Larcianese, tributo alla bandiera Pinto. L’ex capitano: «Che emozione tornare al Cei»

Premiato Nicola Pinto: «Ricordi più belli? Le due Coppa Italia». E intanto il diesse Socci va ufficialmente al Mobilieri Ponsacco

Si conclude senza i playoff il campionato della Larcianese, vittoriosa davanti ai propri tifosi contro il San Marco Avenza ma estromessa dai primi cinque posti a causa del parallelo successo della Pontremolese ai danni del Settimello. Prima delle emozioni di campo, con i viola brillanti e battaglieri per tutti i novanta minuti, è andato in scena un momento altrettanto speciale. È infatti stato premiato Nicola Pinto, bandiera della squadra (con cui ha collezionato ben 428 presenze) ritiratosi in estate.

Per lui una vita in viola, con tanti campionati alle spalle e un ricordo indelebile lasciato nel cuore dei tifosi. La carriera del classe 1985, non a caso, ha avuto inizio proprio con la Larcianese, club nel quale il difensore si trasferì nel 2002 dopo i primi passi mossi col Montalbano. Divenuto parte della formazione Juniores, Pinto ha iniziato la propria scalata con questa maglia, lasciandola solo per tre stagioni, una delle quali al Fucecchio, le altre due con l’Orientano. Per il resto, solo e soltanto viola, con cui vanta anche venti presenze in Serie D.

TRIBUTO ALLA BANDIERA VIOLA

Proprio capitan Pinto ci racconta come è stato scendere di nuovo sul campo del “suo” Cei. «È sempre emozionante tornare, a maggior ragione per occasioni del genere. Mi è infatti stata regalata la maglia del centenario, con la fascia da capitano dedicata. Sono stati anche radunati alcuni miei ex compagni, che ovviamente ho rivisto con estremo piacere. Cosa ho fatto in questo primo anno senza calcio? Ho sfruttato il tempo libero che prima, giocando, non avevo. Continuo però ad allenarmi, andando a correre e facendo palestra, così da rimanere giovane (ride ndr). La cosa che mi manca di più non è tanto il campo, bensì lo spogliatoio…condividere gioie, dolori, allenamenti e vittorie è infatti qualcosa di inspiegabile, l’essenza più pura dello sport».

Crediti foto: profilo Facebook Nicola Pinto

I tifosi, la partita, la maglia viola: all’ex difensore è scesa una lacrimuccia? «No, sono contento della scelta che ho fatto. Avrei potuto giocare qualche altro anno, ma smettere quando sei ancora in buona forma secondo me è la scelta migliore: così facendo riesci a lasciare un bel ricordo. E a proposito di ricordi, se chiudo gli occhi mi tornano subito in mente le due coppe vinte, la Coppa Italia di Promozione e quella d’Eccellenza. I trofei sono la ciliegina sulla torta, anche se oltre a questi conta tanto anche il bagaglio di rapporti umani che mi sono portato dietro. Sono infatti rimasto in contatto con tanti allenatori, compagni, avversari e persone che ho incontrato lungo il mio cammino. Penso di aver lasciato loro qualcosa anche io, e questo è l’aspetto che mi rende più fiero».

Impossibile, infine, non chiedere alla bandiera viola un parere sul campionato dei ragazzi di Cerasa. «Quest’anno ho seguito sei o sette volte la Larcianese dal vivo, e devo dire che mi ha sempre fatto un’ottima impressione. La squadra gioca un bel calcio ed è sempre compatta, si vede la mano di mister Cerasa. Lui riesce a valorizzare ogni elemento della rosa, facendo rendere tutti al meglio e trovando ad ognuno la posizione corretta in campo». 

IL DIESSE SALUTA

Dal passato, al presente, al futuro. È infatti ormai cosa fatta il passaggio di Alberto Socci, diesse del club, al Mobilieri Ponsacco. Per il giovane dirigente, quindi, si chiude ufficialemente dopo una sola stagione l’avventura a Larciano: adesso avrà il compito di far tornare grande la società di Ponsacco, retrocessa in Eccellenza. Protagonista del massiccio restyling estivo, Socci ha guidato la transizione del club dall’anno scorso, in cui fu sfiorata la vittoria del titolo, a questo, con un progetto di tipo diverso. Adesso, per la Larcianese, si apre il casting per il nuovo direttore sportivo, in modo da programmare per tempo la nuova stagione. 

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