Gironi Serie D 2026/27: contro chi giocherà la Pistoiese?

Per la Pistoiese è quasi impossibile non incrociare le lombarde, a meno di un girone interamente toscano: tante combinazioni possibili

C’è un’attesa che si allunga di anno in anno, e che quest’estate porta con sé più incognite del solito. I gironi di Serie D per la stagione 2026/27 non diventeranno ufficiali prima dei primi giorni di agosto: lo scorso anno la pubblicazione arrivò il 4 agosto, e anche stavolta la finestra più probabile sembra collocarsi tra il 3 e il 7-8 del mese, complice la necessità di attendere il 28 luglio per conoscere l’esito definitivo della Covisod in merito ricorsi presentati dalle società inizialmente escluse. Fino ad allora, per la Pistoiese come per tutte le altre pretendenti, non resta che il terreno delle ipotesi. Un esercizio tutt’altro che semplice, però, per una serie di motivi. Per inquadrare il discorso serve ripercorrere brevemente cosa è successo di recente. Nella stagione 2024/25, quando il numero complessivo di squadre di Serie D era di 168 (sei in più rispetto alle 162 attuali), la Pistoiese fu inserita in un Girone D composto esclusivamente da squadre toscane ed emiliano-romagnole, senza alcuna presenza lombarda. Un assetto che rifletteva una logica geografica piuttosto lineare: il girone affidato interamente a due regioni confinanti.

Le cose sono cambiate con il taglio a 162 squadre, in vigore dalla stagione 2025/26. Con un numero inferiore di club aventi diritto, le regioni con molti club hanno dovuto necessariamente “cedere” alcune delle proprie formazioni ad altri raggruppamenti. È esattamente quello che è successo lo scorso anno: il Girone D ha accolto appena due squadre toscane, la Pistoiese compresa, mentre il resto del girone è stato costruito con club emiliano-romagnoli e lombardi. Un caso emblematico, perché ha segna il cambio di equilibrio imposto dalla riduzione del numero complessivo di squadre. E proprio per questo è ragionevole immaginare che qualcosa di simile si ripeta anche quest’anno: con 162 squadre confermate, le lombarde continuano ad essere troppe per i gironi A, B e C e dovranno necessariamente traslocare nel D. In sintesi, a seconda di come si decide di “trattare” la Toscana, se lasciarla tutta in un unico girone, oppure dividerla tra due gironi contigui, la quota di squadre lombarde nel Girone D può oscillare, ma raramente potrà scendere a zero.

A complicare ulteriormente il quadro c’è la questione dei ripescaggi, ancora tutta da definire. Proprio su questo fronte, nel pomeriggio di giovedì 23 luglio è arrivata una prima conferma ufficiale: il Sangiuliano City ha comunicato la rinuncia al ricorso, formalizzando di fatto la propria esclusione dalla Serie D. Resta invece tutto da verificare chi prenderà il posto lasciato libero: nelle simulazioni più accreditate dagli addetti ai lavori viene dato il Grassina come ripescata papabile, ma si tratta di un’ipotesi di lavoro e non di un dato confermato, e la Lega Nazionale Dilettanti non ha ancora sciolto la riserva sul nome definitivo. Sempre secondo alcune indiscrezioni, e qui restiamo nel campo del non ufficiale, le altre concrete candidate al ripescaggio dovrebbero essere Lascaris, Castellanzese, Fiorenzuola e Imolese, col Derthona subito dietro. Il calcolo è semplice: un eventuale ripescaggio aggiuntivo, o, al contrario, un’esclusione, che riguardi squadre lombarde o emiliano-romagnole avrebbe un impatto diretto e specifico proprio sul Girone D, che più di ogni altro raggruppamento del centro-nord dipende dagli equilibri tra queste tre regioni.

