Parola al lungo della Gema Montecatini, che finora sta viaggiando a 10 punti di media: «Sono riuscito a dare un buon contributo»
Accolto con tanta curiosità e forse anche con un pizzico di diffidenza, Federico Pirani è una delle note più liete di questo primo scorcio di stagione in casa Gema Pallacanestro Montecatini: il lungo classe 2002, formatosi cestisticamente nel vivaio della Reale Mutua Torino e cresciuto a Ruvo di Puglia sotto lo sguardo vigile di coach Federico Campanella, ex condottiero rossoblù, ha sorpreso tutti dimostrando grande versatilità, dinamismo e una mano educatissima nonostante la stazza. Non a caso è uno dei migliori realizzatori della squadra con i suoi 10 punti di media a partita e una percentuale dal campo che sfiora il 70%.
Federico, ti aspettavi un impatto così immediato?
«Non credo sinceramente di aver fatto nulla di così trascendentale, però è vero: sono riuscito a dare fin da queste mie prime apparizioni un buon contributo alla causa della nostra squadra e di questo sono molto felice. D’altra parte il mio buon inizio è una diretta conseguenza del fatto che qua tutti mi hanno accolto benissimo, staff tecnico e compagni hanno subito mostrato di credere nelle mie potenzialità e in me ripongono molta fiducia».
Come ti trovi con i metodi di lavoro di coach Del Re? Cosa ti chiede quando sei in campo?
«La sua è una pallacanestro in cui la lettura delle singole situazioni conta molto, non è un integralista, non ha un sistema di gioco fisso ma lascia i giocatori liberi di esprimere le loro qualità. Io mi sto trovando bene, il coach da me si aspetta sempre grande energia sia in attacco che in difesa e io lavoro quotidianamente per cercare di interpretare al meglio ciò che mi chiede in ogni situazione».
Hai dimostrato di poter essere non solo il cambio di Marco Di Pizzo ma anche di poterci giocare insieme. E’ una soluzione di emergenza o siete davvero complementari?
«Assolutamente, credo che la soluzione del doppio lungo possa essere una carta da giocare anche in chiave futura, soprattutto in questo momento in cui Angelucci è indisponibile. Come giocatori abbiamo caratteristiche diverse: Marco è il classico centro di grande stazza, forte fisicamente e che ama giocare vicino al canestro, io preferisco partire più defilato e possibilmente fare qualche palleggio in più. Ovviamente spetta sempre al coach decidere ma a mio avviso sotto canestro formiamo una coppia tosta e ben assortita».
Il rendimento un po’ altalenante della squadra in questa prima parte di campionato è dovuto ai tanti infortuni o c’è qualcosa in cui potete migliorare?
«Gli infortuni non devono essere un alibi per noi, perché fanno parte del gioco e tutte le squadre del nostro girone, chi più chi meno, hanno dovuto farci i conti. Le due sconfitte che abbiamo rimediato sono molto diverse: Sant’Antimo è un campo difficilissimo da espugnare, ne ho avuto la prova anche l’anno scorso quando giocavo a Ruvo di Puglia, tuttavia penso che la squadra abbia fatto un’ottima partita e sia stata punita dai loro giocatori di maggiore esperienza. A Crema invece abbiamo sbagliato l’approccio nel primo tempo, commettendo qualche errore di troppo».
Dove può arrivare questa Gema?
«E’ ancora presto per dirlo ma penso possiamo davvero dire la nostra. Il girone è molto equilibrato e per questo secondo me molto bello: in ogni partita può succedere di tutto e nessun risultato è mai scontato. Per questo se giochiamo con la giusta concentrazione per tutti i quaranta minuti possiamo davvero battere chiunque: dobbiamo metterci in testa che in questo campionato non sempre chi ha il roster sulla carta più forte vince».
Parlaci un po’ di te: come ti stai trovando a Montecatini e chi è Federico Pirani quando non gioca a basket?
«Sono uno a cui piace molto andare in giro e in questo senso Montecatini Terme è l’ideale per me, perché è una cittadina vivace ed è un po’ in mezzo a tutte le località più belle della Toscana. In più è una città che vive di basket, che ha una grande tradizione cestistica e questo per un giocatore di pallacanestro di certo non guasta».



