Esordio dolce-amaro per La T Gema. Quello che rimane del debutto in A2

In una sconfitta dalla doppia faccia per La T Gema rimangono buoni spunti su cui lavorare in vista della trasferta contro Sassari

Il debutto de La T Tecnica Gema Montecatini in Serie A2 ha dato ottimi spunti per coach Marco Andreazza. Non solo per le qualità mostrate dai rossoblù nei primi venti minuti, ma anche per il carattere. Il risultato (59-84) non racconta l’intera storia della gara, perché nei primi due quarti di gioco l’ipotesi vittoria per Montecatini era reale. La risposta di Rimini, che tutti si aspettavano rientrando dall’intervallo, non ha tardato ad arrivare, e i ragazzi di coach Andreazza hanno dovuto fare i conti con la vera fisicità della Serie A2. Rimangono le ottime prove del duo a stelle e strisce Barnett e Harris con 22 e 9 punti, ma andando verso la trasferta di Sassari rimane ancora molto da aggiustare.

VENTI MINUTI POSITIVI

La cornice di pubblico e l’emozione dell’occasione hanno probabilmente spinto i rossoblù a dare qualcosa in più durante i primi venti minuti di partita. La partenza de La T Gema è stata ottima, con subito un approccio positivo in attacco e in difesa nel coprire le linee di passaggio di Rimini. Anche la Dole ha detto la sua fin da subito, con il giovanissimo Lenci che è partito forte dal campo accompagnato da Denegri. Per Montecatini sono spiccate le prestazioni e il carattere di Marquis Barnett, che non solo ha confermato le sensazioni accumulate durante la pre season per quanto riguarda le sue capacità realizzative, ma anche la voglia di prendersi qualche responsabilità in più.

La difesa rossoblù ha lavorato bene nei primi due quarti di gioco, al cospetto, comunque, di una Rimini che non ha alzato molto la fisicità e si è rifugiata molto nel tiro. In attacco sono stati ottimi gli spunti proposti, con un buon giro palla e qualche tiro difficile realizzato. La vera dote dei termali è stata l’adattamento iniziale al ritmo, di tutto rispetto per una neo promossa. Da aggiustare però, come per la durata dell’intera gara, le percentuali ai tiri liberi, che hanno danneggiato l’andamento della partita rossoblù anche nella seconda parte.

SI ALZA LA FISICITÀ NEL SECONDO TEMPO

Terminato il primo tempo di gioco con i termali in vantaggio, tutti si aspettavano una risposta da parte della Dole. Il break finale racconta tutta la storia: 20-50 negli ultimi venti minuti, con una La T Gema che non ha saputo contenere la fisicità dei lunghi come Stephens che ha fatto proprio il pitturato. Essendo la prima partita, contro una delle squadre più quotate per la vittoria del campionato, è un adattamento che deve ancora essere fatto dai ragazzi di coach Andreazza. Ha faticato, infatti, Acunzo, che non ha saputo rispondere alla fisicità della Dole, ma non possiamo fargliene una colpa alla prima giornata. Questo, come ha definito Andreazza, «è un viaggio», che vedrà il gruppo crescere partita dopo partita.

Le sensazioni rimangono positive dopo il primo match, il risultato dice il contrario, ma non racconta quello che i presenti hanno visto in campo. In attacco sono mancati i canestri di alcuni giocatori, come Passoni, che deve funzionare da tiratore, e Strautmanis, che nel pre campionato aveva risposto ottimamente da rollante in coppia con Burini. Anche Pellegrino non ha avuto le migliori delle partite dal punto di vista offensivo, il lavoro difensivo, quello visto nei primi due quarti, invece fa ben sperare.

MANTENERE IL RITMO

«Le partite durano 40 minuti, non 20», parole chiarissime di coach Marco Andreazza nella conferenza stampa post partita. Questo è lo step successivo per questo gruppo, che dovrà trovare la quadra per mantenere un ritmo elevato per l’intera gara. La Dole è stata un cliente molto scomodo, e anche un termine di paragone fuorviante per un gruppo che punta alla salvezza. I rossoblù si dirigono ora verso Sassari, dove li attende un’altra corazzata. Sarà interessante vedere come il tecnico rossoblù imposterà il lavoro durante gli allenamenti settimanali per sovvenire alle difficoltà incontrate nell’esordio. Ogni partita è un tesoro da cui imparare per La T Gema. Il viaggio sarà lungo e faticoso, ma è appena iniziato.

Riccardo Rizzuto
Riccardo Rizzuto
Classe 2004, attualmente studente alla facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università di Firenze. Vivo il basket sin da piccolo con l’obiettivo di raccontarlo.


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