«Fondamentale la nostra energia mentale. Finale? C’è un momento in cui ho capito che avremmo potuto farcela», così coach Barsotti dopo Gara 2
La Fabo Montecatini domina Avellino in Gara 2 per 81-60 e venerdì avrà la chance di chiudere la serie sul parquet irpino. La chiave della vittoria per coach Barsotti – intervenuto nella conferenza post partita – è stata l’energia mentale, condivisa da tutta la squadra. «I ragazzi hanno dimostrato di essere tutti diretti verso un unico obiettivo, devo fare loro i complimenti per l’atteggiamento – ha ammesso il tecnico della Fabo -. Dovremo migliorare qualcosa per ottenere anche la terza e decisiva vittoria come la continuità per 40 minuti. Appena abbassi l’attenzione loro rischiano di tornare sotto e non possiamo lasciarglielo fare».
«Abbiamo messo in campo una difesa eccellente e grazie a quella siamo riusciti a correre bene il campo. Quando Avellino si schiera in difesa ti fanno giocare male – ha proseguito -. Il dato incredibile è quello dei rimbalzi, loro sono tra i migliori della B in questo fondamentale, tanto in difesa quanto in attacco. Abbiamo fatto un lavoro strepitoso. Radunic ha fatto la differenza, Lorenzetti ha messo tanta energia ma tutti hanno fatto un grande lavoro. Arrigoni? Parliamo di un giocatore che è alla settima finale. Adesso dobbiamo finire il lavoro tutti assieme venerdì».
«C’è un momento in cui ho capito che avremmo potuto farcela ad arrivare quantomeno in finale ed è stato dopo Fiorenzuola – ha raccontato Barsotti -. Venivo da una triste vicenda personale e non riuscivo a dare un apporto. La squadra nelle partite successive prima di perdere si sarebbe tagliata le mani. Hanno dimostrato valori morali unici e stiamo crescendo ancora in consapevolezza».
Adesso manca l’ultimo sforzo per coronare una stagione già straordinaria, comunque andrà la serie finale. «Ci godiamo la serata, c’è soddisfazione ed è giusto andare a cena e farsi qualche risata. Da domattina però si torna a lavorare duramente perché dobbiamo chiudere la serie. Palazzetto? Uno spettacolo incredibile. Frutto degli sforzi della società e del lavoro dei ragazzi. Abbiamo riportato attaccamento e passione. Penso ai più piccoli che vedono nei giocatori di oggi i propri idoli come li vedevo io da bambino con Andrea Niccolai e Mario Boni. Se c’è questo calore è merito di tutti noi».



