Un rapporto legato dal basket tra l’esperienza comune in campo ai duri periodi di lontananza: «Sono davvero contento della sua scelta»
Da Reggio Emilia, città in cui sono nati e cresciuti, passando per Manchester fino al ritorno in Italia, sebbene in due momenti diversi. I percorsi cestistici e di vita dei fratelli Anumba godono di tante tappe comuni ma anche di periodi duri, fatti di lontananza e solitudine. Lasciata l’Inghilterra per il college negli Stati Uniti, Micheal tornerà in Italia per vestire la maglia di Pistoia, riavvicinandosi così al fratello Simon, da due anni colonna della Rinascita Basket Rimini.
Un rapporto forte, legato a doppio filo dalla palla a spicchi fin dalla prima adolescenza. E restato tale, nonostante la distanza e le ardue sfide comparse sulla loro strada. Anche quest’estate, i due fratelli lavoreranno fianco a fianco per la preparazione nella città del Regno Unito. Pronti per affrontare le nuove rispettive sfide, supportandosi e confrontandosi l’un l’altro.
IL RITORNO IN ITALIA E LA CONFERMA A RIMINI
Lasciata Manchester nel 2017, a 21 anni Simon Anumba torna in Italia per vestire la maglia della Polisportiva Battipagliese, impegnata nel campionato di Serie B. Il fratello Micheal nel frattempo, ancora 18enne, resta un altro anno in Inghilterra. Sarà l’ultimo, prima di volare oltreoceano. Con l’ottima stagione in Campania da 13 punti di media, Simon Anumba attira le attenzioni persino della Serie A.
È l’Auxilium Torino del coach Hall of Famer Larry Brown che gli permette di debuttare in massima serie il 13 ottobre 2018. Dopo il poco spazio ottenuto, Anumba decide di tornare nuovamente in B, a Faenza. Nella Raggisolaris l’ala classe ’96 gioca due annate di alto livello, confermandosi poi anche nella stagione 21/22 a Cesena, ancora in B. L’anno successivo è quello del salto di categoria in A2, quando Anumba è firmato dalla neopromossa RB Rimini dove per altro condivide il parquet con due conoscenze pistoiesi quali Jazz Johnson e Derek Ogbeide.
Alla qualificazione ai play-off seguono alcune riconferme del roster per la stagione 23/24, tra cui quella dello stesso Simon Anumba. Dopo un avvio complicato di stagione – con tanto di esonero di coach Mattia Ferrari e l’arrivo di Sandro Dell’Agnello – Rimini si è rialzata chiudendo grazie ad una grande rimonta ancora con la qualificazione alla post–season.
«L’inizio purtroppo non è stato dei migliori, specialmente tenendo conto della squadra costruita e delle nostre capacità – ha ammesso Simon Anumba -. Dopo una partenza non perfetta a novembre ci sono stati alcuni cambiamenti nello staff. Abbiamo fatto cerchio, siamo rimasti uniti e questo ci ha aiutato. Siamo riusciti poi ad ingranare e la stagione è andata molto meglio. Abbiamo vinto tante partite consecutivamente e abbiamo completato una grande rimonta dall’ultimo posto del girone d’andata fino al sesto valevole i play-off. In post season sfortunatamente abbiamo avuto degli acciacchi e siamo usciti al primo turno con Rieti». Real Sebastiani peraltro guidata proprio dall’ex Jazz Johnson.
«A livello personale sono abbastanza soddisfatto – ha proseguito – . Sono una persona a cui non piace accontentarsi, cerco sempre di fare di più e so di avere le capacità di dare una mano ulteriore. Come ogni fine stagione mi allenerò per migliorare ancora il mio gioco in vista del prossimo anno. A Rimini sarebbe il mio terzo di fila, sicuramente diventerei uno dei veterani del gruppo».
LA CHIAMATA DI PISTOIA PER MIKE
Da fratello maggiore – oltre ad essere il role model ideale per avvicinarsi al basket – Simon ha consigliato il fratello Micheal in diversi momenti della sua carriera. Anche stavolta Mike si è confrontato con lui appena saputo dell’opportunità di vestire la maglia di Pistoia e la sua reazione non può che esser stata di pura gioia.
«Sapevo dell’interessamento di Pistoia e lui aveva l’intenzione di tornare a giocare in Europa e in particolare in Italia visto il suo status di giocatore con la formazione italiana ottenuto recentemente. E così è stato. Sono molto contento della sua scelta perché avendoci giocato contro conosco benissimo il pubblico, la città e la cultura sportiva del club – ha spiegato – . Mi era già capitato in Serie A quando ero a Torino, poi ovviamente in A2. Una società con bei progetti che comunque puntava forte alla promozione già dopo aver dovuto lasciare la massima serie».
«Quando mi ha detto della proposta ero davvero felice – ha aggiunto – . Gli ho consigliato di parlare con Carl (Wheatle, ndr) visto che anche Micheal lo conosce per i trascorsi in Inghilterra. Lui a Pistoia è stato tantissimo tempo e si è trovato benissimo. Lo stesso Derek (Ogbeide, ndr) ho visto che è stato molto bene quest’anno. Sicuramente una buonissima piazza per Micheal. Non vedo l’ora di vederlo giocare, sono convinto che sarà in grado di mettere in mostra tutte le qualità del suo gioco ed avere un bell’impatto nella squadra».
