Il pensiero del tecnico biancorosso al termine dell’ultimo match di precampionato: «Vista ulteriore crescita. Ora diamo più continuità al nostro gioco»
La Lumos Pistoia chiude il precampionato con qualche certezza in più. La vittoria contro la Juvi Cremona al PalaZola Venturi di Zola Predosa, come sottolineato da coach Franco Ciani nel post gara, ha infatti mostrato una squadra in crescita, capace di condurre la partita per larghi tratti e di mettere in evidenza progressi soprattutto nella metà campo offensiva. Non tutto è ancora a posto, come ammesso dallo stesso tecnico biancorosso, ma il percorso intrapreso dai biancorossi sembra procedere nella direzione giusta.
«Abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti – ha commentato coach Ciani -. Considerando come Bettiol sia stato utilizzato col contagocce poiché è al rientro da un piccolo infortunio e di come stiamo cercando di trovare nuovi equilibri anche alla luce dell’inserimento di Filloy. La partita contro Cremona ha denotato sicuramente una crescita. Siamo sempre stati avanti per tutta la partita e a 3-4 minuti dalla fine abbiamo avuto anche 12 punti di vantaggio. Nonostante alcune leggerezze commesse nel finale, abbiamo sempre condotto noi e questo fa ben sperare. Abbiamo subito qualche canestro di troppo, lasciandoli superare quella “famosa” soglia dei 70 punti subiti, però abbiamo visto anche diversi progressi in attacco – ha proseguito -. Penso alla percentuale da tre cresciuta e alla costruzione dei tiri migliorata. Tanti segnali positivi. Complessivamente direi che ci siamo confermati in diversi aspetti e cresciuti in altri, anche rispetto ad alcune partite di inizio preseason, come quella di Bardalone ad esempio. È difficile dire a che percentuale siamo del nostro percorso. Abbiamo sicuramente tanti margini di miglioramento, soprattutto dal punto di vista della capacità di tutti gli assetti di funzionare bene. Alcuni ad oggi sono più produttivi e rodati, altri invece a volte fanno più fatica. Dobbiamo dare più continuità al nostro gioco pur ruotando i giocatori, facendo in modo che questo non incida sul ritmo – ha concluso -. Proprio la rotazione può essere, al contrario, un nostro punto di forza».

