nuovi tracciati. Fra questi il “Le Mulina” di Firenze (sia il trotto che il galoppo dal 2013 si tengono al vicinissimo Visarno) e il “Dei Pini” di Follonica.
«Il 70% dei miei successi l’ho ottenuto in pista piccola (800 metri circa). Quei due impianti in particolare un po’ mi mancano, soprattutto Follonica dove nel 2005 ho segnato il record con El Nino. Nella nuova pista (tra le più ampie in Italia) mi trovo peggio perché se non hai un cavallo potente parti molto più svantaggiato. I tracciati piccoli, come lo stesso Sesana o l’Arcoveggio a Bologna, per un driver sono più divertenti. Conta di più la tattica e l’abilità, non è impossibile vincerci con un cavallo outsider. Sulle piste grandi se non si ha un asso fra le redini si parte quasi per far numero».
IL DIECI MILA NEL DESTINO DI BELLEI
Fra i ricordi infine particolari non legati ad una corsa c’è quello di un evento speciale a Follonica, sempre nel vecchio “Dei Pini”: «Nel 2008, se non erro, organizzarono una sfida fra me e Paolo Bettini, fresco bicampione del mondo. Ovviamente era una serata più di facciata che competitiva, eppure accorsero qualcosa come 10 mila spettatori. Mentre ero in pista vedevo la gente assiepata pure sul tetto della tribuna. Mai vista una cosa così».
Proprio ricordando il dato del pubblico di quella sera, 10 mila spettatori, viene spontaneo un sorriso nel pensare che quella cifra fosse nel destino di Enrico Bellei già da molto. L’incredibile traguardo comunque è solo temporaneo. Il bottino, almeno per qualche anno, aumenterà ulteriormente e magari, se la media di 276 successi annuali si manterrà più o meno intatta, presto torneremo a celebrare una nuova cifra tonda. Se vorrete azzardare qualche trio, il cavallo del Bellei sarà un perno ancora per molto.



