Lorenzo Gori, presidente del Tempio Chiazzano, racconta a 360 gradi il nuovo stadio dei rossoblù: «Finalmente siamo tornati a casa»
Era solo un sogno, ma adesso è realtà. Il nuovo stadio del Tempio Chiazzano, compagine militante in Prima Categoria, è quasi completato. Sono necessari solo alcuni aggiustamenti finali per dichiarare l’opera compiuta al 100%, ma manca davvero poco. La presentazione ufficiale dell’impianto avverrà a giugno, in occasione del 70° anniversario della fondazione della società. Il manto erboso è stato battezzato qualche settimana fa dalla prima squadra rossoblu, che ha già disputato due partite di campionato qui. Anche la formazione Juniores ci ha giocato una gara e inoltre il campo è stato anche teatro di un torneo del settore giovanile. Lorenzo Gori, presidente dei rossoblu dal 2016, ci ha raccontato nei dettagli il progetto della nuova struttura.
LO STATO DEI LAVORI
«I lavori sono durati più del previsto – ammette Gori – essendo cominciati a ottobre 2022 e terminati oltre un anno più tardi. L’impianto non è comunale, ma privato ed è di proprietà della cooperativa sociale Don Antonio Tesi. Quest’associazione è una Pro loco di persone del paese e ha la proprietà del campo sportivo, del bar e della ex scuola materna di Chiazzano. Il terreno di gioco è stato dato in comodato in modo gratuito alla nostra società, che si è fatta carico di tutti i lavori, investendo oltre settecentomila euro».
«L’intervento – continua il presidente rossoblu – ha riguardato innanzitutto il terreno di gioco, completamente ristrutturato e fatto in sintetico. Il rifacimento del manto erboso ha coinvolto anche i vari lavori di drenaggio, recinzione e altro. Sono stati rifatti anche gli spogliatoi per rispettare le normative federali, mentre la tribuna attualmente non c’è, ma siamo in procinto di installarla. Dobbiamo ancora terminare il parcheggio e la pavimentazione, ma presto l’opera sarà completata».
«È STATO UN ESILIO…»
Il Tempio è stato una stagione intera senza il proprio stadio è ha dovuto affrontare le varie partite casalinghe negli impianti sportivi della Provincia e dintorni: «In questa parentesi lunga più di un anno ci siamo dovuti adattare sui campi comunali e limitrofi per giocare le partite, con un aggravio delle casse. È stato come un esilio per noi – sottolinea Gori -, poiché l’attività si è concentrata negli stadi di Montemurlo, al Chiavacci di Prato, al Castelmartini e in altri impianti. Siamo enormemente soddisfatti di avere finalmente una nostra casa».
PASSATO, PRESENTE E… FUTURO
Gori ci ha poi raccontato la storia dell’impianto: com’è nato, perché si chiama così e la sua evoluzione strutturale negli anni: «L’impianto sportivo, situato in Via del Girone, si chiama “Don Siro Butelli“. Il nome è dedicato all’omonimo fondatore della società, cioè il parroco che gestiva la comunità del Tempio a Pistoia. Da lì ha avviato l’attività per aiutare i più deboli e le fasce più problematiche della comunità. Poi ha incrementato i numeri e, da appassionato di calcio, ha fatto costruire questo campo sportivo negli anni ’70, grazie anche all’aiuto della popolazione di Chiazzano. In questi anni – aggiunge Gori – lo stadio ha subito modifiche. Ad esempio l’impianto d’illuminazione è stato aggiunto nei primi anni ’90, poi fino ai giorni nostri si sono susseguite diverse gestioni e presidenze con relativi lavori di ammodernamento. Siamo arrivati ad oggi con l’aiuto di tanti imprenditori e tante persone locali per dare alla luce questo sogno che ora è diventato realtà. Ringrazio per questo il Consiglio Direttivo che ha voluto fortemente il progetto e tutte le realtà locali che hanno contribuito alla sua realizzazione».
«Abbiamo donato alla città un nuovo impianto all’avanguardia per il futuro – afferma il presidente rossoblu – e sarà da volano per la nostra attività e per tutta la comunità. L’obiettivo è quello di costruire e incrementare tutta la filiera dal settore giovanile fino ad arrivare alla Prima Squadra, che al momento conta oltre cento iscritti in totale. La precedenza all’utilizzo degli spazi è della nostra società, ma l’impianto è a disposizione dell’intera collettività per l’uso che ognuno ne vorrà fare».



