Herons, il ds Stilli: «La mentalità di questo club è merce rara»

Herons di nuovo in carreggiata, il ds Michele Stilli elogia l’organizzazione: «Cerchiamo di fare le cose in modo serio e professionale»

Salvo imprevisti, a poco meno di un mese e mezzo di distanza dall’ultimo ballo, domenica a Lucca gli Herons torneranno a disputare un incontro ufficiale. Del ciclone Covid che sembra ormai passato ma anche di tanto altro, ne parliamo con il ds degli aironi Michele Stilli. Pistoiese doc, tanto da vantare un decennio nello staff del Pistoia Basket, quest’anno ha varcato il Serravalle per sposare il neonato progetto Herons. Una figura professionale, quella che Stilli ricopre con stile discreto e poco appariscente, chiamata all’operatività e all’efficienza su più fronti, sia dentro che fuori dal palazzetto. E che dunque ci permette di sviscerare in lungo e in largo i principali temi legati all’emisfero MTVB.

USCENDO DA UN PERIODO COMPLICATO

Il ritorno in campo è previsto per domenica sera al PalaTagliate, contro il Basketball Club Lucca allenato dal termale Alberto Tonfoni. Un impegno che per gli Herons acquista il dolce sapore della normalità. «Sì a questo punto direi che domenica giocheremo. I positivi si sono negativizzati e stanno acquisendo le idoneità agonistiche, quindi saremo in grado di giocare anche se la forma fisica va ancora recuperata. È stato un periodo complicato in cui c’è stato da lavorare più del solito. In primis per il nostro medico sociale Stefano Bianchi – specifica Stilli – ma anche per tutti gli altri. Siamo stati dietro alle continue evoluzioni sanitarie dei ragazzi, con la complicazione logistica legata alle nostre foresterie». Beghe rispetto alle quali, secondo il ds rossoblù, la società si è comportata meglio che poteva. «Abbiamo cercato di minimizzare i danni, mettendo sempre al primo posto la salute dei giocatori e tesserati. Avendo il merito e la fortuna di essere più strutturati di una società media di C Gold, siamo stati il più possibile rigorosi e puntuali sottoponendoci a controlli molto frequenti» commenta il quarantaduenne.

IL PERCORSO DEGLI AIRONI

L’astensione agonistica ha distolto un po’ l’attenzione dai grandi risultati ottenuti sin qui dai Barsotti boys. «Son sempre stato consapevole che la squadra fosse competitiva, però non sapevo fino a che punto. Sicuramente – riconosce con sincerità il volto di MTVB – avrei messo volentieri la firma sul record di dodici vittorie e una sola sconfitta che abbiamo adesso. Al tempo stesso non abbiamo ancora fatto niente. Siamo ai vertici della classifica, ma non abbiamo ancora mai giocato contro la Gema. Quindi sono soddisfatto, però c’è ancora più di metà campionato da fare al meglio delle nostre possibilità. A partire da ora – guarda al presente Stilli – che entriamo in una fase delicata fitta di appuntamenti, dove servirà grande attenzione alle condizioni fisiche dei giocatori».

Idee chiare che l’ex Pistoia Basket ha anche sui limiti e le virtù della squadra. «Secondo me un aspetto su cui dobbiamo migliorare è la malizia, come c’ha dimostrato l’unica sconfitta di Prato. È forse inevitabile che un roster così giovane non sia troppo scafato. Però da questo punto di vista possiamo crescere, ovviamente senza sconfinare nell’antisportività. Sento dire spesso che le squadre di Barsotti “picchiano”. In realtà – ci tiene a precisare togliendosi forse un sassolino dalla scarpa – c’è una grande differenza tra “picchiare” e giocare o difendere con intensità». Sull’efficacia difensiva degli Herons in effetti ci sono pochi dubbi: solo 66,7 punti subiti di media, per ora di meglio ha fatto solo Arezzo (64,9). Mentre il valore aggiunto degli aironi, secondo il dirigente, attiene alla sfera caratteriale. «Sono ragazzi molto disponibili, uniti, aperti ad imparare e che non si risparmiano mai».

LA RIVALITÀ CON LA GEMA

Come fatto notare poco sopra, all’appello manca ancora il derby con la Gema, rinviato già due volte. Per la piazza c’è da sperare che l’attesa aumenti il desiderio. «Tutti mi dicono che a Montecatini erano anni che non si parlava così tanto di pallacanestro – commenta da “forestiero” il professionista dal sangue e dal curriculum biancorosso – . Eppure si tratta di serie C. Sicuramente è un effetto piacevole e incoraggiante. La pallacanestro ha sempre problemi di visibilità e interesse, quindi la reputo una bella cosa. Se rimangono dentro i limiti della correttezza – premette – le rivalità e i derby non possono far altro che bene». Curiosa peraltro la traiettoria di vita che ha portato lo stesso Stilli e l’amico e coetaneo Guido Meini, conosciutisi a Pistoia nel nuovo debutto in serie A del 2013/14, ad occupare ad otto anni di distanza i ruoli di direttori sportivi delle due società termali. «Con lui ho un ottimo rapporto, che va oltre questa rivalità. Anche perché come dirigenti siamo entrambi arrivati per ultimi».

UN COMMENTO SUL PISTOIA BASKET

A proposito di Pistoia Basket, dal 2006 al 2010 e poi dal 2013 al 2020 Michele Stilli ha prestato servizio ai colori biancorossi cambiando vari incarichi, compreso quello di direttore sportivo e responsabile scouting. L’occasione si fa ghiotta per sapere che ne pensa dell’attuale GTG di coach Brienza, protagonista di una prima metà di stagione davvero incredibile. «Li seguo volentieri, sono andato un paio di volte anche a vederli quando non giocavamo in contemporanea. Stanno facendo benissimo, meglio di come chiunque si potesse aspettare. Credo che sia una squadra ben allenata e con un blocco di italiani, specialmente quelli titolari, veramente di alto livello per la serie A2 attuale».

Nella palla a spicchi pistoiese sono in tanti a interrogarsi se la ridotta affluenza del pubblico al PalaCarrara sia fisiologica e connaturata al periodo, o se invece debba destare maggiore preoccupazione. «In parte dipende anche dal Covid, ma a prescindere da questo credo che nelle città medio-piccole succeda spesso. Il pubblico si abitua bene molto in fretta – spiega la propria versione il classe ’79 – e poi dopo fa fatica ad accettare l’abbassamento del livello. L’ho capito a Treviso, che più o meno gli stessi abitanti di Pistoia, dove nel 2005/06 feci un master e avevamo l’accesso alle gare della Benetton. C’era Bargnani, erano forti, ma siccome diversamente dagli anni precedenti non erano favoriti né per lo scudetto né in Eurolega al PalaVerde non andavano più di duemila persone. Però per l’ordine di grandezza che compete a Pistoia come città – conclude – lottare ai vertici della serie A2 dev’essere motivo di grande soddisfazione e orgoglio».

LA FORZA DEL PROGETTO HERONS

La forza del progetto Herons, a parere di Stilli, sta nel fare proprio uno stile ambizioso, che guarda in avanti. «Mi sento di dire che, guidati dal presidente Luchi, cerchiamo di fare le cose sempre nel modo più serio e professionale possibile, andando spesso anche oltre al fatto che siamo una realtà dilettantistica. La mentalità di questo club è merce rara e speciale. Poi per la riuscita di un progetto ci sono in ballo tante variabili. Ma di sicuro – chiosa il ds – le idee e la visione di questa società non si trovano facilmente in giro, nemmeno a livelli più alti».

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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