In casa Herons è già una nuova stagione: presentate le novità dirigenziali tra cui la nascita della Fondazione. Dell’Uomo nuovo capitano
Non esistono mai traguardi definitivi nello sport: dopo ogni vittoria si punta alla prossima, dopo ogni sconfitta ci si rialza e si riparte. E’ questo il mood con cui tutti gli uomini della Fabo Herons Montecatini, società e dirigenti, si sono chiusi dentro i loro uffici un secondo dopo la conclusione della stagione 2025/26 per studiare come tornare in pista più forti di prima. Nel corso degli ultimi giorni sono stati annunciati tutti i cambiamenti principali, in termini sia di uomini che di idee, che caratterizzeranno l’anno nuovo. E’ stato però nella giornata del 17 giugno che, nella cornice amica dell’Hotel Castelmartini, i tanti volti nuovi si sono ufficialmente presentati ai tifosi ed alla città, primo fra tutti coach Andrea Gabrielli.
Giunto direttamente dalle natie Marche, la conferenza stampa odierna è stata la prima occasione per toccare con mano la nuova realtà per il condottiero degli Aironi. Non è stato però il solo a fare il debutto nella nuova veste: prima uscita sia per il direttore tecnico e dello sviluppo strategico Roberto Consigli, ex-presidente dal 2019 al 2024 della Libertas Livorno, e per il neo-direttore sportivo Herons, l’ex-capitano Nicola Natali che proprio in data odierna ha ceduto ufficialmente la fascia al riconfermato per la sesta stagione Daniele Dell’Uomo. Il tema principale della conferenza si è però incentrato sulla crescita-extra campo, con l’inaugurazione della cosiddetta ‘Fase Due’ dell’espansione societario-organizzativa del sodalizio presieduto da Andrea Luchi.
TRADIZIONE, PERCORSO E FUTURO
«Questo club ha compiuto cinque anni di vita – sono le parole con cui ha aperto il lungo intervento il numero uno di Herons Basketball – aldilà degli slogan noi vogliamo continuare a crescere e farci riconoscere nella pallacanestro italiana per le nostre prerogative e qualità. Lo spirito resta sempre lo stesso, al centro del progetto ci sono ancora le competenze e la passione verso il nostro territorio e la tradizione che a in Valdinievole esiste da ottant’anni. Oggi annunciamo questa piccola svolta dopo due annate complesse, il passato è alle spalle e ora vogliamo parlare solo di presente e futuro. Voglio ringraziare i tifosi che ci hanno accompagnato al ritorno al PalaTerme, sono stati una rivelazione a livello di numero e di intensità del supporto che ci hanno dato. Ringrazio anche le 115 aziende partner, i soci, lo staff ed i collaboratori. Ringrazio anche Maurizio Fagni, che ha scelto di proseguire nel percorso di partnership e di naming del club per il quinto anno consecutivo».
Perché questo cambiamento di assetto? Perché proprio adesso? Luchi non cita i risultati sportivi di una Fabo reduce dal deludente nono posto in regular season di Serie B Nazionale e l’eliminazione ai quarti playoff contro i neo-campioni di Caserta. Il nuovo step societario era solo questione di tempo: «Sentivamo l’esigenza di dover riscrivere le nostre carte, fissare nuove strategie e cambiare esigenze; che non vuol dire cercare di vincere più partite perché quella non è la causa ma la conseguenza. Nelle aziende e nelle famiglie spesso serve un colpo di aria fresca, rimettendoci in discussione. Abbiamo trovato nuovi processi stimolanti, tanti elementi che si sono sposati tra loro. Abbiamo scelto di parlare di ‘Fase Due’ perché lavoriamo tenendo conto della tradizione del basket di Montecatini, dei cinque anni di nostro percorso e soprattutto dando uno sguardo ad un futuro più durevole. La parola chiave è obiettivo a medio-lungo termine: oggi nello sport se vinci sei un fenomeno e se perdi sei un fallito, noi invece dobbiamo guardare sempre avanti».
«TUTTE LE PERSONE INTERESSATE POTRANNO ENTRARE NEL CLUB»
Prima di aprire la pagina relativa al nuovo coach ed al nuovo roster, andiamo dunque a capire in cosa consiste la ‘Fase Due’. La voce è quella di colui che si occuperà, tra le tante mansioni assegnate a lui, dello sviluppo della cosiddetta Fondazione Herons Basket che affiancherà i soci all’interno del processo decisionale: è quella dell’ingegner Consigli, manager navigato nel mondo della pallacanestro e anche oltre. «Per me è veramente un grande piacere ed onore essere qui. Sto imparando a conoscere le persone del club e sto apprezzando, oltre all’organizzazione e la competenza, lo spirito di condivisione improntato al lavoro, sono valori nei quali mi riconosco. E’ con emozione che mi presento con questa veste dopo essere stato avversario. Qual è il mio ruolo? Provare a portare un contributo per lanciare il club sulla prospettiva di renderlo ancora più inclusivo. L’organizzazione della società ci consente di passare alla nuova fase, nella quale grazie alle recenti disposizioni di legge sul terzo settore tifosi ed appassionati potranno prendere parte ai fatti di governance e divenire il motore propulsivo del nostro futuro. Credo moltissimo in questo sistema, è stato applicato in Libertas così come in altre realtà importanti e credo si possa applicare anche qui. Daremo a tutte le persone interessate la possibilità di entrare all’interno della proprietà e portare entusiasmo e sostegno al club».
