Pieve Volley, Miranda: «La concorrenza? Mi sprona a far meglio»

La centrale della Pieve Miranda: dall’analisi sui tie-break («Vogliamo più risultati netti») alla classifica («I conti si fanno alla fine»)

Tra tutte le squadre pistoiesi di volley, la Pieve ha vissuto un Natale un po’ amaro. Le soddisfazioni per le ragazze di coach Branduardi ci sono state eccome: quinto posto in classifica, solo un ko pieno in stagione (all’esordio a Pescia) e quattro vittorie nelle ultime quattro trasferte. Il rovescio della medaglia riguarda i tanti punti lasciati al vento in gare concluse al quinto set che andavano obbligatoriamente chiuse prima.

Dopo tanti discorsi è giunto il momento di far parlare una protagonista della truppa rosanero, Aurora Miranda. Terza stagione in maglia Pieve per la centrale che ha vissuto vari avvicendamenti nel suo ruolo. Dalla coppia di esperte Filippini e Storni a una Massaro proveniente dalla B2, la classe 2004 è riuscita a ritagliarsi un importante spazio in queste annate. «Non penso di avere niente in più rispetta alle altre ragazze, semplicemente cerco di dare sempre, il massimo in partita e in allenamento. Il fatto di avere una sanissima concorrenza mi sprona sempre a fare del mio meglio. Cerco soprattutto di rubare con gli occhi qualcosa dalle mie compagne che, avendo più esperienza di me, possono darmi qualche dritta».

E qualche dritta a lei e alla squadra è arrivata perchè da una salvezza raggiunta ai play-out pochi mesi fa ora la posizione in classifica è molto diversa. Il tris di acquisti fuxiablu Mantellassi-Betti-Massaro e l’opposto Coselli son state 4 pedine di livello superiore che hanno subito fatto svoltare la squadra: «I rinforzi ci stanno aiutando molto perché avendo già giocato anche a livelli più alti ci hanno trasmesso la loro calma e tranquillità nel gioco. Sicuramente la loro esperienza ci darà ancora molto aiuto soprattutto nei momenti clou delle partite».

RIMPIANTI E RIMONTE

A proposito dei momenti clou, la Pieve fino ad oggi è stata la squadra con più tie-break, ben 7 su 12 gare. Tanti punti persi, ma anche qualche gara rimontata. «Diverse volte siamo uscite dal campo con l’amaro in bocca. In queste gare è mancato qualcosa che ci facesse chiudere subito. In altre invece siamo state molto brave a non mollare mai e riuscire a strappare anche punti pesanti nonostante l’andamento della partita. Spero che il 2025 ci lasci libere da questi lunghissimi tie-break e che ci faccia fare dei netti risultati a nostro favore».

A proposito di punti persi è impossibile non sottolineare i due ko casalinghi contro Porcari e Livorno. Sopra di 2-0, è arriva la rimonta ospite. Ma anche il derby con l’Aglianese e il primo punto concesso al fanalino di coda Donoratico sono base di rimpianti. «Purtroppo abbiamo spesso lasciato dei punti in gare in cui se avessimo commesso meno errori avremmo portato a casa l’intera posta in palio. Nonostante fossimo date come vittime sacrificali nelle gare con Livorno e Porcari abbiamo sfoderato, almeno inizialmente, delle ottime prestazioni. Purtroppo non sono bastate per portare a casa la vittoria in entrambe le partite, grazie anche alla caratura delle avversarie. Comunque i conti si fanno sempre alla fine: il campionato è ancora lungo e cercheremo di rifarci nella fase di ritorno».

VIA LA MASCHERA

Una fase di ritorno che si preannuncia stuzzicante per il Montebianco. Tranne che al Pescia le pievarine hanno strappato punti alle squadre che le precedono in classifica. Logico non porsi limiti in questo 2025: «Dobbiamo continuare su questa strada e essere in grado di riprenderci i punti lasciati fino ad ora nel girone di andata. Inoltre dobbiamo dimostrare chi siamo e cosa riusciamo a fare veramente. Ritengo che non siamo riuscite a tirare fuori appieno le nostre capacità, almeno non con tutte le squadre. Questo sarà il vero obiettivo del 2025».

Chissà se l’anno appena iniziato ci mostrerà il vero volto di una Pieve da “vorrei, ma non posso”. Una caratteristica che spesso ha portato tante squadre a sottovalutare la truppa di Branduardi, salvo poi rimetterci le penne.

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), considera ancora il televideo più veloce di alcune app. Per lui la domenica senza calcio è un lunedì venuto male.

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