Dopo la sconfitta contro la Reyer Semaj Christon evita di parlare della situazione nel club: «Penso a giocare, il resto non mi riguarda»
Oggi condottiero dei suoi, almeno nel primo tempo, Semaj Christon ha lasciato intravvedere un po’ di più la sua esperienza e le sue capacità di leadership. La Reyer Venezia è però emersa vincitrice dalla sfida del PalaCarrara e l’Estra Pistoia ha pagato una ripresa dove le energie, sia fisiche e mentali, sono mancate. La peggior prova, finora, dei biancorossi in campionato, apparsi poco uniti e confusi sul da farsi. Un aspetto che neanche il play biancorosso, in sala stampa nel post-partita, non può negare.
«Nel terzo quarto loro si sono fatti trovare pronti e noi no: abbiamo provato a ricucire il loro parziale ma non ci siamo riusciti. Voglio sempre vincere e cerco di coinvolgere sempre i miei compagni, anche urlando: li ho avvertiti da subito che pretenderò sempre molto da loro. Ma è anche vero che siamo un gruppo ancora giovane e che ha bisogno di tempo per raggiungere un certo livello».
Tutto vero, anche se oggi le difficoltà si sono viste sin dall’inizio e sono state mascherate da un avvio anch’esso poco brillante di Venezia. In più ha pesato l’assenza di coach Dante Calabria, out per un virus gastrointestinale ma comunque al centro delle voci dopo il finale di Cremona e una conferenza pre-partita in cui è apparso irritato. Che ciò stia influendo sulla mancata crescita o addirittura sull’involuzione della squadra? Anche qui Christon si esprime e non si esprime.
«Non sembriamo ancora una squadra? Anche Roma non è stata costruita in un giorno. Ci sono delle volte in cui ancora non ci capiamo, ma ci stiamo lavorando e il tempo ci darà ragione. Che aria si respira nel club? Sono qui per giocare a pallacanestro: il resto non mi riguarda».



