Quella conquistata in gara 5 a Ruvo è stata una salvezza sofferta ma bellissima. Meriti a tutti, con una menzione d’onore per coach Strobl
Sospiro di sollievo enorme per il Pistoia Basket, con la salvezza conquistata in gara 5 al primo turno playout contro Ruvo di Puglia. Un ko avrebbe condannato la squadra di Via Fermi a dover giocare il secondo turno playout contro Roseto e, seppur da favorita, non sarebbe stato affatto una passeggiata. Quella conquistata da Anderson e compagni è stata la salvezza di un gruppo completamente rinato sotto la sapiente guida di Pete Strobl. Seppur i numeri non siano scintillanti con lui in panchina, l’allenatore americano è riuscito a riportare entusiasmo a Pistoia, sia nella squadra che nei tifosi. Una persona dal cuore buono capace di risollevare le sorti di una piazza completamente allo sbando dopo la due precedenti gestioni. Quindi, seppur questa salvezza sia stata chiaramente anche il frutto di ottime prestazioni da parte di diversi giocatori, il primo ringraziamento era doveroso rivolgerlo al coach dell’Estra.
PETER FRANZ JOSEPH STROBL
Dopo l’arrivo di Strobl in molti si chiedevano se un allenatore straniero e senza esperienza nel campionato italiano potesse essere la figura adatta per raggiungere l’obiettivo minimo della salvezza. Beh, la risposta adesso appare ovvia, ma non solo; perché coach Pete ha dimostrato sia di saper risollevare le sorti di un roster abbattuto moralmente e fisicamente, e sia di avere anche idee e spunti tattici non indifferenti. Nelle cinque partite di playout, anche per via di qualche assenza, Pistoia non è mai partita con lo stesso quintetto. Per esempio in gara 5, coach Strobl ha inserito la coppia di lunghi Zanotti e Magro, tenendo fuori una pedina importante come Alajiki, pronto ad alzare i ritmi a partita in corso. Tante mosse che in diverse occasioni hanno anche funzionato, ridando fiducia a giocatori che sembrano persi, uno su tutti Zanotti. Inoltre, saper vincere due partite senza Saccaggi, anima di questa squadra, ha messo in mostra l’essenza del Pistoia Basket e di coach Strobl, capace di sopperire all’assenza del suo capitano.
IL SALTO DI QUALITÀ
All’inizio dei playout era richiesto a diversi giocatori di fare un salto di qualità, altrimenti sarebbe stato difficile riuscire a competere con elementi evidentemente non all’altezza all’interno del roster. Tra loro c’è Simone Zanotti, criticato tanto durante tutto il corso della stagione regolare, ma che ha saputo elevare il suo livello nel periodo più importante dell’anno. I numeri parlano chiaro, durante la regular season il classe 92 ha viaggiato a 9.4 punti di media a partita, ai playout invece ha sfiorato i 14 di media, con i 22 in gara 2 decisivi per il pareggio nella serie. Più in generale però la sua presenza all’interno del parquet di gioco è sembrata più viva e soprattutto più efficace anche in fase difensiva contro un lungo solido come Borra.
In generale però sono da elogiare tutti i ragazzi, anche coloro che non hanno mai messo piede sul parquet di gioco in questa serie, ma che hanno capito il momento di difficoltà, lasciando anima, cuore ed ogni briciolo di energia in queste 5 partite. È stata una serie talmente pazza, che nemmeno il miglior regista del mondo avrebbe potuto pensare ad una trama di questo genere. Alla fine però, a spuntarla è stata la squadra con più esperienza e capacità di resistere nei momenti di maggiore difficoltà. Ovviamente Anderson e Stefanini sono gli MVP, entrambi autori di prestazioni fantastiche che di fatto hanno indirizzato la salvezza nella mani di Pistoia. L’incremento delle medie dei due piccoli biancorossi in questi playout è spaventoso, con Stefanini che è passato dai meno 13 punti di media in stagione regolare ai 21.6 in post season. Anderson invece da 13.7 a 19.6, con un aumento delle percentuali dall’arco per entrambi che evidenziano la qualità di saper leggere i momenti della stagione, ed emergere quando più conta.
E ORA CHE SUCCEDE?
L’epilogo di questa infernale stagione è stato scritto, e fortunatamente anche la prossima annata il Pistoia Basket giocherà in Serie A2. Adesso, come affermato anche da coach Strobl, è il momento di godersi la vittoria con qualche giorno di pausa e solo dopo arriverà l’ora di pensare al futuro. Ovviamente l’auspicio sarà quello di poter rivedere ancora coach Pete sulla panchina dell’Estra, perché ciò che ha creato in questi pochi mesi va aldilà del mero risultato sportivo. È riuscito a calarsi in punta di piedi nell’ambiente pistoiese, consapevole delle esigenze della squadra e dei tifosi biancorossi. Nonostante un paio di brutte sconfitte come a Cividale e Cento, in tutte le altre, da quando Strobl siede sulla panchina di Pistoia, l’Estra ha giocato un buon basket, con chiare lacune, ma anche ottimi spunti. Non sapremo quale sarà il futuro di questa squadra, ma sicuramente, anche se solo per una salvezza, l’emozioni che ci hanno fatto vivere questi ragazzi non svaniranno così facilmente.



