Fine dell’esilio: La T Gema pronta a vivere la festa del PalaTerme

Ecco il tanto atteso giorno del ritorno a Montecatini. Contro Piazza Armerina però non sarà una gara da sottovalutare per La T Gema

Vanno individuati due aspetti diversi in vista del trentunesimo impegno di campionato di La T Tecnica Gema Montecatini. Da una parte c’è l’aspetto sportivo e dall’altro, formalmente separato ma con l’augurio che possa dare un qualcosa in più, l’aspetto emotivo. Sul piano sportivo non c’è da chiedere molto altro se non vincere, cercando se possibile di limitare rischi e pericoli. La Siaz Piazza Armerina marcherà visita spinta da grande motivazione, anche se non sta vivendo il periodo più brillante della propria annata; è un cliente assolutamente alla portata, anche al netto delle assenze perduranti, di Jackson e compagni.

Poi c’è il fattore emozionale, perché d’altronde questa domenica 8 marzo 2026, Festa della Donna, passerà alla storia della pallacanestro termale come il giorno della fine dell’esilio forzato. Orgoglio e commozione tra i tifosi termali, sia tra quelli di La T Gema che tra i sostenitori Herons che giocheranno al mattino, per la riapertura al pubblico del PalaTerme, sebbene non ancora a capienza piena. Un evento tanto atteso che, oltre a cancellare le evidenti problematiche logistiche, aiuta ad unire e compattare tutto l’ambiente.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Anche se l’anno e mezzo vissuto a Pistoia ha lasciato un bagaglio di successi e grandi momenti che rimarranno indelebili, una società di Montecatini deve stare a Montecatini: non ci vuole molto a capirlo. E’ cambiato tanto, quasi tutto, dal 6 maggio 2024, l’ultima presenza al PalaTerme, per Pallacanestro Montecatini. I rossoblù sono passati dall’essere una realtà in crescita e con voglia di ambire al top ad occupare effettivamente, due stagioni più tardi, un posto tra i top team della Serie B Nazionale. Si torna a casa con un trofeo in più: una Coppa Italia di categoria che verrà difesa esattamente tra una settimana a Rimini, e con un roster pieno zeppo di cestisti tra i migliori della terza serie. L’unico rammarico è quello di non aver fatto in tempo a monetizzare questo gigantesco salto di qualità, dato che l’ultima partita di La T Gema (che allora era ancora solo Gema) sul proprio parquet fu la sconfitta in gara-4 dei quarti di playoff contro Fabriano e, in mezzo a quella serata e quella di domani, i termali non si sono migliorati restando fermi al palo ai quarti nella scorsa annata (il cocente 2-3 contro Mestre).

Sarà la prima volta, non da avversario al PalaTerme, per coach Andreazza. L’ultima volta che è entrato dentro all’impianto di viale Ugo Foscolo si era fatto dettare legge dagli Herons, anche se sempre in quella stessa stagione espugno i canestri termali superando l’altra metà di Montecatini, quella per cui ora lavora. E tra i giocatori, chi è rimasto da allora? La risposta ha un solo nome, quello di Lorenzo Passoni: sarebbe una disdetta se il numero 17 non potesse essere degli effettivi come è stato nelle ultime due giornate. In fondo però la sua difesa e le sue triple non serviranno tanto ora, quanto ad aprile/maggio. Per Passoni e per tutti gli altri infortunati ci sarebbe una data alternativa ideale per il rientro, quella di sabato 14 marzo. Manca ormai poco alle Final Four e, come insegna la fortunata esperienza di un anno fa al PalaDozza, è una vetrina troppo prestigiosa per essere snobbata. Tra l’altro è prestigioso nonché molto forte l’avversario in semifinale, una Virtus Roma che ha comprensibilmente mire che vanno oltre la Serie A2. Forse è proprio in ottica Coppa che mercoledì a Fidenza si è rivisto sotto le plance una figura che non si vedeva (e la sua assenza si sentiva eccome) da nove mesi, quella di Alberto Bedin. La sua grinta e voglia di spaccare tutto ha fatto da collante per la squadra su un campo difficile, anche se per piegare la resistenza degli emiliani sono bastate le due prove monstre di Isotta e Vedovato.

AVVERSARIO DA NON SOTTOVALUTARE

Prima di pensare a Roma, non bisogna fare l’errore di sottovalutare l’impegno contro Piazza Armerina. Non deve distrarre e dare per già fatta nemmeno il rotondo risultato dell’andata, il 62-84 (18 punti di Acunzo) che rappresenta ad oggi l’unico successo di La T Gema lontano dal Nord Italia. La neopromossa, che aveva attirato le attenzioni degli addetti ai lavori dopo il mercato e che aveva ben impressionato nel girone d’andata, ha avuto un discreto contraccolpo dall’inizio del 2026. Il successo nel derby di mercoledì contro Capo d’Orlando ha restituito morale ad una Siaz reduce in precedenza da quattro sconfitte in cinque gare e che è scesa in zona playout. I bianconeri, che hanno anche cambiato guida tecnica in corso d’opera affidandosi ad Ugo Ducarello (fu assistente dell’attuale allenatore degli Herons Meo Sacchetti), è una formazione a trazione quasi balcanica, potendo contare tra gli elementi di spicco sui lunghi Janko Cepic (Montenegro) e Simeon Lepichev (Bulgaria) più la guardia Nikola Markovic (Serbia). Il top-scorer di squadra è Giampaolo Almansi (12.1 di media). Tra le file di Piazza Armerina c’è pure un play che conosce il PalaTerme meglio degli stessi rossoblù, l’ex Fabo Josè Benites.

Lo stesso coach Andreazza non sposta il focus sulla Coppa, mostrandosi molto curioso di conoscere il valore attuale dell’avversario e, perché no, soddisfatto per l’ultima vittoria: «Non era facile vincere a Fidenza dopo una battaglia sportiva finita al supplementare come quella con Vicenza, oltre tutto con tante assenze. Ho fatto i complimenti ai miei ragazzi ma adesso l’importante è ritrovare forma e condizione per il periodo decisivo della stagione, a cominciare dalla sfida di domenica. Mancano sette giornate in campionato (di cui cinque in casa) e vogliamo farci trovare pronti. A livello di talento negli esterni Piazza Armerina, con Meluzzi, Gallizzi, Markovic, Cepic, Almansi ha solo l’imbarazzo della scelta. Le energie andranno centellinate, essendo la terza sfida in una settimana e soprattutto la classifica dei nostri avversari non deve ingannare. Si alza la posta in palio, per cui massima attenzione. Da quando hanno cambiato allenatore, i nostri avversari hanno anche trovato una quadratura importante del cerchio. Hanno vinto il derby con Capo d’Orlando e a Vicenza all’ultimo secondo, campo sul quale molte squadre hanno perso, per cui dovremo essere bravi a interpretare al meglio il match se vogliamo continuare la lotta per le posizioni che contano e ritrovare giornata dopo giornata la giusta condizione».

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