Il derby perso mercoledì è stato un brutto colpo ma gli Herons devono guardare avanti. Sotto esame la tenuta mentale e la fase offensiva
Non è la prima volta che la Fabo Herons Montecatini deve ripartire dopo una sconfitta bruciante. In questo caso sono due gli stop consecutivi che pesano sulle spalle dei rosso-blu, oltre al derby va infatti vendicata anche la delusione della trasferta di Caserta. La sfida di questa ventitreesima giornata contro la Power Salerno potrebbe rappresentare un crocevia fondamentale, non tanto per il proseguo della stagione che è ancora lunga ma proprio per capire chi sono questi Herons 2024/25. Sono ancora la squadra feroce, aggressiva ed a tratti divertente che abbiamo imparato a conoscere negli anni scorsi? Per poter rispondere ‘sì’ il trend di risultati deve cambiare, a partire dalla palla a due di domenica 19 gennaio (via alle ore 18, diretta Lnp Pass).
L’EREDITA’ DEL DERBY
Un buon punto dal quale ripartire è il carattere Fabo. La voglia di combattere è una caratteristica che non è mai mancate e che si è vista anche contro La T Gema, come non ha mancato di far notare in conferenza stampa coach Federico Barsotti. Il tecnico termale è parso non troppo deluso della prestazione dei suoi di fronte alla fortissima formazione concittadina. E’ chiaro però che quanto visto nella stracittadina non può bastare, aldilà della rimonta sfiorata nell’ultimo quarto si è vista un divario negli altri tre parziali molto più ampia di quanto raccontano i valori sulla carta.
Più che un problema tecnico-tattico a lasciare l’amarezza in bocca è stata soprattutto la differenza mentale a vantaggio degli ospiti ed a sfavore degli Herons: la mancanza di fiducia e di convinzione è stata piuttosto chiara sia nella costruzione di possessi che al tiro. E’ anche vero che la scelta di privilegiare le conclusioni da 3 rispetto al gioco interno non solo non ha pagato ma è risultata molto controproducente. Ovviamente staremmo parlando di tutto un altro film se gli episodi nel finale fossero girati nel verso giusto, così però non è stato ed è proprio la gestione dei momenti clou il criterio con cui distinguere le squadre di buon livello dai top team. Non era comunque scontato, visto l’andamento del match, che gli Herons siano rimasti in corsa fino alla fine per la vittoria.
Un ringraziamento in questo senso va dato a quei singoli che non tradiscono quasi mai le aspettative e che sono certezze incrollabili, come Arrigoni, e che stanno salendo di colpi settimana dopo settimana, come Trapani. Come al solito avviene per ogni insuccesso, arrivano critiche per i due giocatori più attesi, cioè Chiera e Klyuchnyk. Il loro rendimento di stagione è troppo ondivago e troppo spesso le difese riescono a limitarne il talento; motivo per cui ci si chiede se non sia il caso di alleggerire le loro responsabilità andando a cercare un qualche supporto dal mercato. La Fabo ha lasciato libero lo slot per lo straniero e, a giudicare da come si stanno mettendo le cose, potrebbe essere questo un buon momento per occuparlo. Qualsiasi cosa che possa riaccendere un entusiasmo che sta andando a scemare (e questo è il vero dato preoccupante) è ben accetta.
GLI SPAURACCHI STANIC E CHAVES
Niente scherzi quindi con Salerno. La formazione campana arriva da un periodo di forma discreto con tre vittorie nelle ultime cinque occasioni, anche se nell’ultima giornata è arrivato il k.o nel derby regionale con la più quotata Caserta. Un attimo di respiro in un’annata strana, dove gli ospiti hanno avuto un avvio a razzo seguito da sconfitte su sconfitte che sono costate la panchina a coach Daniel Farabello un mese fa.
Al PalaTagliate di Lucca i gialloblu saranno guidati dall’ex assistente Titto Carone e saranno molto affamati: la necessità di allontanare quella zona salvezza dalla quale sono appena usciti è grande. Occhio quindi ai ‘big two’ di Salerno, una vecchia conoscenza della pallacanestro termale come Nicolas Stanic (11.2 punti di media per il girovago della Serie B) e il capitano storico Lucas Chaves (ben 15,7 di media per lui). Due attaccanti puri da limitare in tutti i modi, anche perché l’andamento della Power è legato a doppio filo al rendimento dei suoi campioni. Il quintetto titolare dovrebbe essere composto dai citati Stanic e Chaves, più le ali Giulio Candotto e Lazar Kekovic (attenzione anche a lui, è in gran forma nell’ultimo periodo) e Ferdinando Matrone.
Da segnalare la presenza in panchina di un cestista originario proprio di Lucca come Nicola Mei e di un ex-Gema come Bruno Duranti. Il loro punto forte? Salerno viaggia molto spesso alla ricerca del tiro da 3, infatti sono la quinta miglior formazione del torneo per percentuale, il 36%. Il tiro da 3 è esattamente ciò che è mancato mercoledì agli Herons, dunque sarà un bel banco di prova dove affinare al meglio l’uso di questo fondamentale.



