Il Pistoia Basket è alla ricerca delle risorse per un eventuale passaggio al 6+6. Ecco le dinamiche di mercato in un caso e nell’altro
In estate il Pistoia Basket ha provato a fare il massimo con le risorse che aveva. Calcolando anche un “rischio”, per dirla con il presidente Capecchi, che era quello di aver stanziato il budget senza una vera trattativa con un title sponsor in mano.
Dopo la soddisfazione del precampionato, la OriOra è stata bocciata alla prova del campo. Adesso per forza di cose c’è da rimettere mano alla squadra e al portafoglio. Nel passato, quando c’è stata necessità ciò è sempre stato fatto ed è per questo che adesso le risorse sono più che mai limitate ma è sempre per questo che il mondo della pallacanestro pistoiese si aspetta un intervento. E così lo staff tecnico, almeno prima di essere messo in discussione.
Detto che coach Alessandro Ramagli resterà al suo posto, tutto ruota intorno a una parolina magica: “formula”. Capecchi e Iozzelli si erano pronunciati sull’impossibilità di passare al 6+6 ma, visti i risultati, in via Fermi si è continuato a lavorare per reperire risorse. La giornata di oggi, martedì 13 novembre, è l’ultima utile in tal senso. Domani mattina la società comunicherà la propria decisione e le eventuali mosse sul mercato ma è molto probabile che l’ipotesi di aggiungere uno straniero anziché sostituirlo si realizzi. Se non fosse così, il Pistoia Basket avrebbe comunque fatto di tutto per provarci in queste due settimane.
In caso di retrocessione sarà pagato solo il premio per l’utilizzo degli under 25. Niente premio italiani, che però si vanifica anche in caso di 6+6: si gioca sul filo di lana. Quello che fa davvero la differenza è il pagamento della luxury tax da 40.000 perché se nel caso del 6+6 devi firmare due giocatori (l’altro italiano, ovviamente al minimo salariale), nel caso del 5+5 sei costretto a prendere uno straniero più forte (altrimenti la mossa è inutile) e quindi a pagarlo di più.
Si parla quindi di un giocatore e nello specifico di un lungo. Il motivo è semplice. Questa squadra necessita di allungare le rotazioni – o per lo meno far rifiatare i titolari – e di migliorare in difesa. Sono queste le due componenti che non hanno ancora permesso alla OriOra di perdere con l’onore delle armi anziché farsi infliggere pesanti passivi. Inoltre, ma è chiaro, al momento non ci sono i fondi sufficienti per prendere un italiano come riserva che alzi il livello della panchina. L’unica soluzione è agire a livello di starting five.
Ciò che manca è evidente: presenza sotto canestro. Krubally non è abbastanza “grosso” per proteggere il ferro, Auda non si è dimostrato quel tipo di giocatore. Nella conferenza stampa pre-Cremona, Alessandro Ramagli aveva individuato nella difesa 1v1 la vera pecca di questa squadra. Anche perché, una volta battuto il difensore diretto, gli attaccanti avversari si trovano la strada spianata. Patrik Auda, schierato da pivot in difesa, non ha finora garantito prove sufficienti. Per questo è lui il primo indiziato se si dovesse andare verso la sostituzione di uno straniero. Krubally è costretto agli straordinari e nell’area piccola non c’è un vero intimidatore che scacci i “nemici” con stoppate da highlights.
Intervenire nel reparto lunghi per incrementare la tenuta difensiva sembra in questo momento la mossa verso cui è orientato il Pistoia Basket. Chiaramente cifre e spessore del giocatore variano in base a cosa deciderà la società. Nel caso di 6+6 puoi aggiungere un giocatore con spiccati doti difensive, una sorta di specialista, con cui consolidare la rotazione del pacchetto che gioca sotto le plance. In caso contrario non basterà un buon difensore ma un cestista di nuovo a metà tra il 4 il 5 che difende come un gladiatore e che poi davanti ti sappia dare il contributo di un’ala titolare. E coordinarsi con Krubally. Esiste alle cifre di cui dispone Pistoia?
QUALCHE NOME – Difficile fare nomi vista la situazione sopra citata, alla quale si aggiunge un mercato in Serie A in fermento e in continua evoluzione. Un esempio? Da Brescia dovevano uscire Mika e Zerini e alla fine non se ne andrà (per adesso) nessuno dei due visto che il centro americano dovrà stare fuori 15 giorni. La notizia è di ieri, così come è di ieri l’ipotesi della Prealpina, secondo la quale Pistoia sarebbe sulle tracce di Mickell Gladness, lungo 32enne e buon difensore (con passaggi in NBA) che se ne andrà dagli israeliani dell’Ironi Nes Ziona.




Percentuale da 3: 28,6
Percentuale ai liberi: 62,6
Sicuri che il problema è la difesa?