La T Gema sbarca in Sardegna, con la Dinamo obiettivo mettere in pratica gli insegnamenti del debutto e proseguire il proprio apprendistato
Archiviata la notte a due facce dell’atteso ritorno in Serie A2, è già tempo per la prima trasferta e sì: è suggestiva, molto suggestiva. Non lo è solo per la location, un’isola sognata ed ambita da turisti di tutto il mondo ma che, quando si parla di basket giocato, è tutto tranne che una meta turistica. In un certo senso quello di domenica 4 ottobre, ore 18 (diretta Lnp Pass), è uno scontro tra due mondi che sembravano fino a pochi anni fa totalmente lontani ed impossibili da mettere l’uno insieme all’altro.
Il bello di essere di nuovo tra le grandi per La T Tecnica Gema Montecatini è anche il poter tornare ad incrociare top team che hanno fatto la storia del movimento nazionale ed in epoca recente la Banco di Sardegna Dinamo Sassari ha scritto pagine indelebili. I ragazzi di coach Andreazza però non viaggeranno verso l’isola dei Quattro Mori per ammirare il mare, le spiagge ed il prestigioso avversario: sorprenderlo e batterlo è difficile ma possibile.
IL RISVEGLIO DI UN ANTICO DUELLO
Prima ancora di addentrarsi nell’analisi prepartita, ci sono diverse curiosità storiche (e anche un po’ romantiche) da dover assolutamente ricordare. Per esempio: quando è stata l’ultima volta che Montecatini, in qualsiasi delle sue vesti, ha preso il traghetto per attraversare il Mar Tirreno e sbarcare sulle coste sarde? Per trovare la risposta bisogna andare indietro nel tempo di quasi un decennio. Secondo le scritture ufficiali la data è il 23 novembre 2008 e la divisione era la terza, l’allora Serie A Dilettanti. La società era il Basket Cagliari, avversaria nella corsa salvezza della vecchia Agricola Gloria e che a fine anno retrocesse al piano di sotto, ed il punteggio finale di 63-75 sorrise ai termali.
Per vedere una sfida con l’unica e sola Dinamo Sassari si deve andare indietro di uno scalino, dato che i Giganti biancoblu sono uno dei tre club che furono protagonisti anche della stagione 2007/08, l’ultimo fino in A2 della città termale prima di quella appena iniziata. La visita al PalaSerradimigni si chiuse sul 105-84 per i locali, uno degli atti conclusivi di un anno maledetto in più sensi. Peraltro la rivalità tra le due città baskettare è più antico di quel che si pensi, con il conteggio totale (Coppe comprese) che, pensate un po’, dice 18-8 per le canotte rossoblù. Il primo duello con la Dinamo è datato 1989, vittoria in Coppa Italia per Montecatini col punteggio di 73-71. E’ indimenticabile invece il 93-73 della stagione successiva in cadetteria. per l’iconico 24 punti più 34 (trentaquattro) rimbalzi di Mark Landsberger: un record che entra di diritto tra i mitologici episodi dell’epoca d’oro.
AGGREDIRE ED IMPARARE
Dall’ultimo scontro diretto ad oggi, le due strade si sono decisamente separate. Sassari è andata a giocare per anni tra Europa e playoff di Serie A vincendo pure uno scudetto, mentre Montecatini si è ritrovata a dover soffrire sui parquet di provincia. Sia giunge così al presente, che ci consegna una La T Gema neopromossa all’assalto della tana del retrocesso Banco di Sardegna. Il pronostico pare più che indirizzato così come lo era domenica scorsa contro Rimini e per questo motivo l’approccio alla partita non dovrà essere diverso. La T Gema è ancora in una fase di apprendistato, l’ambientamento con la nuova categoria è ancora da completare come evidenziato dal secondo tempo di qualche giorno fa ed è studiando e mettendosi alla prova con le grandi come i padroni di casa che Passoni e compagni potranno essere più incisivi e costanti.
Da non fraintendere: ciò non vuol dire che i rossoblù andranno al PalaSerradimigni per allenarsi, anche perché i talentuosi ed esperti avversari hanno già mostrato di non essere imbattibili al debutto rischiando la disfatta sul campo dell’Urania Milano (vittoria 68-70). Ripartendo dalla base, rappresentata dall’aggressività e dalla difesa dei primi due quarti contro Rimini e dall’apporto fondamentale in attacco dei due Usa Barnett ed Harris, si può provare a costruire una difficile impresa. Molto passerà dal rendimento dalla panchina, dove i vari Acunzo, D’Alessandro e Bargnesi hanno faticato all’esordio dopo essersi esaltati nelle amichevoli estive. Lo stesso coach Andreazza lo ha fatto capire a più riprese: non c’è fretta, il cammino è solo agli inizi e la squadra ha solo da concentrarsi su sé stessa e sul lavoro da svolgere. Eppure con quel carattere e spirito di gruppo visto a più riprese tra campionato e precampionato si può mettere pressione all’illustre rivale.
ATTENTI ALL’ALLUVIONE
Un illustre rivale che, logicamente, ha tutti altri piani per la propria stagione. La Dinamo flirtava con la retrocessione in A2 da anni ma, adesso che si è manifestata, si è subito riorganizzata per tornare subito in massima divisione. Il roster presenta tutte le caratteristiche richieste in chiave promozione, a partire da una famiglia sacra per la pallacanestro italiana che da quest’estate guida i Giganti in campo e dalla panchina. E’ infatti Luca Vitali, alla sua prima esperienza da head coach, il tecnico a cui Sassari si affida per la rinascita, mentre la cabina di regia è di pertinenza di suo fratello Michele Vitali. E pensare che nessuno dei due è ‘il’ colpo di mercato: con l’aggiunta dell’ex-Milano e Venezia Jeff Brooks, nessuno in A2 può competere col club biancoblu alla casella ‘esperienza’.
Occhio anche al resto del cast, pieno zeppo di atleti già vincenti a questi livelli. Il prodotto del vivaio del Pistoia Basket Joonas Riisma è stato campione con Cantù nel 2025, Niccolò Nobili lo è stato l’anno scorso con Scafati, Diego Monaldi ne ha addirittura tre di titoli (Napoli 2021, Scafati 2022, Verona 2026). Nel reparto lunghi vanno annoverati anche Alessandro Grande, altro veterano di lungo corso che tanto per gradire ne ha messi 23 alla prima giornata, e quel Simone Aromando che fu l’incubo di tutta Montecatini nel 2025, giustiziando con la sua Mestre nei playoff di B prima La T Gema e poi gli Herons nello spareggio di Cento. Infine, gli stranieri: potrebbe essere qui l’incognita. Se da una parte ci sono i muscoli di Bryce Nze, dall’altra parte è tutto da conoscere l’impatto del secondo non formato. Ci doveva essere Kajami-Keane ma si è infortunato, lo doveva rimpiazzare Young ma anche lui si è rotto ed ha già rescisso. Sarà dunque l’irlandese giramondo Sean Flood, ufficializzato nel pomeriggio di giovedì, la guardia titolare. I tifosi de La T Gema dovranno augurarsi che dalle mani del classe 96’, con ultima esperienza in A tedesca, non sbuchi fuori una “inondazione” (Flood in inglese significa proprio questo) di canestri.
