Dopo una settimana a Pistoia Eric Paschall si presenta: «Non sono all’ultima spiaggia: voglio essere un leader per la squadra»
L’ultimo tassello in ordine di tempo e anche il colpo a sorpresa di Pistoia: Eric Paschall, da poco più di una settimana, si è unito alla sua nuova squadra e si sta preparando alla sua prima stagione europea. Con tutti gli occhi puntati su di sé, vista la carriera avuta al college e nella NBA, l’ex Golden State ha come unico obiettivo mettersi alle spalle il periodo di inattività e di tornare a sprigionare quel talento che lo aveva reso, solo pochi anni fa, uno degli atleti più interessanti del panorama cestistico americano. A Pistoia sono in tanti a contarci, mentre per lui arriva il momento di presentarsi ai microfoni.
«Sono qui da una settimana e l’ambientamento sta procedendo bene – queste le sue prime parole – Sono arrivato da poco e ancora non riesco a dormire bene per il cambio di fuso orario. Sono in una città piccola, diversa da quelle degli Stati Uniti. Ma ho trovato anche un posto dove si respira e si vive intensamente la pallacanestro. C’è chi dice che sono più una scommessa che una star? È un po’ di tempo che non gioco, ma sono fiducioso in me stesso. Non credo di essere all’ultima spiaggia: sono giovane e penso di poter ancora dare molto a questo sport. Per me Pistoia è un’opportunità per ritornare ad un certo livello».
Per Paschall si tratta comunque di un’esperienza completamente nuova, in un campionato che non conosce e con meccanismi ed equilibri ben diversi da quelli cui era abituato. Le aspettative nei suoi confronti sono altissime, sia da parte dell’ambiente che di chi lo ha portato a Pistoia. Aspettative cui non può e non vuole sottrarsi, godendosi anche il ritorno sul parquet.
«Qui ho trovato un altro stile di gioco, più orientato verso la squadra rispetto all’NBA dove c’è una stella e un supporting cast che le ruota attorno. Oggi mi viene chiesto di essere un leader e di dimostrare cosa so fare in campo. Ma voglio essere un punto di riferimento anche fuori dal campo. Com’è tornare a giocare? Quest’ultimo anno e mezzo mi sono concentrato sulla mia famiglia e su mio figlio, ma riscendere in campo mi ha fatto stare bene come prima, sia fisicamente che mentalmente. Avere tutto questo entusiasmo intorno a me? È bello, perché senti quanto questa squadra sia seguita dai suoi tifosi. Anche a Golden State era così. Inoltre ho ricevuto molti messaggi e diverse chiamate da giocatori NBA. Da Mikal Bridges a Jalen Brunson, tutti mi hanno contatto per augurarmi buona fortuna: mi ha fatto molto piacere. Sono contento anche del fatto che domenica, nell’ultima amichevole, rivedrò il mio compagno di college a Villanova Phil Booth (giocatore di Cremona, ndr)».
Nel frattempo l’Estra Pistoia sta continuando a faticare in questa pre-season: l’arrivo di Eric Paschall, al netto di una condizione fisica da ritrovare, può rappresentare una buona spinta per la crescita della squadra. Il diretto interessato stesso ha tracciato la strada da qui all’inizio del campionato, sbilanciandosi anche sulle tempistiche per un suo ritorno ai livelli abituali.
«Cosa ci manca? Abbiamo bisogno di continuare ad allenarci. Siamo una squadra nuova, con giocatori che non si conoscono. Dobbiamo capire quali sono i nostri punti di forza, mantenendoli, e i nostri punti deboli, migliorandoli. Quando vedremo il vero Eric Paschall? Ci vorrà ancora un paio di settimane, credo. In che ruolo mi vedo in campo? Penso di avere le capacità per giocare sia sotto canestro che fuori dall’area. Nella mia carriera ho ricoperto diversi ruoli e sono pronto a mettermi nella posizione di cui la squadra ha bisogno».



