Eric Paschall, un urlo liberatorio al PalaVerde

Dal debutto con canotta strappata ai 23 punti contro Treviso: è l’inizio di un nuovo capitolo per Paschall a Pistoia?

Per quanto concerne la sconfitta dell’Estra Pistoia a Treviso, solo un argomento, o meglio un nome, può essere trattato a parte: Eric Paschall. La prestazione offerta dal numero 5 biancorosso ha avuto l’effetto di un risveglio: un’epifania su ciò che appariva ormai come un dato incontrovertibile e che invece è stato smentito da un episodio contrario. Da qui può nascere l’ipotesi “e se invece…?”. Ovviamente e per fortuna non si parla di fisica quantistica, ma di un giocatore che, dal suo arrivo a Pistoia è stato oggetto di attenzioni, osservazioni, dubbi e, anche e soprattutto, scherno.

Quella di oggetto misterioso, paradossalmente, è stata la definizione più edificante. Si è parlato di un Paschall fisicamente impresentabile, praticamente ritirato, fino a sprofondare nei peggiori epiteti (sempre riguardanti la cosiddetta stazza). Esistevano, certo, anche le oggettive perplessità. Una condizione fisica da ritrovare dopo un lungo periodo di inattività, accompagnata alla capacità (mentale stavolta) di rilanciarsi dopo la parabola discendente che aveva preso la sua carriera. Il tutto in un contesto dove i problemi si sono accavallati sia in campo che fuori. Eppure, nonostante tutto, oggi viene da chiedersi “e se invece…?”.

LO “SQUARCIO” E IL CALVARIO

La notizia dell’arrivo di Eric Paschall in Italia e a Pistoia si è subito accompagnata alle domande intorno alla sua effettiva capacità di incidere nel campionato LBA e di dare una seconda possibilità alla sua carriera. In effetti l’attesa del debutto dell’Estra era giocoforza costituita pure dalla curiosità di vederlo all’opera. Contro Napoli l’ex Golden State era finito sotto i riflettori, sebbene non quelli che si sarebbe atteso. La voglia di dimostrare a tutti e anche a sé stesso di poter tornare ai propri livelli, unita alla frustrazione di non riuscirci, produssero infine l’ormai famoso squarcio della canotta. Una scena drammatica che però assunse immediatamente i tratti del siparietto (o del meme).

Il calvario è proseguito con l’esilio forzato in tribuna: tre gare fuori dove la società non è certo riuscita a fugare dubbi sulla sua posizione all’interno della squadra. Senza dubbio un cul-de-sac sportivo: aspettare confidando che il solo lavoro in palestra servisse a sbloccarlo oppure ributtarlo in campo correndo comunque un rischio. Nella sfida chiave di Varese, coach Calabria (o chi per lui) va con la seconda opzione e stavolta non c’è davvero niente di cui ridere. Nessun eccesso o siparietto: solo un giocatore che vaga per il campo senza riuscire ad accendersi. La strada appare tracciata: l’Estra avrebbe un tremendo bisogno del suo talento, ma non può che rispedirlo in tribuna. E gli ingaggi di Andrew Smith e Maurice Kemp durante la sosta non aiutano certo ad allontanare le nubi di un suo imminente taglio.

E SE INVECE…?

Due mesi non sono tanti ma sono abbastanza per convincersi definitivamente. Non lo fa Pistoia, che decide di far cadere altre teste. E probabilmente non lo fa neanche Eric, che continua a lavorare in palestra. Complici i guai fisici del neoarrivato Smith, a Treviso arriva il tempo del Paschall-ter. Coach Markovski lo schiera in quintetto da pivot atipico, come in quella stagione con i Warriors che gli valse l’inclusione nell’All-Rookie Team insieme a gente del calibro di Kendrick Nunn, Ja Morant e Zion Williamson. Quasi un segno, che poi diventa uno spoiler.

Al PalaVerde Paschall realizza canestri di puro talento e mette spesso in mostra una velocità di pensiero davvero impressionante quando ha la palla tra le mani. Basti guardare anche il finale di gara, quando l’Estra accarezza l’idea di poter andare al supplementare. Al primo recupero lascia partire un fulmine che manda comodamente Kemp a schiacciare, mentre al secondo serve immediatamente Della Rosa per il tiro aperto da dietro l’arco. Mentalmente e caratterialmente qualcosa si è sbloccato e le sue esultanze rivolte ai compagni sono la fotografia di un giocatore che si è scrollato di dosso tutto: paura, stress, critiche e prese in giro.

Adesso la domanda: è arrivata la svolta per Eric Paschall? Sicuramente può iniziare il suo campionato, con Pistoia che riabbraccia un giocatore con la mente più sgombra e che può dare un contributo fondamentale al rilancio dei biancorossi in campionato. Qualcosa di impensabile, che adesso rende estremamente problematico il turnover di coach Markovski e rischia di far diventare pleonastico l’ingaggio di Smith. Intanto, la cosa migliore sarà continuare ad apprezzarne i passi in avanti e a tifare per lui e per il suo lieto fine al termine della stagione. Il giocatore e l’uomo lo meritano, senza dubbio.

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