«L’obiettivo più importante è legato all’appartenenza – ripete euforico ed emozionato la new entry della macchina organizzativa rossoblù – in un’epoca di grandi cambiamenti e piazze che si trasferiscono noi andremo verso il consolidamento nel territorio, cosicché aumenti l’appetibilità verso altri sponsor e partner. Noi vogliamo creare una Fondazione che garantisca il controllo su ciò che riguarda l’identità e l’appartenenza, che sia sinonimo di successo e professionalità. Un altro aspetto che mi preme personalmente è il contributo per il sociale, cosa su cui gli Herons sono già molto attivi. Passeremo non più ad appoggiare iniziative ma a promuoverle in prima persona, a farsi noi attori diretti di nuove idee. Per questo obiettivo servirà tempo ed unità d’intenti dalla testa fino al settore giovanile. Con umiltà e un programma strutturato ci apriremo a tutto il tessuto sociale della città, partendo dalle scuole. Oltre a questo progetto c’è anche la parte sportiva: posso garantire che tra le persone a questo tavolo non mancano condivisione e unità d’intenti. Le idee dovranno ritrasmettersi sotto forma di voglia di lavorare, andare in palestra e mettercela tutta. Con impegno e competenza stiamo creando un progetto di medio lungo-termine; i successi sono frutto di esso e non il contrario, perciò siamo uniti nel portarlo avanti tutti insieme».
«SENTO SENSO DI RESPONSABILITA’»
Arriva il momento di conoscere coach Gabrielli, allenatore esperto ma in forte ascesa dopo le ultime due ottime stagioni a Ravenna ed Orzinuovi. Fino a pochi giorni fa sgomitava nei playoff sulla panchina dei lombardi, dalla sorpresa del campionato si è poi trasferito ad un top team della B Nazionale come gli Aironi: «Ringrazio la società che ha pensato a me. Sento grande senso di responsabilità, in qualità di capoallenatore di questa società sento la necessità di dare una mano dai punti di vista dei risultati e dell’attaccamento dei tifosi. Ci deve essere unità d’intenti tra staff e squadra, per il bene del pubblico di Montecatini. Essere qua dopo esserci stato da avversario è motivo d’orgoglio, ho visto un grande calore quando sono venuto qui».
«Prometto che nascerà una squadra nella quale i tifosi si riconosceranno e di cui si dovranno innamorare, i nomi impiegati avranno un valore relativo rispetto al senso di combattività e di buttarsi sul pallone. E’ fondamentale che si crei un gruppo di uomini seri che parlino la stessa lingua cestistica. Non dico dove vorrei arrivare perché non mi piace pensare alle altre squadre, io guardo in casa mia; però mi piace pensare che chi giocherà contro Montecatini si spaventi. Ci saranno momenti in cui vinceremo e momenti in cui ci sarà da risolvere problemi, lo faremo tutti insieme. Voglio una squadra che, oltre a dare tutto, crei entusiasmo e che porti tanti ragazzini al palazzetto. Sono sensibile al giovanile avendo lavorato in passato in società importanti come Pesaro e Trento. Il mio sogno è vedere tanti ragazzi tanti a palazzo, sperando che si riconoscano e s’immedesimo nei giocatori della prima squadra. Non è il momento di parlare di nomi e di aspetti tecnici, mi ‘garba’ di più pensare a creare un team il più competitivo possibile».
NUOVO CAPITANO, NUOVO D.S.
Verso il termine dell’evento l’annuncio atteso del rinnovo con il nuovo capitano termale. Dell’Uomo è l’ultimo reduce, tra gruppo squadra e staff tecnico, del primo anno di vita degli Herons, fa compagnia all’altro confermato Giorgio Sgobba ed il primo acquisto (proprio dall’Orzinuovi di coach Gabrielli) Lucas Chaves. Nel frattempo il precedente possessore della fascia è passato alla direzione sportiva. Natali mirava da tempo a ricoprire un ruolo da dirigente a Montecatini come fece a suo tempo il padre Gino, le sue virtù umane hanno convinto Luchi a puntare su di lui: «Sono molto felice di iniziare questo nuovo percorso. In molti mi hanno chiesto in questi giorni se è stato felice o triste sapere di dover mettere fine alla mia carriera, in realtà vi rivelo che era già tutto programmato da tempo. Sono fiero di far parte del lavoro dirigenziale presentato da Roberto e di ricostruzione della squadra. Su impulso del presidente siamo liberi di creare e condividere idee all’interno di questo gruppo. Col coach ci siamo incontrati in tempi non sospetti, ci ha dato fin da subito flessibilità e disponibilità ed è stato sempre aperto ai nostri consigli. Stiamo facendo belle cose ma ancora non possono dire molto sui nomi nella squadra, mi limito a dire che ci saranno sorprese».
Microfono in mano anche per Maurizio Fagni, il quale non è solo il padrone di casa all’Hotel Castelmartini ma ormai uno dei principali protagonisti tramite l’azienda main sponsor di sua proprietà dell’esplosione del fenomeno Herons: «In qualità di azienda del territorio ci è sempre piaciuto cercare di restituire al territorio ciò che esso ci ha dato. Siamo d’accordo con le idee ed i concetti che la società sta portando avanti. La cosa importante è cercare di fare con quanto si ha, in altre parole sostenibilità delle società dal punto di vista economico. Non bisogna farsi prendere dal fare operazioni troppo grandi, come invece troppi altri club in altre categorie stanno facendo. Il senso di territorialità ed i tanti spettatori che ci appoggiano sono un patrimonio importante da consolidare. Con Fabo restiamo main sponsor, speriamo di creare qualcosa che possa essere ricordato a lungo per Montecatini. Se poi qualcuno entra nella compagine societaria con l’intento di dare un’impronta più importante della nostra, possiamo metterci anche in secondo o terzo piano: l’importante è preservare la serietà della società nel tempo».
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