I 101 anni dell’Unione Sportiva Pistoiese

Era l’8 dicembre 1921 quando il settimanale “il Popolo Pistoiese” annunciò l’elezione del primo consiglio direttivo

Centouno: tanti sono gli anni trascorsi da giovedì 8 dicembre 1921, quando il settimanale “Il Popolo Pistoiese” riportò la notizia della nascita dell’Unione Sportiva Pistoiese. Qualche giorno prima l’industriale Ciro Papini, il costruttore Pilo Becherucci, l’avvocato Giannino Giannini, il direttore della San Giorgio cavalier Guido Tommasi Spina, il campione pistoiese di lancio del disco Aurelio Lenzi e altri tredici esponenti della borghesia pistoiese si erano riuniti e avevano dato vita al primo consiglio direttivo della neonata polisportiva. Da tempo i dirigenti della Società Ginnastica Francesco Ferrucci e della Libertas progettavano una fusione tra le due società: ci avevano già provato nel 1914, senza successo. Poi c’era stata la grande guerra, e le rispettive attività sportive avevano subito il classico colpo di grazia. Si dovettero aspettare due anni dalla fine del conflitto mondiale per tornare a parlare del progetto di fusione: nel luglio del 1920 il Bizzarri, personaggio chiave dello sport pistoiese dell’epoca, era tornato alla carica organizzando un grande evento sportivo al fine di raccogliere fondi per la nascita dell’Unione Sportiva Pistoiese. Intanto proprio in quegli anni la passione del football era arrivata anche a Pistoia, coi primi tornei e incontri amichevoli nell’allora ippodromo di Campo Marzio, dov’è situata l’odierna Piazza della Resistenza.

Il Popolo Pistoiese, 8 dicembre 1921

In città mancava però uno stadio, un luogo adibito ad hoc per fare sport. A risolvere il problema fu Ciro Papini, appassionato di calcio e imprenditore del tessile, che acquistò un terreno con lo scopo di farne il primo campo sportivo della città. Il terreno, situato a Monteoliveto, costituì la base per la nascita dell’Unione Sportiva Pistoiese, confermata dallo stesso “Popolo Pistoiese” il 31 dicembre e dalla Gazzetta dello Sport nel gennaio del 1922. Il 4 marzo seguente poi l’US divenne “società anonima cooperativa” e nel mese di aprile accolse nelle sue file dirigenti e giocatori del Pistoia Fbc, società amatoriale di marca biancoblu nata undici anni prima per volere di Francesco Vallecorsi. A stretto giro di posta il calcio rimase l’unico sport della società e il colore identificativo dell’US divenne l’arancione che, come cantano da anni i tifosi allo stadio, “è il colore più bello che c’è”.

La Gazzetta dello Sport del 25 gennaio 1922
Redazione PtSport
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