Larcianese-Lampo parte II: Agostiniani risponde alle dichiarazioni di Andreoli

«Ho incontrato molti colleghi con la loro “idea di calcio”. Gli unici che abbiano lasciato un segno sono quelli che hanno vinto», riceviamo e pubblichiamo la risposta di Riccardo Agostiniani alle dichiarazioni post-derby di Eugenio Andreoli

Le dichiarazioni rilasciate dal tecnico della Larcianese Eugenio Andreoli al termine del derby di domenica scorsa non sono passate inosservate: riceviamo e pubblichiamo la risposta dell’allenatore della Lampo, Riccardo Agostiniani.

«Caro A., ho letto i tuoi commenti alla partita Larcianese-Lampo di domenica scorsa (terminata sul risultato di 0-0, ndr). Inizialmente con un po’ di irritazione, poi con maggior serenità perché ho capito che ciò che dici è dettato dalla difficoltà di contenere quell’entusiasmo, misto ad un po’ di ingenua presunzione, che spesso caratterizza chi è alle prime armi con una professione».

«L’irritazione nasceva dal fatto che non è corretto, a mio parere, esprimere giudizi – non richiesti – sulla qualità del lavoro dei colleghi – prosegue il tecnico azzurro – É uno stile di comportamento che continuo a giudicare un elemento chiave nel rapporto tra le persone, sulla base del quale si costruiscono stima e rispetto reciproci».

«Sugli altri aspetti vorrei condividere con te alcune riflessioni e provare a dare qualche risposta – prosegue il tecnico della Lampo – Giustamente ti chiedi come mai ci siano tanti punti di differenza in classifica fra due squadre con organici sovrapponibili; la risposta è semplice: sono diversi gli obiettivi e, di conseguenza, le motivazioni. Il tuo obiettivo, certamente condiviso con la dirigenza, è “insegnare calcio”; il mio, altrettanto fortemente condiviso, è cercare di lottare per vincere un campionato, pienamente consapevole di non avere un organico tecnicamente superiore ad altre cinque, sei squadre del nostro girone (compresa la tua). Dall’aver chiaro questo obiettivo derivano le motivazioni (della dirigenza, dell’allenatore e della squadra) che ci hanno consentito di superare con buoni risultati momenti difficili. Questo significa anche capacità di adattarsi alle situazioni, sia ambientali (terreni di gioco in pessime condizioni, come a Larciano) che di carenze di organico determinate dagli infortuni, cercando sempre di ottenere il risultato migliore (anche se non il gioco migliore)».

«Nel calcio c’è poco da inventare, soprattutto nelle nostre categorie – chiarisce infine Agostiniani – In tanti anni trascorsi sui campi di calcio ho incontrato molti colleghi con la loro “idea di calcio”. Gli unici che abbiano lasciato un segno sono quelli che hanno vinto: il l’ho fatto e ti auguro di fare altrettanto. Sulle valutazioni economiche, infine, non sono in grado di esprimermi perché, come allenatore, non partecipo alla strutturazione dei bilanci delle società; su questo probabilmente sei più capace te».

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.


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