Montecatini, l’ultima zampata di Roberto Grazzini è il libro sul centenario

Presentato l’almanacco del centenario del Montecatini Calcio “Il volo dell’Airone” curato anche da Marcello Bartoli e Carlo Fontanelli

«Se non l’avessimo fatto noi, chi l’avrebbe fatto?»: esordisce così Roberto Grazzini parlando del suo libro del Montecatini Calcio “Il Volo dell’Airone. Oltre un secolo di calcio a Montecatini Terme”. Il libro, edito da Geo Edizioni, ha come autori anche Marcello Bartoli e Carlo Fontanelli, è stato presentato il 25 aprile nel corso rassegna “Acqua in bocca…ma non troppo” tenuta dalla giornalista Simona Peselli presso il Salone dei Portoghesi alle Terme Tettuccio. Ad aprire la presentazione è il sindaco di Montecatini Luca Baroncini, ma spicca su tutti l’emozione di Roberto Grazzini. Per prima cosa ricorda tutti quelli che hanno vestito la maglia del Montecatini, con la frase: «Fare calcio a Montecatini non è difficile, è impossibile».

L’animale scelto a rappresentare il libro non poteva che essere l’airone, «l’unico volatile che poteva esistere quando le terre termali non erano ancora emerse» commenta il maestro Grazzini, aggiungendo che «amare l’airone cenerino è una passione silenziosa come amare il calcio a Montecatini». Un calcio che però ha chiamato a raccolta tantissimi amici con il biancoceleste nel cuore, tra vecchi tifosi, penne importanti ed ex calciatori. O ex dirigenti che a Montecatini hanno solo abitato come l’ex direttore sportivo di Pistoiese e Fiorentina Claudio Nassi, intervenuto per ricordare la figura del giornalista Alfio Tofanelli, scomparso un mese fa, fondatore della rivista Tuttocalcio e vero scopritore di penne talentuose come Sandro Sabatini, Antonio Barillà o Gianfranco Coppola. Proprio Nassi lancia la sua idea: «Perché non intitolare lo stadio comunale di Montecatini Terme ad Alfio Tofanelli?».

Proprio lo stadio è stato uno degli argomenti più trattati nell’almanacco. Inizialmente posto dov’è attualmente il teatro Verdi, poi la zona delle terme Redi, la sede del tiro a volo e infine la zona tra le verghe del treno e l’Ippodromo Sesana, casa attuale dei campetti di calcetto del “Playground”. Campi da gioco, come sarà in seguito lo stadio Mariotti, gestiti da persone che amavano i colori biancocelesti come Lio Biagini, Pietro Panelli e Giuliano “Pallino” Fiori ricordati dai tanti ospiti intervenuti anche per ricordare un aneddoto o fare una battuta.

Dall’albergatore Eugenio Pancioli che da giovane doveva fuggire dal campo durante gli allenamenti perché il padre non voleva che il figlio giocasse – e che tornò a giocare sotto il falso cognome di Pancili – a grandi ex calciatori come Francesco Vettori, Sergio Berti, Ermes Fregonas, Tacito Burchi e Roberto Pinochi. Ma anche ricordi di chi non c’è più come l’indimenticabile Amos Mariani che, scaramanticamente – copriva sempre il plexigass della panchina con il suo impermeabile, al presidentissimo Guglielmo Magrini che fino alla soglia dei 90 anni era fisso in tribuna la domenica a seguire le vicende del suo Montecatini Calcio.

Nella stesura dell’opera di Grazzini il contributo di Marcello Bartoli è stato più specificatamente fotografico dato che possiede un archivio sconfinato sulla memoria visiva sulla storia del calcio a Montecatini tra file, video e foto insieme a maglie e articoli di giornali. Un reperto su tutti? L’amichevole del 1935 tra Montecatini e Inter in cui giocava proprio Giuseppe Meazza. Carlo Fontanelli, l’editore, invece è stato colui che ha spulciato gli archivi dei quotidiani, ricostruendo i più irrintracciabili campionati di Terza Categoria e quelli anteguerra. Il libro è attualmente in vendita presso la tabaccheria “Pieri” di Via Tripoli a Montecatini Terme.

L’intervista a Claudio Nassi ed Eugenio Pancioli.

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), da anni si occupa di pallavolo toscana dedicandole con devozione i sabati da ottobre a maggio


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