La T Gema si prepara alla prima trasferta dell’anno contro la Dinamo, Andreazza: «Abbiamo lavorato molto su noi stessi»
Dopo una prova a due facce nella gara contro la Dole Basket Rimini, La T Tecnica Gema Montecatini si prepara alla prima vera trasferta di questo campionato di Serie A2. Lo farà andando a giocare su uno dei campi più temuti di questa stagione, il PalaSerradimigni, casa della Dinamo Sassari. Una squadra di assoluto livello, retrocessa dalla Serie A1 e vogliosa di riprendersi la categoria. Coach Marco Andreazza ha analizzato la partita che si terrà domenica 4 in Sardegna, focalizzandosi anche su quello visto nell’esordio stagionale.
I rossoblù hanno lavorato molto sul proprio miglioramento, adattando il piano al gioco della Dinamo: «La squadra si è preparata bene come spesso succede quando i gruppi sono di persone serie. Abbiamo urgenza e necessità di accelerare il percorso di solidità, soprattutto quando in quei momenti della partita in cui si tende a eccedere e ad avere poca idea di chi cavalcare in quel momento. Al di là dei singoli, perché i singoli vengono fuori all’interno di un sistema. Noi siamo sicuramente attenti a quello che potrà fare Sassari, ma in questo momento stiamo cercando di preparare una stagione e di creare una mentalità».
«DOVREMO CAPIRE QUELLO CHE SI PRESENTA DAVANTI A NOI»
Il tecnico rossoblù ha poi proseguito nell’analisi, focalizzandosi sulla Dinamo e su quello che Montecatini dovrà sfruttare nel corso della partita: «Sassari è una squadra difficilmente valutabile perché ha cambiato tre americani nel corso del precampionato. È una squadra giudicabile solo sulla carta – commenta Andreazza – e ha avuto un precampionato difficile. Dovremo anche essere bravi a capire che cosa che cosa ci capiterà domenica, per questo abbiamo lavorato molto su noi stessi, mettendo anche attenzione a quelle che possono essere i loro punti di forza».
«DOBBIAMO DARE PIÙ CONTINUITÀ»
I primi due quarti dell’esordio stagionale di questa La T Gema hanno visto una squadra solida e che ha saputo reggere il ritmo che la Dole ha proposto a inizio gara. Appena Rimini ha messo il piede sull’acceleratore sul piano della fisicità, però, i rossoblù hanno sofferto. Andreazza ha chiarito che il miglioramento della squadra passa attraverso tutti: «Passare da tutti in attacco è uno degli obiettivi che noi ci stiamo prefissando. Tutti hanno capito che Barnett è un giocatore che può crearsi dei tiri ad alta percentuale. Stiamo cercando di coinvolgere di più gli altri – ha proseguito Andreazza -, perché in tutte le squadre, ma nella nostra a maggior ragione, ci sono dei giocatori che vanno innescati. Vanno accesi col movimento della palla e col gioco senza la palla».
«Una parte importante del nostro lavoro è nel miglioramento individuale, più sali di livello e più ci deve essere attenzione. Noi dobbiamo cavalcare Marquis (Barnett) nelle prime opzioni, anche per creare per gli altri. Dobbiamo soprattutto dare più continuità, perché siamo una squadra che ha cambiato tante cose, nonostante la riconferma di molti giocatori.
«LAVORO, LAVORO, LAVORO»
Sassari, nella partita contro Urania Milano, ha avuto difficoltà nel contenere i lunghi commettendo, spesso e volentieri, dei falli. Il tecnico rossoblù, ad ogni modo, crede che la chiave per giocatori come Pellegrino e Strautmanis, sia quella di aprire gli spazi per gli esterni: «Urania ha un giocatore che nessuno ha in questo campionato come Alessandro Gentile. Può permettersi di prendere dei contatti diversi e noi siamo una squadra che non ha le stesse caratteristiche. I nostri lunghi dovranno essere bravi a spaziare il campo e a rendere tutto più dinamico».
Il tecnico di Montebelluno ha poi proseguito parlando di quale sia il prossimo step per trovare la continuità, e lo ha fatto citando un celebre collega: «Come disse Obradović quando venne ad allenare a Treviso: lavoro, lavoro, lavoro. Con video individuali e di squadra, lavorando tutti i giorni con serietà e capendo quali sono le lacune da correggere. Solo così riusciremo a fare quel passo in avanti».
«BARGNESI SAPRÀ SALIRE IN CATTEDRA»
Andrea Bargnesi è stato una delle pedine fondamentali del salto di categoria per i rossoblù. Nel debutto in A2 il numero 12 ha risposto bene, ma c’è ancora molto lavoro da fare per adattarsi alla categoria: «Bargnesi è un giocatore che conosco benissimo. In ogni campionato e pre campionato ci mette un po’ a prendere le misure con le diverse gerarchie e le nuove avversarie. È vero che deve essere meno timido in alcune circostanze, ma sono anche convinto che quando sarà il momento di contare su di lui saremo in buone mani. Chi vuole vincere questo campionato ha degli esterni di primissima fascia – ha affermato Andreazza -, quindi sarà un bel banco di prova per i nostri giocatori.
«Con Sassari e con le altre top di questa categoria devi essere umile, ma devi anche provare ad essere efficace in difesa e anche un pochino un pochino spensierato in attacco. Andrea (Bargnesi) saprà trovare i suoi spazi e tornare a fare quei tiri che gli appartengono».
