Guido il “Guerriero”: la fine di una carriera sbocciata (anche) col Pistoia Basket

Al termine della semifinale playoff di B Interregionale persa dall’Use Empoli contro la Mens Sana si è ammainata la bandiera, a 43 anni, di Guido Rosselli. Un vincente ed un coriaceo che ha fatto innamorare il popolo biancorosso

Quarantatré anni e pochi giorni, il tempo giusto per dire basta col basket giocato. In una location tutt’altro che banale per il basket italiano, come il PalaSclavo, contro un’avversaria ugualmente stimolante, come la Mens Sana Siena, e al termine di una combattutissima semifinale playoff di Serie B Interregionale, Guido Rosselli da Empoli ha detto che può bastare così, facendo scendere la bandiera del vero “califfo” della Serie A2, e non solo, degli ultimi 15 anni in Italia.

Del resto, in questi casi, i numeri non mentono: cinque campionati vinti (Rieti, Torino, Virtus Bologna, Fortitudo Bologna, Verona), quattro Coppe Italia (Rieti, Veroli per due volte, Virtus Bologna), una Supercoppa (Fortitudo Bologna) ed una quantità infinita di playoff e di partite decisive portate a casa con la sua faccia tosta, la sua “garra” e le ginocchia sbucciate. Un giocatore che, inutile ricordarlo, ha lasciato un ricordo bellissimo anche nell’anno e mezzo vissuto in maglia biancorossa e, oggi, è opportuno e giusto riavvolgere un po’ di quel nastro di storia biancorossa.

Dopo aver vinto la A2 a Rieti nel 2007, Rosselli tentò il salto in A con Biella ma i risultati non furono quelli attesi e, quindi, da metà stagione in poi cercò spazio di nuovo in A2 per rilanciarsi e l’incastro giusto arrivò in via Fermi. Sulla panchina biancorossa, già da diversi mesi, sedeva il suo “mentore” Maurizio Lasi, ovvero colui che lo ha fatto esplodere a Rieti e ad inizio girone di ritorno si innesca un cambio di mercato nel roster: il “senatore” di casa Pistoia Basket, ovvero Leonardo Zaccariello, chiede di scendere in B e con uno sforzo di non poco conto arriva la firma di “Guidone” che all’epoca aveva 25 anni. Fisico possente, ala piccola di natura ma in grado di coprire abilmente tutti gli spot dall’1 al 4 essendo anche un buon portatore di palla, si inserisce subito al meglio in una squadra che “gira” bene con la coppia di play Bertolazzi/Bencaster e il genio e sregolatezza dei due americani, ovvero “Boo” Davis ed Elton Tyler.

Rosselli si ritaglia un ruolo da protagonista, si fa ben volere nello spogliatoio e lega subito col gruppo di italiani. Sanguigno e verace, si sente come a casa, quindi spinge ancora di più sull’acceleratore e non si fa mancare le sue espressioni colorite: celebre, per chi era presente, l’uscita per 5 falli al “PalaBigi” in gara1 dei quarti playoff della Carmatic contro Reggio Emilia non presa benissimo ed, in un secondo di silenzio casuale, si sentì riecheggiare un suo richiamo tutt’altro che lodevole alle alte sfere della vita terrestre, roba che oggi avrebbe fatto gridare allo scandalo.

E’ anche da lui, però, che il Pistoia Basket riparte nella stagione successiva che doveva essere quella di uno step ulteriore verso l’alto e, invece, si rivelò tutt’altro che semplice (Do you remember Arnas Kazlauskas? I puristi sicuramente sorrideranno a riguardo…). Dopo un buon avvio, la squadra si perde ed inanella una serie di sconfitte consecutive che la porta addirittura all’ultimo posto alla fine del girone d’andata con il pesante ko interno contro Roseto che costò la panchina allo stesso Lasi: Rosselli era fra i più affranti, perché dava tutto in campo ma i risultati non arrivavano, e così da lì si aprì – con l’arrivo di Paolo Moretti – un nuovo ciclo che tutti quanti ci ricordiamo molto bene.

La salvezza era una chimera non semplice da raggiungere ma, grazie anche ad un po’ di goliardia, il clima intorno alla squadra restò positivo: erano le domeniche della fondazione della Baraonda Biancorossa e quel coro proprio dedicato a Rosselli (sulle sue peculiarità lessicali già citate nella partita di Reggio Emilia) servì anche a dare la carica giusta all’ambiente. Nonostante l’esonero di Lasi, infatti, Rosselli rispose da professionista e continuò a dire la sua fino alla serata dell’apoteosi per antonomasia: posticipo di domenica sera, in diretta Rai, al “Taliercio” di Mestre con la Carmatic che vuole tentare la risalita dai bassifondi.

Sfida in equilibrio dall’inizio alla fine, con Pistoia che ha l’ultimo tiro per la vittoria ma a poco più di due secondi dalla fine lo stesso Rosselli subisce fallo e va in lunetta per due liberi pesantissimi: nonostante il tifo assordante di casa Reyer, in quello che poi in seguito diventerà il “suo” palasport per tre anni super in Serie A, “Guidone” fa 2/2, la Reyer sbaglia e Pistoia espugna la Laguna prendendosi i due punti che saranno decisivi per la salvezza (non c’erano i playout).

Emozioni incancellabili per chi era presente quella sera, per chi ha vissuto e raccontato quegli anni. E, oggi, con un pizzico di commozione, non resta che alzarsi in piedi e dire “Grazie Guido” per tutto quanto ci hai regalato in quei 18 mesi e per quanto hai fatto dopo Pistoia, fino a chiudere la carriera da vera “bandiera” all’Use Empoli giocando ancora altre tre stagioni di ottimo livello nonostante già Over-40. Come diceva quel coro, “Guido Guido sono io, quando sbaglio impreco…. è fantastico!“.

PS: se poi, leggendo la storia, volete vederci qualche similitudine di allora con la stagione attuale, liberi di farlo. Un tiro libero pesante, in gara-3 con Ruvo alla Lumosquare, è andato proprio allo stesso modo. Da parte di un altro ragazzo arrivato a stagione in corso, in un’annata come quella da ultimo posto, al quale la mano dalla lunetta quasi sul suono della sirena non è tremata. Vedremo cosa ci dirà il futuro, a questo proposito.

(Si ringrazia per la collaborazione di alcuni “cenni storici” l’ex Direttore di Pistoia Sport, Saverio Melegari)

foto da Use Empoli

Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Monsummano in finale, Panati: «Non posso che ringraziare il gruppo»

La felicità di Panati dopo l'approdo in finale playoff: «Questi ragazzi se lo meritano. Siamo andati avanti in...

Jackson riscrive la storia: La T Gema è in finale promozione per l’A2

La T Gema vince gara-5 e raggiunge l'ultimo atto dei playoff di Serie B Nazionale. Treviglio soccombe di...

Finals DR2: Montale paga la tensione dell’esordio

Lucca Academy Basket conquista una gara 1 mai realmente in discussione e si porta avanti nella serie; Aquile...

Dany Basket, il sogno è realtà: vittoria in gara 5 a Monferrato e salvezza conquistata

Impresa clamorosa del Dany Basket che, dopo esser stato sotto 0-2 nella serie playout, si salva con la...