«Ricercando l’ottavo posto loro si giocano più di noi» ammette il coach degli Herons a 40′ dalla fine della regular season
A un turno dal termine per la prima volta gli Herons sono padroni del proprio destino. Il successo contro Casale, arrivato qualche minuto prima del ko casalingo di Piombino, pone i termali nella situazione di avere tutto nelle proprie mani. Un successo in terra pavesina vorrebbe dire quarto posto e (almeno) sicura permanenza in serie B nella prossima stagione. Un risultato unico, ma il primo a predicare la calma è proprio coach Barsotti.
Federico, qual è stato il tuo primo pensiero al termine di Piombino-Oleggio?
«Zero emozioni: sono andato nello spogliatoio a spiegare i ragazzi che c’era una grande e nuova opportunità di sfruttare. Ho trovato logicamente grande entusiasmo, ma c’è sempre da far tanto come andare là a fare risultato. Non mettiamo il carro davanti ai buoi: dobbiamo vincere in un campo difficilissimo come quello di Pavia».
La netta vittoria contro Casale di domenica scorsa non ha fatto aumentare un po’ i rimpianti dei due punti persi là?
«Certo, in casa loro giocarono una gara strepitosa mentre domenica è come se non si fossero presentati. Un girone fa le prove furono all’inverso perché caricati dal pubblico casalingo loro trovarono alcuni canestri strepitosi. Fu emblematico Arrigoni quando in un time-out mi disse: “Questo è il quarto canestro che mi fanno in faccia da sdraiati: che si può fare di più?”. Ecco, domenica in casa contro di noi quei tiri non gli sarebbero bastati per vincere. Il problema fuori casa è far gasare le squadre e nel prossimo turno l’obiettivo sarà non “caricare” altrettanto i pavesini».
Oltre a non gasarli, cosa non andrà assolutamente fatto a Pavia?
«A livello generale non dobbiamo lasciar niente al caso. A Livorno con la Libertas qualcosa non è stata interpretata al meglio. Ci è rimasto quel 5-10% che tante volte abbiamo messo per ottenere questo tipo di vittorie. Sfrontatezza? Coraggio? Probabilmente un mix. Certo, si parla di episodi perché con la Pielle loro sbagliarono il 50% dei liberi mentre la Libertas ne ha realizzati il 90%. Non dovremo avere rimpianti a Pavia, anche se son sicuro che i ragazzi daranno il 110%. Mi auguro soltanto anche a livello tecnico e tattico di attuare un ottimo piano».
Che Pavia troverete domenica?
«Molto agguerrita. Loro hanno bisogno dei due punti a livello di classifica dato che si giocano l’ottavo posto, la bella in casa in uno spareggio salvezza. Anche se arrivassero noni comunque sarebbe importante il coefficiente vittorie che cercheranno di tenere il più alto possibile. Arrivano da 10 vittorie su 14 tra le mura amiche, posizionandosi quarti tra chi ne ha vinte di più in casa. Solo meglio di loro ci sono la Libertas, Vigevano e noi. Penso questo basti per capire che non sarà una gara qualsiasi».
Indichi giustamente sempre Alba come punto di svolta della stagione: cos’ ha portato in più quella vittoria in Piemonte?
«La consapevolezza che avevamo resistito nel momento più brutto della stagione. Avevamo visto l’inferno e ne eravamo usciti con la volontà e con un pizzico di fortuna che però va a sempre chi se la merita. Infatti non dimentico le due trasferte perse all’ultimo tiro e il derby con un libero sbagliato. Le cose prima o poi tornano e cadere lì ad Alba sarebbe stato un disastro con conseguenze importanti a livello psicologico. Però ne siamo usciti vittoriosi e da lì è totalmente cambiato l’atteggiamento dei ragazzi, capendo la direzione da prendere».
A un turno dalla fine può succedere ancora di tutto, ma qualche posizione è già salda: quale squadra ti ha un po’ deluso e chi ti ha sorpreso?
«Ti direi la Sangiorgese che è comunque molto vicina al 7-8° posto. Forse però a pensarci bene Omegna settima stona un po’ perché mi aspettavo lottasse fino in fondo per le prime posizioni. I tanti infortuni hanno segnato un po’ la stagione. Brava invece Piombino nel saper rispondere alle mille sventure stabilendosi sempre nelle zone alte. Nei bassifondi segnalo infine un’ottima Borgomanero: l’inserimento di tanti giovani non ha pienamente pagato, ma comunque andrà ha proposto un modo di giocare veramente unico».




