I dodici mesi rossoblù, tra imprese, colpi di mercato, una clamorosa Coppa Italia e la delusione dei playoff. Nel 2026 lo step successivo?
In una parola: consacrazione. Così si può descrivere il 2025 de La T Tecnica Gema Montecatini, così si possono riassumere gli eventi e le emozioni di un anno solare indimenticabile. Nelle pagine della storia del basket termale resterà per sempre impresso questo turbinio di imprese, sofferenze, battaglie vinte, ostacoli superati e anche qualche inevitabile delusione cocente. Non si può parlare di altro se non di consacrazione, perché, se nel 2024 Pallacanestro Montecatini si era rivelata grande agli occhi del mondo cestistico nel suo potenziale e nella sua voglia di alti traguardi, in questi dodici mesi quei traguardi sono stati ampiamente raggiunti.
La foto copertina non può che essere, insieme ai derby vinti contro i cugini Herons, quella della festa per la Coppa Italia di Serie B alzata nel PalaDozza di Bologna di fronte a tanti tifosi termali. Un premio sensazionale per un club che non aveva mai conquistato il proscenio sul panorama nazionale. . . peccato solo che sia arrivato nel mese sbagliato. Invece che a marzo sarebbe stato meglio a maggio, perché salire in Serie A2 è un obiettivo che La T Tecnica sta sbandierando da tempo e per il quale lavora con i fatti. Non a caso anche il girone d’andata del nuovo campionato si è concluso, con nuova squadra e nuovo allenatore, sempre in linea con l’obiettivo: la speranza per il 2026 è quella di poter chiudere il cerchio.
TANTE GIOIE ED UN FINALE AMARO
L’anno solare è iniziato con la qualificazione per le Final Four di categoria e si è concluso con la qualificazione per le Final Four di categoria: non è solo un caso del destino, è una dimostrazione di forza. E dire che al tempo tutto ciò fu celebrato come un evento storico, un pass che viene staccato dei termali con il successo per 68-75 in quel di Sant’Antimo (17 di Chiarini) con cui fu certo il secondo posto al superamento del giro di boa del campionato. Il vero e proprio viatico per il futuro è però rappresentato da un altro colpo esterno, molto più emotivamente rilevante per tutto l’ambiente. La tifoseria si muove in massa verso Lucca per il derby di Montecatini di ritorno e sul parquet dei cugini Herons La T Gema conferma il titolo di padrona della città strappato ai nemici all’andata prevalendo per 75-79 (16 di Chiarini). Il 2/2 in stagione non era mai successo nella breve storia del derby, ennesima meravigliosa prima volta. Si direbbe che con quadro così ottimale tutto possa procedere al meglio ma tra febbraio e marzo i rossoblù, trascinati in campo dalle prodezze di Daniele Toscano e Mateo Chiarini e ben gestiti in panchina da coach Marco Del Re, rallentano la propria corsa. Il motivo risiede in una perdita di brillantezza dovuta all’accumularsi degli infortuni (il più bersagliato è proprio l’asso argentino).
La dirigenza corre ai ripari inserendo in rosa l’infinita esperienza di Nico Stanic, prelevato dalla Power Salerno. Eppure l’avvicinamento alla due giorni di Coppa, obiettivo che non era nei piani prestagionali della società, non è per niente ottimale. Savoldelli e compagni si presentano nel capoluogo emiliano con un k.o. pesantissimo sulle spalle, il 92-69 subito a Caserta (12 di Toscano). Eppure nella semifinale con Legnano la squadra si presenta con tutt’altra faccia, è cattiva e decisa e con un secondo tempo magistrale prolunga l’esperienza di un giorno (74-84, 17 di Bedin). Bastava già questo successo per tornare a casa soddisfatti, d’altronde chi può credere che si possibile competere con l’indistruttibile ed invincibile armata (che infatti poi salirà in A2) Roseto? Invece La T Gema si supera: priva di Chiarini e costretta a perdere in corso d’opera Mattia Acunzo per un grave infortunio alla gamba destra (episodio che sarà determinante in chiave playoff), sono i ragazzi in maglia verde (canotta celebrativa immediatamente divenuta iconica) ad alzare le braccia al cielo e poi il trofeo dei campioni (64-71, 17 di Toscano). Da quell’inimmaginabile 16 marzo 2025 i termali si sono messi sulla mappa cestistica nazionale e non potranno mai uscire da lì.
C’è però ancora una stagione da concludere e soprattutto una promozione da agguantare. Coach Del Re chiede di rimettere i piedi per terra a tutto l’ambiente ma la sua richiesta non viene del tutto esaudita. La sconfitta nello scontro diretto di Ruvo per 92-82 (18 di D’Alessandro) costa carissimo, difatti da lì in avanti La T Tecnica non avrà più modo di attaccare quel secondo posto che i pugliesi le avevano strappato qualche settimana prima. La squadra è stanca e chiude tra alti e bassi la regular season. Il guaio peggiore però è l’accoppiamento al primo turno dei playoff. Come evidenziato da tutti gli addetti ai lavori, la sesta classifica del girone nord, Mestre, vale molto, troppo più di quel piazzamento per qualità del roster. Già gara-1 si dimostra troppo equilibrata per gestire la serie in tranquillità (66-59, 18 di Di Pizzo) ed infatti due giorni dopo arriva lo scioccante pareggio (82-96, 25 di Toscano). Si parte alla volta del Veneto ed arriva in gara-3 una reazione di puro cuore (72-79, 23 di Chiarini) ma in gara-4 ecco l’episodio che condanna a morte le ambizioni rossoblù, l’infortunio al ginocchio di Alberto Bedin. Sotto i colpi di Aromando La T Gema, senza più riferimenti in area avendo perso un altro lungo, viene abbattuta prima al Talliercio (83-71, 16 di D’Alessandro) e poi nell’attesissima bella al PalaCarrara (69-78, 18 di Burini). Il 2024/25 si chiude così, molto in anticipo rispetto alle previsioni.
