Lumos Pistoia a “Forza 11”: un roster allargato per puntare alla parte sinistra della classifica

Con l’annuncio di Walker, l’11 luglio il club di via Fermi ha chiuso il mercato: l’analisi sul roster a disposizione di coach Ciani. In attesa del rientro di Stoch

Concluso il “tira e molla” di mercato, tipico di questa fase della stagione, che ha portato alla firma del 36enne Caleb Walker, autentico colpaccio della nuova Lumos Pistoia, i biancorossi possono rilassarsi per qualche settimana sotto l’ombrellone, o su qualche sentiero dolomitico. C’è da farsi trovare pronti ad inizio agosto (ancora da ufficializzare la data di apertura della preparazione) per una stagione che tutti si augurano più tranquilla delle ultime due vissute e, soprattutto, che possa vedere la Lumos stabilmente nella parte sinistra della classifica, ovvero stare fra le prime dieci del lotto di lusso della nuova A2. Ovvero provare ad entrare nella post-season.

Per farlo, quindi, andiamo ad analizzare un po’ più nel dettaglio quello che sarà il roster a disposizione di coach Franco Ciani (anche lui in attesa di vedere quale sarà uno dei due assistenti che lo affiancheranno, assieme al riconfermato Alessandro Zamparini).

LA COPPIA USA

È vero che nel basket la matematica, e i numeri, sono importanti ma non sempre spiegano tutto, però partiamo da un banale calcolo numerico: Walker ha chiuso la stagione a Scafati, promossa direttamente in LBA, con 16.7 punti di media (solo 4 volte su 38 sotto la doppia cifra, 12 volte oltre quota 20); Ajayi, due anni fa, con Torino ha siglato 17.1 punti di media a gara (solo 6 volte sotto la doppia cifra, 13 volte oltre quota 20). Questo vuol dire che, sul fronte offensivo, i due americani della Lumos possono produrre, da soli, quasi 34 punti in due: un bottino di non poco conto al quale aggiungere la solidità difensiva, l’atletismo e la faccia cattiva nei momenti che contano. Ecco perché se fino ad oggi, ed in attesa che tutte le squadre completino il tandem di Usa, molti dicono che la Lumos ha una delle migliori coppie di americani, il fondamento c’è eccome.

IL “NODO” REGIA

Nel basket moderno, dire chi fa il titolare e chi la riserva è ampiamente riduttivo: non ci sono più i minutaggi “monstre” di un tempo e giocatori così dominanti da non doversi mai mettere a sedere. Pertanto nessuno se ne avrà a male se usiamo, almeno ad oggi metà luglio, questa definizione dicendo che sulla carta il titolare sarà Matteo Schina e chi partirà dalla panchina Lorenzo Saccaggi. Ma, anche qui, proviamo a farci aiutare da un paio di numeri: l’ex capitano di Torino, nelle ultime due regular season in Piemonte, è stato sul parquet rispettivamente 27’ e 25’ e stiamo parlando di un ragazzo classe 2001. Per il recordman di tutto della storia biancorossa, invece, prendiamo a riferimento la parte finale della stagione 2024/25 in LBA, dallo storico match di Napoli in avanti, e l’anno scorso: 30.7’ in LBA, 30.6’ nella regular season di A2 e 29.5’ nelle due gare di playout giocate contro Ruvo prima dello stop fisico. Qui, a differenza di Schina, stiamo parlando di un giocatore di 34 anni fra un mese e mezzo (e fresco di nozze!). Ecco perché, visto che la carta d’identità non mente, “Sacca” sa benissimo che il suo minutaggio dovrà scendere in quanto è il fisico che glielo chiede e, solo così, potrà essere più lucido (e decisivo) nei momenti in cui sarà sul parquet sapendo che con lui ci sarà un play ampiamente affermato in A2 come Schina che sa come innescare Ajayi (perché lo ha già fatto due anni fa) e i lunghi fisicati.

CHI MORDE LE CAVIGLIE

Sotto questa voce rientrano: Aristide Mouaha, Luca Pollone, Antonio Novori. Sono coloro che, come si dice nel basket, spesso non li vedi nel tabellino finale ma si fanno sentire eccome. In mezzo c’è l’ala piccola titolare, probabilmente lo stesso Pollone, che però avrà Walker in grado di scalare in quel ruolo senza particolari problemi quando si vorrà andare con un quintetto particolarmente fisicato. Tutti elementi che gravitano fra i 7 e i 10 punti di media a partita, pronti a dare tutto sul parquet per infiammare il pubblico. Un bel test per il giovanissimo Novori, dopo l’anno di apprendistato a Quarrata in B, per far capire se è davvero uno dei 2007 più forti in circolazione come era stato certificato un paio di anni or sono. E, in tutto questo, ci sarà poi il rientro di Federico Stoch tra fine 2026 e inizio 2027 per portare a 11 le rotazioni effettive a disposizione di coach Franco Ciani e dare ancora più fiato, per i momenti decisivi, alle bocche da fuoco principali della Lumos. Ecco perché l’upgrade sulla profondità del roster, in questo caso, c’è e si farà sentire.

L’INTERCAMBIABILITÀ DEI LUNGHI

Questa voce è, probabilmente, la più affascinante della stagione 2026/27 alle porte per la Lumos: avere quattro lunghi che possono coprire entrambi i post sotto canestro e giocare con qualsiasi coppia.

Dando per assodato che Leonardo Bettiol agirà esclusivamente da “5” (a proposito, il ragazzo torna dopo anni dalla NCAA, è un lungo e quindi, più degli altri, avrà bisogno dei suoi tempi per adattarsi ed entrare in ritmo. Vi ricorda qualcosa Ed Daniel?) e che Ife Ayaji sarà il “4” titolare, ci saranno da coprire spazi abbondanti sia per il rientrante Gabriele Benetti che per il riconfermato Simone Zanotti, pronto a tornare in un ruolo più “suo” e che ha fatto per tutta quanta la carriera escluso la stagione scorsa col Pistoia Basket, ovvero il primo cambio dei lunghi che si alza dalla panchina. Infatti, Zanotti può stare al centro dell’area per far sentire il fisico ma anche aprirsi sull’arco per sparare le sue triple; Benetti può difendere su qualsiasi tipo di “4” avversario e, all’occorrenza, addirittura spostarsi nello spot di pivot in un quintetto decisamente “small ball”; Ife Ayaji può essere letale partendo più lontano da canestro ma poi troverà il modo di avvicinarsi e di far sentire la sua fisicità anche grazie agli spazi che dovrà creargli lo stesso Bettiol.

Per un’analisi completa, anche di fronte a tutti gli altri roster, c’è da aspettare ancora un po’ ma sembrano proprio questi i punti di forza della nuova Lumos Pistoia. Ora tocca all’esperienza di coach Ciani e del suo staff iniziare, fin dal primo giorno, a mettere insieme tutti questi ingredienti per arrivare al mix giusto che possa far infiammare la Lumosquare.  

Redazione PtSport
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La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.


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