La MotoGP perde anche il Giappone. Gare in Europa sino a metà novembre

La MotoGP 2020 non farà tappa a Motegi. La Dorna punta a correre in Europa fino a metà novembre. Rischia anche il Mugello

La MotoGP perde un altro appuntamento storico. Dopo le recenti cancellazioni dei GP a Silverstone e Phillip Island, anche la tappa giapponese di Motegi non farà parte del nuovo calendario 2020. Carmelo Ezpeleta, CEO della Dorna, ha annunciato che il nuovo programma del Motomondiale sarà incentrato in Europa sino a metà novembre.

Una decisione presa alla luce delle numerose difficoltà per i grandi viaggi globali, oltre che per salvaguardare al meglio la sicurezza degli spostamenti. Ezpeleta però non ha chiuso agli altri GP rinviati fuori dal vecchio continente: «Le gare oltreoceano, se possibile, potrebbero essere programmate dopo la metà di novembre. Il che comunque sarebbe troppo tardi per svolgere un gran premio in Giappone».

In quel periodo infatti il Sol Levante entra nella stagione delle piogge e ciò darebbe ancor più grattacapi ad un’organizzazione che sta già facendo i salti mortali. Il Giappone dunque rimarrà senza un GP motociclistico per la prima volta dal 1986, mentre Motegi era divenuta tappa stabile dal 1999 (dal 2000 al 2003 come GP del Pacifico). Honda, Yamaha e Suzuki resteranno così senza un appuntamento casalingo sino al 2021.

Un rischio che potrebbe correre anche il nostro Lorenzo Dalla Porta: il Mugello infatti ad ora non rientrerebbe nella bozza del nuovo calendario 2020. L’Italia, se venisse confermata quest’ipotesi, sarebbe rappresentata solo da Misano ad inizio settembre. Nulla comunque è ancora ufficiale, visto che per ora sembra (quasi) sicura solo la doppia tappa a Jerez il 19 e 26 luglio.

L’augurio è che la gara toscana venga recuperata, ma è indubbio che per rivedere le moto in pista dopo la burrasca Covid-19 dovremo essere pronti a qualche sacrificio. Sarà il male di un anno, in fin dei conti.

Edoardo Gori
Edoardo Gori
Classe 1993, laureato nel 2018 in Scienze Politiche. Sviluppa la passione per lo sport in tenera età grazie alle discese fra i pali stretti di Tomba ed alle scalate sui monti italiani e francesi di Pantani. Nel mezzo, consapevole del cammino impervio che l'attende, inizia i suoi due grandi culti: l'Inter e la Ferrari. Ha due grandi sogni impossibili (o quasi): Leclerc campione del Mondo ed i Titans al Super Bowl.


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