Larcianese, una partenza super che ha origini lontane

Dopo la retrocessione in Promozione i viola si sono rimboccati le maniche restituendo vitalità ad un ambiente ferito: ora la Larcianese vola sull’onda dell’entusiasmo. L’ottimismo di Andreoli:«Questa squadra sa soffrire»

Il 29 aprile 2018 si è consumato uno dei giorni più tristi della storia recente della Larcianese, sconfitta dal Fucecchio nello spareggio play-out di Eccellenza e per perciò retrocessa in Promozione. Un duro colpo che ha addirittura messo in discussione l’esistenza stessa della Larcianese, con il presidente Giancarlo Carbone dichiaratosi in difficoltà nel portare avanti la causa viola in solitaria.

Dopo un iniziale dietrofront, il diesse Piero Beneforti ha deciso di non abbandonare la società gettando le basi per la ripartenza della Larcianese: un gesto che ha avuto un eco forte ed immediato, con diversi soggetti entrati in breve tempo a far parte del consiglio societario, portando nuove risorse alla causa viola.

Una carica di entusiasmo ha investito la Larcianese, trasformando lo sconforto in energia positiva. La scelta coraggiosa di affidare la panchina ad un allenatore giovane come Eugenio Andreoli in un momento così difficile vale da sola a testimoniare la speranza che è rinata in seno alla Larcianese.

Una scelta che in questa prima (primissima) parte di stagione sta ripagando con gli interessi i dirigenti viola mostrando una Larcianese agguerrita ed entusiasmante, che sa battersi senza timore.

Con quattro vittorie su quattro partite disputate – due in coppa e due in campionato – i viola si stanno rivelando davvero un’ottima squadra, forte quanto basta per superare gli ostacoli che il calendario le ha messo di fronte. Propositiva, efficace e senza paura: è questa la Larcianese plasmata da Eugenio Andreoli, bravo a creare un’identità di squadra subito chiara e ben definita, sfruttando al meglio le caratteristiche dei suoi giocatori. 

Tra questi si sta mettendo in ottima luce Luigi Cardillo, tornato in estate alla Larcianese dopo due stagioni esaltanti tra 2012 e 2014, che in appena quattro partite giocate ha messo a segno quattro reti. Eppure non sono i singoli a fare la forza di questa squadra, che al contrario prende forza dal gruppo: otto gol fatti e soltanto due subiti sono sintomo di una truppa impeccabile in ogni suo reparto, affiatata e ben amalgamata.

Due vittorie in campionato che valgono il primato della classifica in coabitazione con Luco e Lampo, nonostante la differenza reti (+4) favorisca i viola. Altrettanto eccellente il cammino in coppa, con la Larcianese qualificata agli ottavi di finale contro il Montespertoli (gara secca che si terrà al “Cei” di Larciano il 26 ottobre, ndr): un viatico positivo che nessuno vuole interrompere, pur sapendo che non sarà facile tenere il ritmo delle super favorite della categoria, sicuramente più attrezzate dei viola.

Intanto testa alla prossima gara di campionato contro l’Athletic Calenzano, in programma per domenica 30 settembre (ore 15:30) al “Cei”: i fiorentini stanno annaspando un po’ in questo avvio di campionato (un pareggio e una sconfitta in due gare), ma non devono essere sottovalutati.

LE IMPRESSIONI DEL TECNICO

«Stiamo attraversando un periodo positivo ma le difficoltà arriveranno – commenta il trainer viola Eugenio Andreoli – Non possiamo pensare il nostro rendimento rimanga lo stesso per tutto il campionato: siamo una buona squadra ma non una corazzata; alla lunga sarà difficile competere con le corazzate del nostro girone. Se vogliamo proseguire questa striscia positiva dovremo mantenere alto lo spirito, cercando di sopperire alle nostre carenze tecniche con grinta e determinazione. Come dico ai ragazzi, non possiamo pensare di vincere puntando soltanto sulle nostre qualità, perché per farlo abbiamo bisogno di qualcosa di più». 

«Amo molto la volontà di essere protagonista in campo della mia squadra – prosegue Andreoli – Allo stesso modo ammiro la capacità dei ragazzi di saper soffrire in certi frangenti della partita: siamo bravi a leggere i momenti della gara e questo non è un attributo comune a tutte le squadre. Dispiace per la superficialità sotto porta dimostrata in alcuni casi, anche se su questo stiamo ancora lavorando: ci piace il palleggio ma certe volte dovremmo cercare più spesso la profondità».

«Domenica ci aspetta una gara difficile – commenta il tecnico parlando del prossimo match con l’Athletic Calenzano – Andiamo ad affrontare una squadra che viene da due risultati negativi in campionato, perciò dobbiamo aspettarci grande determinazione da parte loro. Di converso, noi avremo diverse defezioni a causa dell’infortunio di Mori e di alcuni giovani in quota. Non sarà facile ma faremo di tutto per prolungare la striscia positiva che stiamo attraversando».

Leonardo Agostini
Leonardo Agostini
Laureato in Beni Culturali all'Università di Firenze e in Storia dell'arte all'Università Ca' Foscari di Venezia, amante del calcio e dello sport in generale. Scrivere è una passione e un gioco, la domenica allo stadio un vizio che non ha il coraggio di togliersi.

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