SEMPRE AL TOP
Dalla delusione immensa ed improvvisa bisogna, se si vuol mantenere intatto l’obiettivo cadetteria, risorgere come l’araba fenice. Il sodalizio guidato dal presidente Alessandro Lulli e da Paolo Moricci non intende rinunciare al proprio sogno e lo mette per iscritto realizzando un altro mercato faraonico. Il nuovo direttore sportivo Luca Infante lavora stretto contatto col confermato d.g. Guido Meini ed insieme ricostruiscono la macchina da guerra potenziandola in buona parte. Non è più Chiarini, tornato in Argentina dopo i troppo altalenanti playoff, il leader tecnico del team; il ruolo di star passa nelle mani di Josh Jackson, l’uomo simbolo dell’ascesa al piano di sopra di Ruvo e di tante altre prodezze. Saluta anche Toscano, riavvicinatosi anche lui a casa propria firmando per Roma, e saluta anche capitan Nicola Savoldelli, addio doloroso per un uomo entrato nel cuore della piazza per le proprie doti umane oltreché sportive. La fascia passa nelle mani di Lorenzo D’Alessandro, confermato insieme a Burini, Acunzo, l’highander Passoni ed il lungodegente Bedin. Al posto loro subentrano solo grandi nomi della B Nazionale: arrivano Fratto e Bargnesi dalla Libertas, Vedovato dalla Pielle, Strautmanis e Michele Peroni da Vigevano. Quest’ultimo però non scenderà mai in campo, costretto a lasciare il basket giocato da un serio problema di salute riscontrato durante il precampionato. Il dramma di Peroni segna profondamente l’animo del nuovo gruppo ma rappresenta anche una sliding door importante, dato che per sostituire il numero 66 viene tesserato proprio Jackson. Il cambiamento più epocale però è quello in panchina, perché nel 2025/26 non c’è più coach Del Re al comando delle operazioni. Il tecnico livornese, per sempre nella storia del club, si accasa a Fiorenzuola ed al suo posto approda una grande firma, quella del veneto Marco Andreazza.
L’uomo che ha riportato la città di Livorno, sponda Libertas, in Serie A2 non inizia però nel verso giusto la propria avventura termale. La partecipazione alla Supercoppa di B dura infatti un solo giorno, con l’eliminazione in semifinale per 60-66 per mano di Treviglio (15 di Jackson) dopo una gara che pareva abbastanza in controllo a fine primo tempo. La T Gema è passata dal girone sud al nord, assieme alla Fabo Herons, ed il suo debutto nel nuovo raggruppamento è buono ma non così eccezionale come ci si attendeva. E’ però troppo presto per preoccuparsi, come spesso lascia intendere coach Andreazza nelle sue conferenze stampa; il vero valore della nuova formazione deve arrivare col tempo ed è quello che accadrà. Con una striscia di setta vittorie di fila, la più lunga da quando il club è tornato in terza serie, La T Gema si porta ai piani alti della classifica. Tra queste resterà impressa per molto tempo la folle rimonta di Orzinuovi, un successo per 85-87 (24 di Jackson) suggellato dal buzzer beater dell’americano.
La battuta d’arresto per il treno termale arriva a fine novembre, ci pensa Capo d’Orlando a fermare a domicilio D’Alessandro e compagni (87-90, 14 di Burini). Questo stop porta i rossoblù ad un nuovo e breve periodo di appannamento, nel quale viene evidenziata una certa carenza di personale nelle rotazioni causata dalle assenze di Gulini e di Bedin (l’acquisto per tappare il buco è arrivato proprio pochi giorni fa, però vedremo in azione Niccolò Isotta nel 2026). Serve una scossa per non chiudere questo anno indimenticabile in maniera amara, per restare a contatto con le varie capoliste che si alternano di settimana in settimana e soprattutto perché c’è il derby. Si torna di nuovo in casa del nemico ed ancora una volta il finale è tutto per la banda di coach Andreazza, la quale con il trionfo per 76-83 (26 di Jackson) fa festa per la terza stracittadina consecutiva: un record. Manca solo la ciliegina sulla torta, riprendersi il secondo posto al termine del girone d’andata. La T Tecnica Gema può così chiudere il 2025 come lo aveva cominciato, batte Desio 87-77 (21 di Acunzo) e torna in Coppa. La dovrà difendere, così come dovrà andare all’attacco della prima della classe Vigevano nel primo scontro dell’anno nuovo e così come a maggio, questa volta sul serio, dovrà andare all’attacco di quel difficile ed insidioso traguardo chiamato promozione che ripagherebbe di tutti gli sforzi. Il presente è glorioso come mai era stato prima, come sarà il futuro?



