Montecatini, Mucedola e Biagini: dubbi e perplessità sulla ripartenza

A sondare l’umore in casa Montecatini. Mucedola: «Pessimista sulla ripartenza». Biagini: «Dobbiamo ricreare un movimento serio»

Continuando il nostro viaggio tra le realtà dilettantistiche della provincia di Pistoia: ci fermiamo oggi a Montecatini. La squadra del patron Piero Nannini, ben gestita dal dg Fabrizio Giovannini, si trova costretta come molte altre società allo stop forzato per via della seconda ondata di pandemia. Il campionato di Eccellenza si è infatti dovuto fermare dopo due turni con la cifra zero accanto al nome del Montecatini. Ci sarebbe voglia di ripartire il prima possibile per togliere quella brutta cifra, ma purtroppo questo non è al momento pensabile. Abbiamo contattato quindi l’allenatore Ciro Mucedola e il direttore sportivo Andrea Biagini per tastare umore e sensazioni che si respirano in Via Maratona.

IL PENSIERO DALLA PANCHINA: IL COLLOQUIO COL MISTER

«Penso che sia difficile una ripresa a breve, a meno che non nasca un protocollo che ci permetta di riprendere il campionato evitando i contagi». Esordisce così il mister Ciro Mucedola. «Io sono pessimista: se non si riparte entro marzo andrà annullata la stagione, ipotesi già vagliata a settembre. Se fossimo riusciti a tirare fino a dicembre o a gennaio si sarebbe potuto già avere uno specchio della situazione, ma due partite non sono sufficienti. Ritengo giusto lo stop dato che era impossibile proseguire. Ci sono stati casi di positività anche in squadre che non lo hanno mai dichiarato e continuando a nasconderlo sarebbe stato devastante. Giusto o meno ripartire a ottobre? La possibilità di ripartire c’era e tutti siamo stati ottimisti. Infatti non avremmo mai pensato di ritornare ai numeri di marzo, ma purtroppo così è stato».

«L’unica modalità attuabile potrebbe riguardare un mesetto di preparazione per giocare domenica-mercoledì da aprile a giugno. Capisco però che non sarebbe fattibile per tutte le società dato che pochi calciatori possono ottenere le ferie e non tutti gli impianti sportivi di serie minori sono adatti per giocare in serata. Un cambio del format a stagione in corso non mi piacerebbe affatto perché prevederebbe un impegno minore. Per quanto riguarda noi allenatori va rifatta completamente una preparazione. Dopo aver avuto sette settimane questa estate ora averne già metà sarebbe un miraggio! Il top sarebbe ritrovare i giocatori al peso forma perché il sovrappeso può creare problemi alle articolazioni. Infatti l’unico sforzo che chiedo loro è di evitare l’assunzione di quantità troppo elevata di calorie».

«Non è detto che un campionato più condensato non possa essere la soluzione ideale per noi. Non avendo una squadra con grandi individualità, il Montecatini potrebbe far leva sul gruppo. Chi invece ha fatto la squadra per vincere il campionato aveva nel programma di giocare ventidue settimane quindi un torneo più diluito. Se si tratterà di giocarsi il tutto in sette otto settimane con gare ogni tre giorni i livelli tra noi e gli altri potrebbero livellarsi. Ci saranno squadre in grande difficoltà e squadre che azzeccheranno la formula come si è visto in Serie A. Sarà stimolante e non nascondo che questa idea mi stuzzica. In questo caso si potrebbe allargare la rosa, portando in prima squadra altri cinque sei giocatori juniores e attuando un turnover più massiccio».

DIETRO LA SCRIVANIA: A TU PER TU COL DS

Non è ottimista il ds dei biancocelesti Andrea Biagini: «Io penso che difficilmente finiremo questo campionato. Allo stato attuale il calcio dilettantistico è una delle ultime cose alle quali può pensare il governo. Prima di febbraio difficilmente credo che si possa rientrare e già ripartire in quella data mi pare un miraggio. La LND inoltre si deve mettere in testa che per ricominciare deve fornire alle società una quantità di tamponi o decurtarli nel costo del cartellino del giocatore. Le ultime decisioni prese non sono state positive, come far ripartire i campionati dopo la coppa. Giocare solo il girone d’andata? Una follia, serve solo a far spendere le società e metterle ancor più in difficoltà».

«Lo stop? Era impossibile continuare anche per colpa di un protocollo assurdo. Infatti non veniva precisato il numero minimo di giocatori per poter disputare una gara e la quantità di gare massime che una squadra poteva rinviare. Non è il solo errore della LND, perché – per esempio – a inizio campionato avrebbe potuto stipulare un accordo con alcune ditte di pulizie per sanificare spogliatoi e docce. Invece hanno solamente dato le linee guida senza pensare che in questo modo i costi sarebbero gravati tutti sulle società. Noi in questo siamo stati lungimiranti perché, già consapevoli di una stagione anomala, avevamo fatto una squadra molto giovane da poter confermare anche il prossimo anno in caso di annullamento o stop».

Biagini si dimostra lungimirante anche guardando oltre il Covid. «Con le altre società di Eccellenza abbiamo creato un gruppo Whatsapp dove ci scambiamo le idee anche per il futuro, non solo per la ripresa delle attività. A Montecatini quest’anno abbiamo cercato di riportare la chiesa al centro del villaggio, facendo leva sui giovani locali, ma spero non sia un caso isolato. Infatti questo virus potrebbe far capire alle società l’importanza di investire sul territorio, non lanciandosi più in spese folli. Di contro anche certi giocatori esperti dovrebbero iniziare a capire che quando sei dilettante il calcio non può essere un lavoro».

«In questa stagione tanti sponsor che hanno investito sono rimasti a bocca asciutta. Un’ottima idea sarebbe quella di restituire loro il contributo come credito d’imposta. Questa è una delle tante idee che mi frullano per la testa, ma prima di tutto penso che le società debbano cercare di ricreare un movimento dilettantistico serio e affidabile. Se la federazione vuole che il movimento vada avanti deve trovare formule che invoglino le società a continuare, non abbandonando alcune piazze o città storiche. Dilettantismo non deve essere una parola abbandonata a se stessa, perché è essenziale un collegamento con le società professionistiche in cui tanti giovani devono avere più sbocchi».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

RISPONDI

Inserisci il tuo commento
Il tuo nome

LE ULTIME

Leggi anche

Nico Basket, che colpo a Perugia: le rosanero vincono di un punto

Grande successo esterno della Nico Basket che espugna il parquet del team umbro e rilancia le ambizioni in...

Pubblicato il bando per la riqualificazione dell’impianto sportivo “Edy Morandi”

L'avviso riguardante l'Edy Morandi comprende l'affidamento in concessione della progettazione esecutiva, l'esecuzione dei lavori di riqualificazione e la...

Seconda, Olimpia – San Felice atto quarto: sarà la volta buona?

Visto il meteo favorevole, Olimpia e San Felice dovrebbero finalmente disputare il loro derby dopo un mese di...

Volley C, ritorno al successo del Bottegone, Blu Volley sempre prima

Due bei 3-0: quello del Bottegone su La Bulletta rianima la salvezza, quello della Blu a Firenze la...