Mastrangelo si prende la Gema, contro Piacenza prova da leader. La guardia rossoblù: «Gruppo pieno di giocatori affamati di vittorie, feeling istantaneo»
Lentamente ma inesorabilmente Nicola Mastrangelo si sta prendendo la Gema Pallacanestro Montecatini. L’infortunio che ne ha condizionato l’inizio di stagione è ormai alle spalle e le prestazioni della guardia ex Real Sebastiani Rieti nelle ultime settimane sono state un crescendo continuo. Dopo la bomba della vittoria a Caserta, contro la Bakery Piacenza è arrivata una prova da vero leader: doppia doppia da 14 punti, 12 rimbalzi e una presenza costante sui due lati del campo. In uno dei pomeriggi più bui a livello di brillantezza per gli uomini di Marco Del Re, è stato proprio Mastrangelo il faro nella tempesta, il porto sicuro in cui attraccare la nave rossoblù.
HE IS BACK
Nicola, un fastidioso infortunio ti ha fatto saltare tutta la seconda parte di preparazione e le prime giornate di campionato, ma a giudicare dalle ultime partite ti sei ripreso alla grande…
«Sì, mi sento bene. A livello fisico avevo recuperato già in occasione della partita contro Brianza, in cui ho fatto pochi scampoli di match. Quello che mi mancava era ovviamente la confidenza con il ritmo-partita e soprattutto l’affiatamento in campo con i compagni, con il passare dei giorni e degli allenamenti ho aggiunto anche quel tassello mancante e l’apporto che ho potuto dare alla squadra è andato sempre migliorando».
Sei rimasto in Serie B nonostante una stagione da protagonista con la Real Sebastiani Rieti, con tanto di promozione in A2 sfiorata. Cosa ti ha convinto ad accettare il progetto Gema Pallacanestro Montecatini?
«Sono state le qualità umane delle persone con cui ho avuto a che fare a convincermi. Sono stato contattato da coach Del Re che mi ha spiegato nel dettaglio il progetto e chi ne avrebbe fatto parte, sapevo che mi sarei trovato in un gruppo di persone serie, con tanta voglia di migliorarsi e che hanno nel loro DNA la cultura del lavoro».
L’IMPORTANZA DEL GRUPPO
Sono queste qualità a rendere la squadra così caparbia e tosta a livello mentale? E’ un collettivo il vostro che nessuna difficoltà sembra poter scalfire…
«La maggior parte dei ragazzi è nuova ma sembra che giochiamo assieme da una vita. Non ho mai avuto dubbi che il gruppo potesse amalgamarsi in fretta, un po’ perché siamo tutti molto vicini come età e mediamente giovani, un po’ perché non ci sono personalità ingombranti all’interno dello spogliatoio e questo ha fatto sì che si creasse subito un legame fra tutti i compagni di squadra. In più in questo inizio di stagione tutte le partite che abbiamo giocato si sono risolte negli ultimi possessi: questo ci ha aiutato a stare sempre sul pezzo fino all’ultimo secondo e non mollare mai psicologicamente, qualsiasi cosa succeda».
Senti di poter diventare uno dei leader di questa squadra?
«Questo è un gruppo in cui tutti sanno prendersi le proprie responsabilità nei vari momenti della partita, credo che la nostra squadra possa avere moltissimi leader a seconda delle caratteristiche che richiede una determinata situazione di gioco. E’ questo il bello di giocare in un roster omogeneo sia come qualità che come mentalità: tutti hanno fame e possono essere protagonisti in ogni gara».
All’orizzonte c’è un trittico da brividi: prima Piombino, poi Pielle Livorno e il derby…
«Pensiamo una partita alla volta senza guardare troppo in là, sono tre avversari sicuramente di grande livello ma non ci facciamo troppi problemi: noi scendiamo in campo senza timori reverenziali e diamo il massimo contro chiunque. Delle tre formazioni forse la Pielle Livorno è quella più completa. Piombino è micidiale in attacco ma nella loro metà campo qualcosa concedono sempre, gli Herons sono molto solidi ma il derby sarà una partita a sé stante, in cui la grinta e le motivazioni faranno la differenza».


