Lodevole iniziativa quella di Pazzagli che si prefigge di migliorare l’aspetto tecnico dei calciatori in erba, ultimamente poco considerato
In un’estate che passerà in negativo alla storia per le limitazioni imposte e per un senso di inquietudine che abbraccia tante persone, c’è chi come Gianluca Pazzagli ha già organizzato la propria. Non si parla però di ombrelloni, di spiagge e di viaggi, ma di scuola calcio.
Gianluca si è laureato ormai da tempo in Scienze Motorie, ha conseguito il titolo di Maestro di tecnica Advance Level e il UEFA Grassroots Licence C e da lunedì 15 giugno inizia il suo corso estivo presso il Tennis Club di Pistoia 1951. Per capire però di cosa si tratta lo abbiamo raggiunto telefonicamente:
«Ho deciso di intraprendere questo al termine di un mio percorso formativo da maestro di tecnica frequentato con “La strada dei campioni” di Ivan Zauli. Sono stati 4 corsi dal livello base fino al master dove ho appreso tecniche per il miglioramento della tecnica calcistica.
Il corso è composto da lezioni individuali o al massimo in piccoli gruppi sulla tecnica di base con i gesti poi da riportare per migliorare le competenze. Le situazioni specifiche riguardano il trattamento palla a terra, gesti tecnici per le abilità individuali con conlusione in porta, ricezione, trasmissione, conclusione in porta radente aerea e il gioco di volo con il colpo di testa».
«La durata del corso estivo» continua Pazzagli «è di un’ora per lezione dalle 17 alle 20 ed è aperto a bambini e bambine – data la continua evoluzione del calcio femminile – dai 6 ai 14 anni mentre la parte invernale – che spero di poterla effettuare al “Legno Rosso” – volevo estenderla anche ad atleti più grandi incentrandola sul ruolo del ragazzo dal quale nasceranno lezioni ad hoc per migliorare le competenze assodate e incentrarsi sui gesti specifici di ogni singolo ruolo».
«Purtroppo per il poco tempo che hanno le scuole calcio nel riuscire a far tutto ti impedisce di specializzarti in una cosa particolare; in questi anni avevo bisogno di rinfrescare la mia formazione e da lì è nata l’idea di migliorare personalmente e aiutare i giovani mi pare fantastico. Questo corso con la tecnica applicata non prevede di creare dei “circensi” – i cosiddetti Freestyle – ma giocatori con delle competenze che le sappiano utilizzare nel momento adatto della partita».
«La scuola di tecnica è diventata una moda sempre più presente sul territorio, ma da responsabile della scuola calcio dobbiamo fare così tante cose – parte motoria compresa che non viene fatta a scuola, parte situazionale e di squadra – che viene tralasciata la tecnica forse perchè è anche la più difficile ad essere insegnata. Ora va di moda la Gag, la metodologia a stazione dove viene prima il gioco libero del ragazzo che le sue competenze; io invece ritengo che se un calciatore ha più competenze nel gioco ha più probabilità di uscire da situazioni spigolose durante la partita ed essere una risorsa per la squadra».
«Rispetto a ieri, i ragazzi di oggi sono carenti della parte per strada che in Germania invece negli ultimi anni ha ripreso. 30/40 anni fa il gioco di strada noi lo sperimentavano calciando contro un muro, giocando da soli o piccoli gruppi, ma ora tutto questo non accade più perchè gli spazi sono diminuiti, i genitori hanno meno tempo libero e i giovani difficilmente si ritrovano all’oratorio o ad un campetto sportivo per giocare. E’ una generazione però più cognitivamente avanti: il saper utilizzare la tecnologia li agevola e se hanno perso da un punto di vista motorio l’hanno acquisito da un punto di vista cognitivo e tecnologico».



