L’arte di unire il bello al concreto: Pistoia ha preso 14 punti al fotofinish

Settima vittoria stagionale con cinque (o meno) punti di scarto. Pistoia si dimostra squadra che non molla un centimetro prima della quarta sirena

I discorsi su scala nazionale o che fanno pensare al mondo del calcio non riguardano Pistoia. La squadra di coach Nicola Brienza quest’anno è veramente bella da vedere e, oltre a questo, riesce a essere anche dannatamente concreta. Sino a questo momento i biancorossi hanno ottenuto un record di 17-4 nelle 21 partite disputate in campionato che diventa 22-5 se si somma anche la Supercoppa.

Ma rimaniamo concentrati sul girone verde di Serie A2. La GTG sta ottenendo risultati strabilianti e – al netto delle tre partite in meno di Cantù – con un calendario completo potrebbe essere o prima a pari merito con i lombardi e Udine, o seconda a due lunghezze dall’APU e equidistante (verso il basso) da Cantù.

Ma come sono arrivate queste vittorie? In tutti i modi, davvero. Pistoia nel corso del campionato ha dovuto affrontare varie difficoltà (leggi assenze pesanti) ma in un modo o nell’altro le ha sempre superate col massimo risultato. Sette delle diciassette vittorie sono arrivate però grazie alla determinazione e alla tenuta mentale del gruppo toscano che, nonostante tutto, è riuscito a giocare dei finali di gara estremamente concreti che hanno permesso poi di arrivare a quelle vittorie con scarto minimo che nella griglia valgono comunque due punti.

Le squadre che hanno dovuto arrendersi in volata sono diverse e sei di queste lo hanno fatto davanti al proprio pubblico. Solo Biella è riuscita a spaventare seriamente Pistoia al PalaCarrara fino all’ultimo istante. Le altre vittorie con margine ridotto sono arrivate al PalaBakery contro Piacenza (70-75), al PalaAsti contro Torino (72-75), al PalaConad contro Trapani (69-73), al PalaBanca contro Assigeco (63-64), al PalaLido contro Urania (69-73) e infine, detto del PalaCarrara, al PalaFantozzi contro Capo d’Orlando (77-80)

“Non serve vincere di cento”.

Non sono mancate però le vittorie con ampio margine sugli avversari perché – diciamolo senza remore – Pistoia in questa stagione ha spesso e volentieri dominato gli avversari nei 40′ o li ha tenuti a galla per poco più di metà gara prima di dare la zampata nel finale. Esattamente come faceva Rossi con Gibernau, lo teneva davanti a sé per il 90% della gara per prendere la scia e superarlo nel famoso last lap.

Questo metodo di vittoria è estremamente soddisfacente e bello da vedere ma purtroppo non sempre attuabile. Ci sono le assenze, ci sono le giornate no e soprattutto ci sono avversari diversi di volta in volta. Non si può sempre giocare in smoking, nel momento di necessità c’è bisogno di fare quadrato e di sporcarsi le mani per difendere quel punticino di vantaggio che in dote porta una vittoria. Pistoia non è una squadra risultatista e non lo vuole diventare perché ha delle doti tecniche che le permettono di vincere le partite con il gioco. Ma se di tanto in tanto servirà vincere al fotofinish (volgarmente tradotto in ‘cortomuso’), i biancorossi prenderanno volentieri anche quello.


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