Il successo in Sardegna de La T Gema da consapevolezza ad Andreazza e ai suoi ragazzi, l’apporto di tutti i componenti resta fondamentale
«Il giorno dopo è ancora più bello». Una frase che rispecchia solo in parte l’entusiasmo nell’ambiente La T Tecnica Gema Montecatini dopo lo storico successo di Sassari. Una montagna che sembrava impossibile da scalare, ma minuto dopo minuto la percezione dell’ostacolo è cambiata. La T Gema, oltre ad aver ritrovato i due punti in A2 che mancavano dal 27 aprile 2008, ha acquisito consapevolezza dei propri mezzi contro la Dinamo. Certamente, la squadra di coach Vitali ha pagato care le assenze, in particolare quella del suo capitano Jeff Brooks. Il roster degli isolani, ad ogni modo, contava giocatori importanti come Nze, Aromando e Grande, che hanno trascinato la Dinamo nei momenti più difficili della gara.
Ottimo è stato l’approccio alla partita de La T Gema, con qualche momento di “down” nel terzo quarto. La reazione nel finale di partita ha mostrato a tutti il carattere di questa squadra, che ha bisogno dell’apporto di tutti i suoi componenti per giocare a viso aperto in questo campionato di Serie A2.
HARRIS IMPLACABILE, CHE PARTENZA
I primi 5 minuti dell’incontro hanno visto un approccio aggressivo di tutta la squadra, che sia in attacco che in difesa ha fatto la voce grande. Il one man show di Jordan Harris ha colto di sorpresa gli avversari, con l’ex Georgia University che ha preso ritmo con la tripla iniziale. Questo ha fatto sì che tutti i suoi compagni seguissero, con Montecatini che, per qualche frangente, sembrava non riuscisse a sbagliare un tiro. Hanno spiccato anche Lupusor e Acunzo, che sono entrati in gara con la mentalità giusta. Pellegrino ha garantito solidità sotto le plance, assorbendo bene la fisicità dei lunghi sardi e difendendo il fortino rossoblù. Unica pecca per La T Gema sono i 3 falli di Strautmanis nel primo quarto, che hanno costretto Andreazza a fare i conti con delle rotazioni ridotte nel reparto lunghi.
Se facciamo, giustamente, i complimenti a La T Gema per la partenza, non possiamo dire la stessa cosa per la Dinamo. I ragazzi di coach Luca Vitali non sono entrati in partita con l’approccio giusto, condizionati, probabilmente, dalle rotazioni corte. Questo si è tradotto in delle percentuali disastrose dall’arco – 24% a fine partita – e degli errori elementari in fase di costruzione offensiva. Montecatini è stata brava a saper sfruttare il brutto momento degli isolani, trovando persino il +23 sul 22-45. Non è stata la Sassari che tutti si aspettavano, e il cuscino di vantaggio del primo tempo ha fatto sì che La T Gema riuscisse a difendere il risultato per 40 minuti.
LO “ZOCCOLO DURO” TORNA A DOMINARE
La conferenza stampa di presentazione della partita di coach Marco Andreazza oggi, lunedì 5 ottobre, sembra profetica. Il tecnico rossoblù, quando gli è stato chiesto se Bargnesi potesse riuscire ad avere il solito impatto in A2 ha dichiarato: «È vero che deve essere meno timido in alcune circostanze, ma sono anche convinto che quando sarà il momento di contare su Bargnesi saremo in buone mani». Il campo ha dato la sua sentenza, ed ha dato ragione ad Andreazza. Non solo il numero 12, ma l’intero nucleo storico dei rossoblù è riuscito a salire in cattedra al PalaSerradimigni: Acunzo e D’Alessandro spiccano, ma anche Burini ha svolto il suo compito. Gli unici sono stati Passoni, che non ha avuto tempo di entrare in partita con soli 3 minuti in campo, e Strautmanis, gravato di 4 falli.
Lo sappiamo e lo abbiamo visto durante la scorsa stagione: la forza de La T Gema sta nel gruppo. La conferma di 6 giocatori – 7 se contiamo Benvenuti – ha sollevato molti dubbi durante l’estate, instaurando la credenza che molti di questi profili non fossero pronti per il salto di categoria. La verità è che un giocatore senza il gruppo non è niente, e questa La T Gema ne è la dimostrazione vivente. Il carattere dimostrato in campo, la voglia di buttarsi su ogni pallone e la compattezza mostrata durante il finale di gara vanno a confermare proprio questo concetto.
È proprio per questo che La T Gema è una macchina ben oliata e ben guidata, ha solo bisogno che tutti mettano una marcia in più. Nessuno escluso.
