Squadra rinnovata pressoché in toto e importante upgrade nel gruppo italiano. La Napoli di coach Milicic vuole ancora stupire
A Napoli, a pochi giorni dall’inizio della stagione, sono arrivate parole importanti. «Sono convinto che abbiamo una squadra più forte dell’anno scorso; possiamo fare meglio. Anche se il roster è stato rinnovato abbiamo più equilibrio. L’asticella della competitività si è alzata». Il virgolettato è di coach Igor Milicic e, nonostante tutto, potrebbe avere anche ragione. Dopo un 2023/24 culminato con la vittoria della Coppa Italia e una qualificazione ai play-off sfumata solo da ultimo, i partenopei non sembrano voler fare un passo indietro.
Al PalaCarrara, domenica sera, non ci saranno più quei giocatori dall’eccellente curriculum che già prima della palla a due incutevano timore reverenziale. Non ci saranno i vari Ennis, Pullen, Sokolowski, Zubcic, Owens e compagnia, ma un nuovo gruppo sempre condotto dalla sapiente mano di Milicic, che al suo primo anno in Italia già riuscii a portare una pallacanestro frizzante, intensa e divertente. Il manico, dunque, è una garanzia. Al coach polacco sarà adesso chiesto di portare più in alto possibile un team ricco di scommesse, ma anche con oggettive migliorie apportate rispetto allo scorso anno nel comparto italiano.
LO STARTING FIVE
Inutile dire che la più importante scommessa per Napoli sarà rilanciare un giocatore da anni giudicato in parabola discendente come Kevin Pangos. L’ex Olimpia Milano viene da tante stagioni sottotono e il capoluogo campano può essere sicuramente la piazza adatta per tornare ad esprimere il meglio del suo basket. Dargli le chiavi della squadra è senza dubbio la scelta più coraggiosa di tutte e, potenzialmente, il colpo vincente di quest’annata. Si è poi deciso di puntare sul talento balistico e sulla rapidità del grande ex di giornata: Zach Copeland, dopo aver fatto molto bene in Germania al Bamberg (17.7 punti di media) è pronto ad imporsi anche nel massimo campionato italiano. Vedremo se riuscirà ad assicurare continuità.
Altro giro, altra scommessa: puntare sul rookie Jordan Hall (classe 2002) è un’altra scelta molto interessante. Senza dubbio il prodotto della Saint Joseph’s ha ancora margini di miglioramento e il suo contributo a tutto campo sarà fondamentale anche quando le statistiche non sembreranno così eccelse. Idem con patate anche per quanto riguarda Deane Williams, giocatore che fa della fisicità e dell’atletismo i suoi punti di forza. Anche perché sotto i tabelloni proseguirà la crescita di Leonardo Totè, che dopo l’ottima stagione a livello personale con Pesaro (13.1 punti a gara) rappresenta il fiore all’occhiello del nuovo gruppo italiano in casa Napoli.
LA PANCHINA
Naturalmente il punto di riferimento per tutti rimane il capitano Giovanni De Nicolao, unica conferma dalla scorsa annata. Gli occhi saranno poi puntati sulla point guard Charles Manning Jr., vero valore aggiunto di una squadra ad alto potenziale realizzativo. Con i suoi 16.5 punti di media nel passato anno all’Oldenburg, il classe 1998 nativo di Riverhead può essere il sesto uomo ideale. E insieme al suo sarà importante anche l’apporto dell’ex Varese Tomas Woldetensae, che a Napoli cercherà di rilanciarsi in ottica Nazionale. Senza dubbio una scelta di destinazione molto sensata.
La panchina azzurra può poi contare anche sul formato Kaspar Treier, che dopo tanto apprendistato a Sassari potrà finalmente prendersi importanti responsabilità e accertare la sua crescita. Non meno importante gregario sarà il croato Dario Dreznjak, lungo moderno e dalle mani educate con un lungo trascorso in Bosnia e in patria. A puntellare il roster sono poi rimasti i più giovani: il classe 2006 Stefano Saccoccia, giocatore di sicuro avvenire, e il verticalissimo, coi suoi 216 centimetri, Dut Mabor.


