Le parole del lungo del Pistoia Basket Aristide Landi prima della sfida alla Fortitudo: «Mi piacerebbe tornare a Bologna. Sims? Un giocherellone»
Domenica 27 ottobre (ore 19) il Pistoia Basket sarà di scena al PalaDozza di Bologna contro la Fortitudo. Ex di giornata il lungo biancorosso Aristide Landi, che in settimana così ha riferito a Stadio Bologna: «Siamo una squadra completamente nuova, e nell’ultimo mese ci siamo allenati insieme solo una volta. Gli infortuni non sono una scusante però le assenze di Brandt prima e di Salumu poi si sono fatte sentire. Nell’ultima gara persa contro Reggio Emilia (84-72, ndr) abbiamo fatto passi avanti. Contro la Fortitudo dovremo cercare di ripartire da quelle buone cose e di svilupparle per 40′».
Lungo il passaggio dedicato al suo passato a Bologna, prima con la casacca della Virtus e poi coi colori della Effe: «Approdai alla Virtus Bologna un anno dopo la morte di mio padre. Nel settore giovanile bianconero conquistai uno scudetto con l’Under 16 e uno con l’Under 18, vincendo anche il titolo come mvp ed un posto nel miglior quintetto. Poi, a metà della stagione 2013/14, passai alla Fortitudo, allora allenata da Federico Politi. Furono tre mesi molto intensi, conclusisi purtroppo con l’eliminazione al primo turno playoff conto Cento. Ma ancora oggi ho un legame forte con il presidente Christian Pavani e con il team manager Franco Rizzardi. E poi la mia compagna Claudia è fortitudina, anche se ora tifa per me. Io invece ho sempre tifato per la squadra in cui giocavo. Per questo dico senza ipocrisia che mi piacerebbe tornare a giocare a Bologna, dove ho anche comprato casa, e che per me non farebbe differenza vestire la maglia della Virtus o quella della Fortitudo. Sono un professionista ed entrambe le esperienze mi hanno lasciato piacevoli ricordi».
A margine anche una considerazione su Henry Sims, suo ex compagno a Roma e ora alla Fortitudo: «Una volta in allenamento mi ha anche rotto il setto nasale, ma per sbaglio. Siamo grandi amici. Di recente ci siamo visti a Bologna e lui, nello scherzo, mi ha detto: “A Roma i sostegni dei canestri erano più morbidi”. Henry ha un talento offensivo incredibile, nello spogliatoio è un giocherellone ed in campo un gran lavoratore. Con lui la Effe sarà una squadra molto più fisica e dura offensivamente».



