Il Pistoia Basket attende i campioni d’Italia in carica di Venezia. L’Umana Reyer non ha cominciato benissimo in campionato, ma il roster dei lagunari fa comunque paura
Al PalaCarrara domenica il Pistoia Basket ospita i campioni d’Italia in carica di Venezia. La Reyer è una squadra forte e con la vittoria nel DNA. Il gruppo di giocatori infatti è sostanzialmente lo stesso che lo scorso anno ha vinto lo Scudetto. Alla guida c’è sempre Walter De Raffaele, a livello di organico solo tre cambi dall’anno scorso: via Haynes, Giuri e Biligha, al loro posto dentro tre certezze come Filloy, Chappell e Udanoh. In campionato la Reyer non è partita benissimo e si trova a metà classifica, con un bilancio di cinque vinte e altrettante partite perse. Netto il cammino che ha visto solo vittorie nelle sfide giocate al Taliercio e solo sconfitte in trasferta. In compenso in EuroCup i lagunari viaggiano con il vento in poppa: con due partite del girone eliminatorio ancora da giocare la squadra di coach De Raffaele è prima e ha già staccato il pass per la fase successiva.
IL QUINTETTO. La cabina di regia è affidata a Julian Stone, uno dei tanti veterani in maglia oro-granata. Fisico importante (198 centimetri), visione di gioco e soprattutto la capacità di dare alla squadra ciò che serve, siano punti, piuttosto che assist o semplicemente rimbalzi e difesa. In questa stagione resta in campo 20,8′, segnando 1,8 punti a cui però vanno aggiunti 5,4 rimbalzi e 3,1 rimbalzi. La guardia titolare Jeremy Chappell, classe ’87, alla terza avventura italiana dopo aver indossato in passato le maglie di Cantù e Brindisi. Nonostante la taglia small, l’americano nativo di Cincinnati è un agonista inesauribile e un vero e proprio combattente sul parquet. Fino ad ora viaggia a 9,2 punti in 24′ a incontro. L’ala piccola è Michael Bramos, capitano della Reyer. Statunitense, naturalizzato greco, in laguna è arrivato nel 2015 e da allora non se ne è più andato. Con Venezia ha arricchito il proprio palmares alzando al cielo due Scudetti e una FIBA Europe Cup. Cecchino formabile, tiratore di striscia capace di accendersi in qualsiasi momento, spara dai 6,75 con il 35,4%, segnando 8,6 punti in 26,2′ a incontro. L’ala grande titolare è Austin Daye. Figlio d’arte, giocatore dotato di mezzi tecnici e atletici clamorosi, ma anche di una discontinuità che paga ad alti livelli. In queste prime dieci giornate, in 27,2′ di utilizzo, garantisce 11,9 punti, 56 rimbalzi e 2,2 assist da allacciata di scarpe. Il pivot titolare è Mitchell Watt, uno dei migliori centri del campionato nella passata stagione e pedina fondamentale nello scacchiere oro-granata. Anche in questo campionato viaggia su livelli altissimi ed è il miglior marcatore (12,3 punti) e miglior rimbalzista (7,4) della sua squadra.
LA PANCHINA. Nutrito e tutto italiano il pacchetto di playmaker e guardie che si alza dalla panchina, composto da De Nicolao, Filloy e Tonut. Andrea De Nicolao è utilizzato in media 21′, durante i quali garantisce 7,2 punti e anche 3,4 assist con cui arma le mani dei compagni. L’ex biancorosso Ariel Filloy, reduce anche dall’esperienza olimpica estiva con la canotta azzurra, è tornato alla Reyer dopo due stagione ad Avellino. In questo primo scorcio di stagione viaggia a 5,4 punti di media in 16,7′ di utilizzo. Poi c’è Stefano Tonut, che in 19,7′ segna 9,2 punti e 2,1 assist. A completare il pacchetto esterni c’è Bruno Cerella, specialista difensivo che in 7,8′ in campo a partita segna 2,7 punti. Molto affollato e ricco di qualità anche il pacchetto lunghi che esce dalla panchina. Qui la quota italiana è rappresentata da Valerio Mazzola, reduce da un lungo infortunio, ma adesso ristabilito a pieno. In tre partite sin qui giocare per lui 4,3 punti e 1,3 rimbalzi in 11,3′. Molto più spazio per Ike Udanoh, lungo ex Avellino, americano naturalizzato nigeriano che in canotta oro-granata viaggia a 10 punti e 6,7 rimbalzi in 16,7′ di impiego medio. Ancora più minuti toccano a Gasper Vidmar. gigante sloveno di 211 centimetri per 110 chili che in 12,8′ mette insieme 4 punti e 3 rimbalzi.
L’ALLENATORE. Walter De Raffaele, livornese doc, è arrivato a Venezia dopo una lunga gavetta, iniziata nella sua città natale e poi sulle panchine di Casalpusterlengo, Pavia e Verona. Da giocatore ha anche vestito la maglia di Pistoia, dal 1994 al 1996. Da coach, dopo cinque stagioni da vice a Venezia, nel 2016 gli è stata affidata la squadra e sotto la sua gestione è arrivato subito uno storico Scudetto. Due anni fa un altro trofeo, la FIBA Europe Cup, mentre anno scorso ha fatto il bis in Italia, vincendo i playoff dopo aver concluso la stagione regolare al terzo posto. Traguardi importanti e un ottimo lavoro anche in questa stagione, gestendo bene un roster lungo e qualitativamente di livello per competere su tutti i fronti, per un allenatore che ormai è diventato una garanzia e sinonimo di eccellenza a suon di risultati.



