Perugi da trenta e lode: la riconferma, i tanti ruoli e la fascia

Ode a capitan Perugi: il jolly di Baiano, neo trentenne, è sbocciato definitivamente e la grande prestazione col Progresso ne è la riprova

Partiamo da qui: 31 presenze, 1 gol, 2 assist e un totale di 2’188 minuti giocati. Questi i numeri dello scorso campionato di Simone Perugi, che in un’estate di rivoluzioni pressoché totali in casa Aglianese, è rimasto ereditando anche la fascia di capitano. Uno dei pochissimi superstiti rispetto alla precedente annata, il che la dice lunga sull’importanza del difensore – anche se imbrigliarlo in un ruolo risulta riduttivo – neroverde. Quest’ultimo lunedì 11 dicembre ha soffiato trenta candeline, all’indomani, neanche a farlo a posta, di una strepitosa prova contro il Progresso. Ah sì, piccolo inciso…contro i rossoblù Perugi è stato schierato dietro a Bocalon, come una sorta di trequartista.

UN GIOCATORE, MOLTEPLICI RUOLI

Una delle motivazioni che hanno portato alla conferma di Perugi è stata senza dubbio quella legata alla sua estrema duttilità. Durante la pre-season estiva, infatti, Ivan Maraia lo aveva schierato come quarto di centrocampo a sinistra contro la Carrarese, dando quindi maggiore libertà d’azione al classe ’93, riportato invece a fare il terzo di difesa nel match d’esordio col Mobilieri Ponsacco in Coppa Italia. Con Iacoponi non al meglio, Perugi aveva poi ricoperto questo ruolo anche nelle prime due giornate di Serie D contro Borgo San Donnino e Imolese, non sfigurando affatto. Dopo un paio di panchine, e col parallelo Baiano bis in neroverde, il numero 3 era tornato titolare col Fanfulla, questa volta in mezzo al campo, ad affiancare Grilli in cabina di regia.

Dal primo minuto anche in Coppa Italia col Poggibonsi, sempre a centrocampo ma con un assetto di squadra differente (in quell’occasione, infatti, i neroverdi si presentarono con un più offensivo 4-2-3-1, modulo con cui anche le richieste ai centrocampisti cambiano parecchio rispetto al 3-5-2), e la domenica successiva – in campionato – contro il Corticella. Ancora in mezzo, ma con compiti un po’ diversi, col Ravenna, quando a fianco a Perugi non c’era Grilli ma il più dinamico Marino, e con la Victor San Marino, con un reparto tutto muscoli composto dal trio Grilli-Perugi-Marino e senza la qualità di Gabbianelli. Tra ottobre e novembre il capitano neroverde ha attraversato il periodo di maggior continuità, con altre due titolarità, a centrocampo, con Sangiuliano City e Carpi, fino poi ad arrivare a domenica scorsa, in casa del Progresso, schierato addirittura sotto-punta dietro a Bocalon.

MATURITÀ CALCISTICA

La partita coi rossoblù di Castel Franco racchiude tante indicazioni positive oltre alla conferma dell’estrema duttilità di Perugi. In primis, infatti, la prova sontuosa del capitano neroverde ha reso ancora una volta manifesta la legittimità della sua presenza in un gruppo ambizioso come quello guidato da Baiano. In estate, infatti, c’era più di un dubbio sul numero 3, che per la stragrande maggior parte della propria carriera aveva militato in Eccellenza e che, a questo giro, si apprestava a vivere una stagione preannunciata come grandiosa per l’Aglianese, e per di più con la fascia al braccio. Gli scettici, però, si sono dovuti rapidamente ricredere, con il gol e l’assist contro il Progresso a fugare definitivamente qualsiasi perplessità nei confronti del classe ’93. A trent’anni Perugi ha raggiunto l’apice della propria maturità calcistica, facendo un ulteriore step dal punto di vista tecnico-tattico e ritagliandosi a suon di prestazioni convincenti un ruolo chiave nell’economia della squadra.

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