Il focus sulla VL Pesaro: per ora le scommesse non pagano

Analizziamo al microscopio la Carpegna Prosciutto Pesaro, ultima con zero punti dopo 13 giornate e prossima avversaria della OriOra nello scontro salvezza

Pesaro è abituata a lottare, ormai da diverse stagioni, per la salvezza. Un’abitudine che ha reso la squadra marchigiana una vera e propria specialista capace di centrare la missione.

In questa stagione il club biancorosso è partito con un budget risicato e alcune scommesse in rosa, anche se al momento le difficoltà sembrano essere forse troppe. Manca ancora la prima vittoria in Serie A e in fardello di dodici ko sin qui inanellati è una zavorra pesante con cui il gruppo si presenterà al PalaCarrara. Per provare a cambiare le cose qualcosa è già stato fatto: via coach Perego e dentro il pesarese Giancarlo Sacco, mentre a livello di giocatori è stato aggiunto quasi subito Clint Chapman e in settimana è arrivato anche Troy Williams che dovrebbe prendere il posto dell’estone Henri Drell.

IL QUINTETTO

In cabina di regia c’è Pusica, giovane serbo uscito lo scorso anno da Northeastern University, dove nel suo anno da college viaggiava a 17,4 punti con 3,8 rimbalzi e 4,1 assist. Uscito dal college ha avuto subito un paio di mesi da pro nella sua società di origine, il Partizan Belgrado, con cui in 12 gare ha messo insieme 8,2 punti di media con anche 2,2 rimbalzi e 2,3 assist. Accanto a lui Jaylen Barford, prodotto dell’università dell’Arkansas, nell’ultima stagione in G-League con i Greensboro Swarm, con cui si è fatto notare, viaggiando a 18 punti di media, con ottime percentuali al tiro (50% da due e 34% da tre). Con la Vuelle sta viaggiando a una media di 17,8 punti e 3,4 assist di media a partita, confermando di essere un attaccante in grado di segnare da tante posizioni e in molti modi. L’ala piccola titolare dovrebbe essere Troy Williams, sbarcato a Pesaro da pochi giorni. Per lui una carriera sin qui divisa tra NBA e G-League. Nell’ultima annata ha vestito le canotte dei Sacramento Kings (21 gare a 14,9′ di media con 5,3 punti e 2,8 rimbalzi) e Stockton Kings (34 gare, 29,1′ di media con 19,7 punti e 6,6 rimbalzi). L’ala grande titolare sarà Simone Zanotti, alla seconda stagione in biancorosso on la canotta della Carpegna Prosciutto, portando in dote 5,3 punti e 4,2 rimbalzi in 19,9′ di impiego medio. Il pivot è Clint Chapman, americano dell’Oregon, veterano dei parquet europei, ed in particolare del campionato svizzero e tedesco. Per lui apparizioni anche nella lega giapponese, mentre adesso, in Italia, produce 12,7 punti e 5,7 rimbalzi di media in 21,4′.

LA PANCHINA

Dalla panchina parte Federico Mussini, giocatore che in questa avventura pesarese si sta consacrando come cambio importante per la A. Per lui 10,4 punti ad allacciata di scarpe, restando sul parquet 23,1′, riuscendo spesso ad accendere la luce dei biancorossi con i suoi canestri e il suo modo di attaccare la partita. Il cambio dei lunghi è diventato Zach Thomas, americano uscito da Bucknell Univeristy nel 2018 e lo scorso anno in Belgio all’Okapi Aalstar. Difficoltà ad adattarsi al gioco della squadra e un rendimento al di sotto delle aspettative lo hanno fatto scivolare indietro nelle rotazioni, nonostante garantisca 9,5 punti e 5,2 rimbalzi in 29,7′. Importante per le rotazioni biancorosse anche Paul Eboua, ala calsse 2000, cestista camerunense ma di formazione italiana. Giocatore molto interessante, osservanto anche dalla NBA che potrebbe sceglierlo nel prossimo Draft, è arrivato in A dopo un’ottima stagione al piano di sotto con Roseto. Per lui, nella massima serie, 6,8 punti e 4,4 rimbalzi in 20,5′. Completano le rotazioni della Carpegna Prosciutto Leonardo Totè (8 punti e 4,8 rimbalzi in 17,2′) e Federico Miaschi (2,8 punti e 12,1′).

IL COACH

 Per Giancarlo Sacco, 61 anni, quello a Pesaro è un ritorno l’ennesimo. Con il club marchigiano ha esordito nella massima serie nella stagione 1984/1985, vincendo subito la Coppa Italia. Allena lì fino al 1987, raggiungendo per due volte la finale di Coppa delle Coppe e di Coppa Italia, prima di trasferirsi a Livorno, raggiungendo i play-off in entrambe le annate. Da qui si sposta a Varese, dove ottiene il secondo posto in campionato, dietro solo alla “sua” Scavolini Pesaro. Per tre stagioni, dal 1991 al 1994, allena in Sicilia: due anni a Trapani e un anno a Marsala, poi torna in Lombardia sulla panchina di Cantù, sfiorando nel 1995 la promozione in serie A2. Nel 1997 allena a Fabriano, l’anno dopo torna ancora a Pesaro. Dal 2000, in sequenza, Ragusa, Varese, Caserta, Osimo e Trapani (2005/2006), nel 2007 siede sulla panchina di Novara, poi due stagioni a Rimini e nel 2010/2011 è capo allenatore di Lodi. Nel 2012 subentra a Barcellona Pozzo di Gotto in A2, portando i siciliani fino alla semifinale playoff contro Brindisi. Dal 2013 al 2017, con varie entrate e uscite, a Recanati. Nel 2018 resta sempre in A2, a Bergamo per otto gare, poi riparte da Legnano ma anche qui la sua avventura si chiude già a fine ottobre. Adesso la missione di provare a salvare la sua Pesaro, una missione complicata ma accettata con il cuore.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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