Maverick Rowan, salto nel vuoto o prova del fuoco?

Una carriera mai decollata e una stagione a Pistoia dove si giocherà tutto. Maverick Rowan può far ricredere i tifosi sul suo valore?

Difficilmente a Pistoia un nome ha fatto più rumore, all’annuncio, di quello di Maverick Rowan. E, purtroppo, non nel modo più edificante che si possa immaginare. Il secondo dei quattro figli del presidente del Pistoia Basket è infatti presto diventato, senza ancora scendere in campo, il capro espiatorio di una stagione che secondo i più si preannuncia drammatica per i colori biancorossi. La proverbiale goccia che fa traboccare il vaso, dopo una serie di scelte che avevano già messo in bilico il neonato rapporto tra l’ambiente e il nuovo corso a stelle e strisce.

Lo stretto vincolo di parentela che lega presidente e giocatore è solo la punta dell’iceberg pieno di incognite che in questo momento assillano tifoseria e addetti ai lavori. La carriera cestistica fin qui avuta da questo atleta di seconda generazione è quanto di meno in crescendo si possa trovare nel panorama americano (e non solo) attuale. Una serie di stagioni tra l’anonimo e il mediocre, in campionati tra l’altro tecnicamente imparagonabili (in negativo) alla massima categoria italiana. C’è dunque qualcosa che ci sfugge, in un quadro che appare fin troppo chiaro? Di sicuro le premesse, per il giovane Rowan, erano ben diverse.

DALL’HIGH SCHOOL AL COLLEGE

«Rowan è ancora abbastanza monodimensionale come realizzatore, ma la sua statura, le sue capacità al tiro e il suo quoziente cestistico sopra la media dovrebbero aiutarlo a ricoprire subito un ruolo a livello collegiale e, da lì, continuare a potenziare il suo gioco». Questo è quanto scriveva di lui, per DraftExpress, lo scout Mike Schmitz nel giugno 2015, ossia quando ancora frequentava la high school Cardinal Gibbons a Fort Lauderdale, Florida. E in effetti le immagini ancora disponibili di quel periodo e di quello precedente, quando frequentava la Lincoln Park in Pennsylvania, sono quelle di un atleta già strutturato a livello fisico rispetto a molti coetanei e con una tecnica di tiro consolidata. Le percentuali, come riporta Schmitz, sono però ancora da rivedere: 38.5% da due e 27.6% da tre.

I pregi del figlio del “Marine” superano i difetti, perlopiù imputabili alla giovane età e ad un’identità tattica da trovare. Fatto sta che diversi programmi collegiali sono interessati a farlo sviluppare nelle proprie palestre. Tutti atenei di un certo peso, tra l’altro: Louisville (che gli fa anche una discreta corte) e la St. John’s frequentata dal padre Ron su tutte. Dietro ci sono Wisconsin, West Virginia, North Carolina e Pittsburg. Con quest’ultima c’era stato anche un accordo, poi ritirato.

La telenovela, o il “recruiting drama”, dura circa dieci mesi. Rowan viene osservato diverse volte da coach Rick Pitino quando ancora gioca all’high school e visita il campus di Louisville, dando adito alle voci che lo vogliono ormai vicino ai Cardinals. I rumors poi si spostano sulla “paterna” St. John’s: altro abboccamento che tuttavia va a vuoto. Da prospetto riconosciuto nelle scouting list di tutto il paese, il piano di Maverick è quello di entrare in un programma che lo veda giocare diversi minuti già nella sua stagione da freshman. Una cosa che né Louisville né la St. John’s possono offrirgli. La scelta ricade dunque su North Carolina State.

UN BIENNIO E POI…IL SALTO

NC State nel 2015 ha chiuso un’ottima stagione arrivando fino alle Sweet Sixteen dell’NCAA Tournament, tra l’altro battendo Villanova, la prima del ranking nazionale. Maverick entra dunque in un programma di grande valore e dalla lunga tradizione. Tuttavia, il college guidato da coach Mark Gottfried sta affrontando per la prima volta un vero e proprio problema di ricambio generazionale. Diversi uomini chiave delle passate stagioni o si sono dichiarati eleggibili al Draft, o hanno concluso il loro percorso o si sono trasferiti. Tra questi, c’è anche un habituée del campionato italiano come Trevor Lacey.

L’annata inizia poi nel segno della sfortuna, poiché la guardia titolare Terry Henderson (poi visto in Italia con le canotte di Verona e Latina) si infortuna seriamente al ginocchio nei primi minuti del match di debutto e chiude in anticipo la sua stagione. Ma la sfortuna di NC State fa invece la fortuna di Rowan, che si ritrova dunque ad avere un minutaggio ancora maggiore di quelle che erano le aspettative. La stagione da freshman si chiude quindi con 12.9 punti di media, mandando a segno ben 81 dei 241 tiri presi da dietro l’arco, stabilendo tra l’altro un record mai eguagliato da alcuna matricola dei Wolfpack. La stagione 2015/16 è però la peggiore dall’insediamento di coach Gottfried, la prima senza partecipazione all’NCAA Tournament.