BROTHERHOOD
I fratelli Anumba sono nati e cresciuti – anche cestistiscamente – a Reggio Emilia. Entrambi, seppur in momenti diversi visto i tre anni di differenza d’età, hanno mosso i primi passi nella Pallacanestro Reggiana. È stato proprio grazie a Simon e la sua passione che Micheal si è avvicinato a questo sport, innamorandosene in egual maniera.
«Siamo cresciuti insieme anche grazie al basket – ha raccontato Simon – . Lui ha iniziato a palleggiare seguendo le mie orme, vedeva che mi divertivo a giocare. Abbiamo così iniziato entrambi il percorso a Reggio Emilia fino a quando non ci siamo trasferiti in Inghilterra. Giocavamo nello stesso club ma ovviamente all’inizio lui ha fatto parte della formazione giovanile. Siccome per la sua età era molto bravo, presto lo hanno aggregato in prima squadra dove abbiamo avuto l’opportunità di giocare assieme per quasi due anni ed è stato molto bello. Successivamente il nostro percorso si è diviso perché io sono tornato in Italia e lui è restato un altro anno in Inghilterra prima di andare al college».
«Abbiamo un rapporto molto stretto anche grazie a questo sport – ha continuato – . Guardiamo a vicenda le partite l’uno dell’altro e ci confrontiamo sempre su alcuni aspetti del gioco e momenti delle partite. Ci diamo consigli e ci scambiamo opinioni. Siamo davvero molto legati. Ora che tornerà a giocare in Italia sarà ancora più facile stare vicini senza i km e il fuso orario a separarci».
PERIODI DURI
Una distanza divenuta un muro invalicabile nel 2020, a causa della pandemia da Covid-19. Simon e Micheal si sono ritrovati a centinaia di chilometri l’uno dall’altro, senza poter comunicare se non attraverso un dispositivo tecnologico. Solitudine, lontananza poi una nuova pesante ricaduta. Superato un periodo psicologicamente duro, per Micheal se ne presenta uno nuovo: la rottura del tendine d’Achille. Con Simon, nonostante tutto, sempre pronto a stargli vicino e a consigliarlo ad ogni passo.
«Il periodo di lontananza è stato in parte anche preoccupante. Quando c’è stata la pandemia si è trovato ad essere completamente solo negli Stati Uniti. Non avendo nessuno attorno e rimanendo chiuso in casa non è stato affatto facile. Noi provavamo a sentirci ogni giorno ma per telefono ovviamente non è la stessa cosa», ha ammesso Simon.
«Successivamente è arrivato invece il grave infortunio al tendine d’Achille. Quella è stata un’altra dura botta da digerire. Un altro periodo complicato che inizialmente ha dovuto vivere da solo. Mio padre poi lo ha raggiunto per tenergli compagnia. Vivere momenti come questi, completamente solo, senza genitori e la famiglia vicina, potendo solo stare al telefono per tirarlo su, è stato davvero complicato. Nonostante tutto siamo riusciti a superare tutto e alla fine siamo riusciti ad arrivare dove volevamo».
«Dopo l’infortunio poi Micheal ha sfruttato l’opportunità dell’anno in più per confermarsi al college. C’era anche l’opzione di tornare subito a giocare in Europa ma io gli ho consigliato di restare lì per riabituarsi a giocare e tornare più forte. Alla fine credo sia stata la scelta giusta visto che ora giocherà in Serie A».
L’UOMO E IL CESTISTA
Simon ha infine dipinto un ritratto di Micheal, tanto come uomo quanto come cestista. Due caratteri diversi ma anche tanti aspetti in comune, come fuori così dentro al campo. «Micheal e io siamo un po’ all’opposto come carattere. Io sono un ragazzo più chiuso e timido, lui invece è un po’ più aperto di me. Sicuramente anche un ragazzo forte, lo dimostra il fatto di aver superato momenti difficili della sua carriera e della sua vita. Lo descriverei come un gran lavoratore, un ragazzo sempre pronto a migliorarsi e a cui piace allenarsi e impegnarsi al massimo. Lo vedo già in questi giorni, ci stiamo allenando qui in Inghilterra assieme e ho notato grossa motivazione in lui da quando ha saputo di Pistoia. Cerca sempre di ottenere una versione migliore di se stesso».
«Come atletismo e fisicità ci assomigliamo molto, siamo entrambi grossi e alti, corriamo veloce il campo ed entrambi difendiamo forte. Rispetto a me Micheal è più tiratore. È sì un’ala ma che può giocare anche da guardia perché ha tiro, può mettere palla a terra e sa giocare anche il pick and roll. Entrambi inoltre diamo sempre il 100% in allenamento e in partita, caratteristica che sono sicuro gli farà davvero comodo nel suo anno in Serie A a Pistoia».
Il riavvicinamento permetterà inoltre a Simon di passare molto più tempo col fratello Micheal e magari poterlo seguire anche da bordocampo durante una partita. «Ora che torna in Italia, avrò sicuramente l’opportunità di vederlo giocare. Sicuramente troverò l’occasione che sia al PalaCarrara o altrove, magari in qualche trasferta vicina a dove giocherò».


