Il Mugello sogna la F1: è in pole position fra le nuove date in Europa

Nonostante il rischio di perdere la MotoGP per un anno, il Mugello spera nella Ferrari per ospitare un secondo GP in Italia. Sognare non costa nulla

Arrivederci GP d’Italia e benvenuto (per un anno) GP della Toscana? Il 2020 del Mugello potrebbe riservare una clamorosa sorpresa. Il circuito di proprietà della Ferrari dal 1988 è infatti al centro dell’attenzione sia per il nuovo calendario della MotoGP che per quello della F1, ma con prospettive opposte.

Nel primo caso il Mugello rischia di non ospitare il GP d’Italia per la prima volta dal 1994, poiché nella prima ufficiosa bozza del programma 2020 compare un doppio appuntamento a Misano ai primi di settembre. Uno sviluppo che potrebbe realizzarsi per la scelta degli organizzatori di evitare un evento a porte chiuse per meglio concentrarsi sul 2021 e forse per una suggestione che pare sempre più concreta. Il Mugello infatti, sfruttando l’influenza della stessa Ferrari, potrebbe ospitare un secondo appuntamento in Italia della F1. La data scelta sarebbe il 13 settembre, sette giorni dopo Monza.

Una suggestione che si sta concretizzando per i guai logistici dei campionati. La massima formula è alle prese, così come la stessa MotoGP, con le tante difficoltà nell’organizzazione dei GP oltreoceano. Sono infatti sempre più a rischio le trasferte asiatiche (per le quarantene imposte dai governi) e quelle nord e sud americane (contagi ancora alti). Perciò sta prendendo sempre più campo l’ipotesi di incentrare il mondiale quasi esclusivamente in Europa. In quest’ottica fra i tracciati che potrebbero essere inseriti ci sono Hockenheim, Imola e lo stesso Mugello. L’influenza e l’organizzazione della Ferrari potrebbero essere l’asso pigliatutto in questo sogno. L’Aci Club Toscana ci crede ed ha iniziato tutti i lavori necessari per portare il primo GP di F1 in terra toscana della storia.

L’evento, se fosse realizzato, scriverebbe una pagina importante nella tradizione, ma avrebbe anche tre grossi lati negativi. Il primo ovviamente è la quasi certa mancanza di pubblico. Il secondo è la spettacolarità della gara: il Mugello è una pista ideale per le moto, mentre per la F1 può considerarsi un circuito divertente ma, come Barcellona e Suzuka, poco adatto ai sorpassi. Solo la staccata della San Donato (la prima dopo il traguardo) potrebbe essere un chiaro punto di attacco, viste le tante curve veloci (e divertenti) che costellano il circuito.

Il terzo punto negativo sarebbe la stessa unicità dell’evento: il GP della Toscana nascerebbe come un appuntamento realizzato in un anno fuori da ogni schema. Col ritorno alla normalità le possibilità che diventi un’abitudine sono prossime allo zero. Solo un’ipotetica seconda ondata del virus, che chiunque scongiura, riporterebbe le quattro ruote più storiche al Mugello. Ma tutto sommato, dopo le infinite pagine tristi, ricordare il 2020 come l’annata dell’unico GP della Toscana non sarebbe affatto male.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.

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