Giacomini ripercorre la vittoria contro Quarrata decisa dal suo canestro, parla della scelta di dedicarsi interamente al basket e degli obiettivi stagionali della squadra
«Una grande gioia, ovviamente. Ho alzato le braccia, poi mi sono saltati tutti addosso. Non avevo mai sperimentato un’emozione simile in carriera, è la prima volta che mi succede», così, Marco Giacomini, eroe nella vittoria della Fabo Herons Montecatini contro Quarrata, ha descritto nell’intervista rilasciata a La Nazione, gli attimi successivi al suo canestro decisivo. «A mente fredda però – aggiunge il playmaker – ti rendi conto che c’è anche un rovescio della medaglia, ossia che siamo andati molto vicini a perdere una partita in cui siamo stati avanti 39 minuti su 40».
«Andiamo ancora molto a sprazzi ma dobbiamo dare atto ai nostri avversari di non aver mai mollato e di aver messo in campo grande energia» analizza Giacomelli.
Il play della Fabo racconta che momento sta vivendo ora. «È un’altra tappa della mia carriera da cestista, che vivo senza pormi troppe domande. Ho sempre portato avanti l’amore che ho per questo sport affiancandolo al lavoro fino a quando mi è stato possibile. Ora mi godo questo viaggio grazie a chi come il coach ha creduto in me».
Gli Herons in estate hanno dovuto fare a meno di Chaves: «Con Lucas abbiamo instaurato un bel rapporto in campo e fuori ad Orzinuovi però siamo in ambito lavorativo, gli imprevisti accadono ed è giusto che la società si sia tutelata come meglio ha creduto. Spero che si riprenda il prima possibile» le parole di Giacomelli sull’argentino.
Poi si passa agli obiettivi stagionali: «Difficile dirlo adesso, siamo ancora un cantiere aperto, di sicuro però ce la metteremo tutta in ogni gara per rendere i nostri tifosi fieri della propria squadra».
Giacomelli fa parte di un reparto ben assortito e dove non mancano le opzioni come Maglietti e Buendia: «Troppa concorrenza? No perché abbiamo tutti caratteristiche diverse e complementari. Manu oltre ad avere una grande visione di gioco offensivamente ha più armi, mentre Lucas è molto abile a livello difensivo. E poi al coach piace avere due trattatori di palla sul parquet nello stesso momento»