L’ex Alabama è estremamente contento di Rowan: lo definisce un giocatore divertente da allenare, aggressivo e duro mentalmente. Secondo lui, l’erede di Ron non ha mai paura di fare la sua parte o di prendersi un tiro pesante. Peccato però che anche la seconda stagione, dopo un inizio più che confortante, si concluda in modo deludente. Maverick addirittura si perde quasi tutto il primo mese di gare a causa di una commozione cerebrale sofferta nel match di debutto contro la Georgia Southern. Al rientro ha qualche picco, come i 21 punti con 6/9 da tre messi a segno contro Pittsburgh o i 31 (8/18) nella sconfitta contro Syracuse. NC State però non gira e a farne le spese è coach Gottfried, licenziato prima ancora che si chiuda l’annata. Un mese dopo, Kevin Keatts viene annunciato come suo successore. E qui arriva la sorpresa: Rowan gli comunica che lascerà il programma.

MAVERICK ROWAN E LA DURA VITA DEL PRO

Nessun trasferimento dietro la scelta di Maverick, che si rende eleggibile per l’NBA Draft 2017 dopo solo due anni di college, salvo ritirare poi la candidatura. Viene però selezionato con la terza scelta assoluta al Draft della G League dai Lakeland Magic (squadra satellite della franchigia di Orlando). Anche stavolta, però, niente va come si potrebbe pensare: il ragazzo, ormai ventunenne, decide di seguire le orme paterne e tentare l’avventura in Europa. All’FMP Belgrado firma un triennale, salvo essere tagliato dopo sole tre partite in cui gioca 8 minuti e segna 2 punti di media. Il club dichiara che le aspettative sull’impatto del giocatore nelle partite sono state disattese.

Rowan se ne torna dunque negli States e per due stagioni vivacchia in G League, mostrando solo a sprazzi le sue doti. Nel mezzo, si rende nuovamente eleggibile per il Draft e, con poca sorpresa, non viene selezionato. La lega di sviluppo diventa quindi l’unica strada percorribile, ma la discontinuità di rendimento e periodi anche lunghi senza scendere sul parquet sembrano dare una frenata decisa alle ambizioni di Maverick. Di fatto, il classe 1996 resta fermo per due intere stagioni: 2019/20 e 2020/21. Lo scoppio della pandemia Covid-19 può benissimo essere una motivazione, ma è evidente che Rowan ha bisogno di ritrovarsi come giocatore.

La stagione in Spagna può rappresentare un nuovo inizio: al Peñas Huesca, nella seconda serie iberica, inizia alla grande con 16.4 punti nelle prime cinque gare. Poi la crisi di risultati del club aragonese fa calare drasticamente anche le sue statistiche. Rowan decide allora di scendere ancora uno scalino e di andare all’UDEA Algeciras nella LEB Plata. Nelle otto gare che chiudono la sua stagione è semplicemente (e logicamente) illegale: quasi 26 punti e 5 rimbalzi di media.

ULTIMA SPIAGGIA?

Maverick commette probabilmente l’errore, dopo la parentesi spagnola, di riprovare la carta G League. Ne esce obiettivamente scottato, visto che disputa solo due gare con i Sioux Falls Skyforce e, purtroppo per lui, chiude così, mestamente, la sua stagione 2022/23. L’Europa, ormai è chiaro, è la strada da percorrere. Nella scorsa annata all’Usti nad Labem, nella NBL, Rowan è tra i protagonisti di una cavalcata che porta al terzo posto in regular season e poi alla finale play-off contro la corazzata Nymburk. In 27 partite sfiora la doppia cifra di media (9.7 punti) e trova per la prima volta, dopo diverso tempo, continuità.

Non tanto a livello realizzativo, dove rimane obiettivamente incostante, quanto per il contatto col parquet e la capacità di reagire ai momenti negativi. Ciò a conferma del fatto che il figlio del presidente biancorosso, più di ogni altra cosa, necessita di una squadra dove possa sentirsi importante senza però doverne portare il peso sulle spalle. E così dovrà essere a Pistoia, in un campionato di livello superiore dove non si potrà chiedere la luna. Dall’altra parte, però, Rowan dovrà farsi trovare pronto, ricoprendo di fatto un ruolo poco coperto all’interno del roster e che l’anno scorso era nelle sapienti mani di Jordon Varnado e Carl Wheatle.

Lassù non hai il tempo di pensare. Se pensi sei morto“. Lo diceva Tom Cruise in un film facilmente indovinabile e dovrà farne tesoro Maverick quando tutti gli occhi saranno puntati su di lui. E, senza fingere ingenuità, saranno anche pronti a cogliere la minima sbavatura, ogni incertezza, fino ad esplodere al primo errore. Sarà una prova del fuoco, di quelle più spietate per una delle maggiori incognite della storia biancorossa. E così come il pubblico pistoiese dovrà dimostrare maturità nel concedergli una chance, anche la dirigenza dovrà avere la prontezza di non tirare oltremodo la corda qualora la situazione si facesse estremamente complicata. Sarà tutto o niente, purtroppo.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Seconda, il San Felice non si ferma più: battuto anche l’Olimpia a Casini

I gialloblù piegano a "La Stella" un combattivo Olimpia Quarrata e si portano a -7 dalla capolista Sagginale Il...

Pistoiese-Progresso, tutte le info per l’acquisto dei biglietti

Tutte le modalità di acquisto, i prezzi e le informazioni sui biglietti per la gara di sabato 28...

Pavel Group, il sedicenne Lorenzo Lenzi al via del campionato Rally in Slovenia

Intera stagione oltre il confine per Lorenzo Lenzi, affiancato, sulla Skoda Fabia RS, dall'esperto Federico Grilli Una stagione...

Terza Categoria, i poker del Valenzatico non sono più una casualità

Giganteggiano ancora i rossoblu, bene la Pca Hitachi. Rialza la testa l’Athletic Spazzavento, altro pari per gli Olmi...