La data da cerchiare in rosso è quella del 28 luglio, giorno in cui la Lega Nazionale Dilettanti comunicherà l’esito dei ricorsi presentati entro il 23 luglio dalle società inizialmente escluse. Ma tentiamo di andare oltre. Provando a immaginare la ricostruzione più verosimile, l’ipotesi più logica resta quella di seguire il più possibile lo schema della scorsa stagione, adattandolo alle nuove quote regionali. Un esercizio che, numeri alla mano, porterebbe a un Girone D con otto squadre lombarde, otto emiliano-romagnole e due toscane, in perfetta continuità con quanto visto nel 2025/26. Il punto debole di questa ricostruzione riguarda però le restanti due squadre emiliano-romagnole, che con l’attuale quota regionale complessiva salita a dieci non troverebbero posto nel Girone D e andrebbero dirottate altrove, presumibilmente nel Girone F. Una soluzione che dal punto di vista geografico convince fino a un certo punto: le squadre emiliano-romagnole rimaste fuori dal Girone D sono pressoché tutte formazioni emiliane e non romagnole, mentre il Girone F è il raggruppamento che si affaccia sull’Adriatico, già occupato dalla rappresentanza di Marche e Abruzzo. Collocare lì due squadre dell’interno emiliano-romagnolo risulterebbe quindi un compromesso più tecnico che geografico, l’ennesima dimostrazione di quanto sia complicato far tornare i conti.

Proprio partendo da queste ipotesi, si possono tracciare a titolo di esempio alcuni scenari verosimili senza ovviamente poter indicare, allo stato attuale, quali squadre specifiche finirebbero nell’uno o nell’altro raggruppamento. Un primo scenario prevede che le toscane restino divise tra Girone D e Girone E, come già accaduto nella stagione appena conclusa. Assieme alla Pistoiese, dodici mesi fa, fu inserito il Tuttocuoio, poi retrocesso: difficilmente, in tal caso, sarebbe scelta un’altra big come Prato e Lucchese, che avrebbero esplicitamente chiesto un girone diverso da quello dell’Olandesina. Un secondo scenario, alternativo, le vedrebbe invece confluire tutte insieme nel Girone E, lasciando il Girone D a una composizione esclusivamente emiliano-romagnola e lombarda. Non è peraltro la prima volta che si ragiona su una suddivisione diversa della Toscana: un caso che non si ripete da tempo è quello della stagione 2019/20, quando le toscane furono divise tra Girone A e Girone E. In quell’occasione nel Girone A finirono Prato, Lucchese e le squadre di Versilia e Lucchesia, mentre le restanti toscane, tra cui l’Aglianese, furono inserite nel Girone E.

Uno scenario che, secondo fonti ufficiose e dunque non confermate, sarebbe proprio quello auspicato dal Prato, che avrebbe chiesto di essere inserito nel Girone A insieme a liguri e piemontesi. Su tutto questo si innesta anche la posizione della Pistoiese, espressa in modo piuttosto chiaro dall’amministratore delegato Fondatori in una recente intervista: la volontà di limitare le trasferte rispetto allo scorso anno, quando la squadra arancione ha macinato moltissimi chilometri per raggiungere le numerose mete lombarde. È in quest’ottica che dalle parti di Pistoia si guarderebbe con favore a un girone logisticamente più comodo, come potrebbe essere appunto il Girone E. Va detto però che, in un caso come nell’altro, la Pistoiese si troverebbe comunque a fare i conti con avversarie di peso. Nel Girone D, come noto, non mancherebbero squadre di spessore come Piacenza e Lentigione, senza contare le possibili mine vaganti lombarde: lo scorso anno il ruolo fu ricoperto dal Desenzano, e non è escluso che una squadra della stessa regione possa rivelarsi altrettanto insidiosa anche nella prossima stagione.

Ma anche nel Girone E la concorrenza non mancherebbe: il Siena resta una realtà competitiva, e a questo si aggiunge la possibilità che nello stesso raggruppamento finiscano anche Prato e Lucchese, o addirittura entrambe, qualora si concretizzasse l’ipotesi con tutte le toscane riunite nel Girone E. Uno scenario che, pur essendo il più coerente dal punto di vista della vicinanza geografica, è anche quello meno gradito da diversi club: Pistoiese, Prato e Lucchese condividono tutte e tre ambizioni di vertice, e trovarsi nello stesso girone significherebbe che solamente una di loro potrebbe conquistare la promozione in Serie C. Per la Pistoiese, insomma, l’unica certezza al momento è l’incertezza: la storia recente suggerisce una permanenza in un girone a doppia o tripla componente regionale, con l’Emilia-Romagna come partner quasi scontato e la Lombardia come presenza ormai consolidata. Bisognerà attendere la pubblicazione ufficiale dei gironi per sapere quale sarà l’assetto definitivo.

Redazione PtSport
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