Lorenzo Sommariva esordisce nel National Trophy con una solida top ten

Sommariva, convalescente per un infortunio alla spalla, mette a segno una bella rimonta dopo le qualifiche rovinate dalle bizze del meteo

La nuova avventura di Lorenzo Sommariva nel National Trophy inizia con un’ottima top ten. A Misano, in cui il campionato riservato alle 1000 cc ha inaugurato la sua stagione eccezionalmente a corredo del CEV, il giovane quarratino ha colto un buon nono posto all’esordio nella categoria con una bella gara in rimonta.

Un piazzamento di prestigio non solo perché guadagnato al debutto ma anche perché colto dopo due grossi imprevisti. Il primo è la convalescenza da un brutto infortunio alla spalla che Lorenzo ha rimediato dopo una violenta caduta nei test sempre presso il circuito dedicato a Marco Simoncelli dello scorso marzo. Il secondo è che al termine della burrascosa doppia qualifica, condizionata dalla pioggia, si era classificato solo quindicesimo fra una sfortuna e l’altra.

Il round riminese è andato all’esperto Luca Salvadori, pilota con un nutrito seguito su Youtube e gli altri social, che a bordo della Ducati del Broncos Racing ha preso il comando sin dal primo giro senza voltarsi più. In piazza d’onore, a poco più di quattro secondi, Filippo Rovelli che ha vinto il duello serrato con Matteo Baiocco, su Aprilia come Sommariva.

L’INFORTUNIO E LA PIOGGIA NELLE QUALIFICHE

L’approccio a quest’esordio stagionale per Lorenzo era stato tormentato per via dell’infortunio occorso sempre a Misano lo scorso mese. Poco dopo la sua partecipazione a Pistoia Sport Live, dove aveva presentato la stagione col team Nuova M2, i quarratino ha infatti vissuto una preparazione da incubo. «Stavamo svolgendo l’ultimo test – racconta Sommariva – quando durante un giro lanciato ho perso il controllo della moto nel tratto delle curve veloci. La caduta è stata molto violenta, a circa 240 Km/h, e m’ha causato una brutta lussazione alla spalla a cui ho dovuto tenere un tutore per i quindici giorni seguenti».

La conseguente convalescenza ha senz’altro tolto fiducia ed energie che poi hanno inficiato sul weekend, complicato ulteriormente dal meteo bizzoso. «Avendo solo due sessioni di libere da venti minuti ho badato più a ritrovare il feeling che a sperimentare gli assetti. Nelle qualifiche poi non siamo stati fortunati: nella prima sessione abbiamo azzardato con le slick e dopo quattro curve ha ricominciato a piovere. Nella seconda il meteo al semaforo verde era migliore, ma appena siamo usciti è scoppiata una bomba d’acqua e nessuno ha potuto migliorare i tempi. Ho dovuto perciò accontentarmi della quindicesima casella».

LA RIMONTA E LA FATICA CON GLI AVAMBRACCI

La gara di domenica almeno è partita bene: Sommariva già a metà del primo giro era undicesimo, poi dopo due passaggi è entrato nei dieci grazie ai ritiri di Francesco Ciacci prima e Remo Castellarin poi. Dalla terza tornata in avanti, rimanendo tuttavia costante con i parziali, Lorenzo ha cercato di prendere meno rischi possibili poiché la fatica, dovuta alla mancanza forzata d’allenamento, ha cominciato a mordere e non poco.

«Come l’anno scorso nel Trofeo Aprilia ho iniziato a sentire gli avambracci gonfiarsi e quindi non ho forzato. Facevo sempre più fatica ogni giro che passava e nel finale riuscivo a malapena a curvare. Ho pensato solo a non prendere rischi e tutto sommato penso d’aver fatto il massimo. La moto andava molto bene e credo che con qualche imprevisto in meno ed una forma migliore avremmo potuto lottare per qualche posizione in più».

SOMMARIVA TORNERÀ IN PIENA FORMA A VALLELUNGA

Adesso il pensiero sarà recuperare del tutto dall’incidente per essere al 100% nel prossimo appuntamento: Vallelunga, dove il National Trophy tornerà come di consueto nella galassia del CIV, il 26 maggio. «Faremo alcuni test prima – conclude Sommariva – perciò conto di ritrovare del tutto il feeling con la moto e soprattutto un po’ di brillantezza fisica. Il primo passo comunque, per tutti i preamboli negativi che ho superato, è stato ottimo e non vedo l’ora di tornare in sella per le prossime gare».

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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