L’ex capitano biancorosso Michele Antonutti commenta il momento critico del Pistoia Basket: «Da tifoso dico che è un grande dolore, ma la A2 può servire per creare progetto pluriennale»
Qualcuno forse se lo aspettava, qualcun’altro sicuramente no. Michele Antonutti, ex capitano del Pistoia Basket, invece affronta il problema in maniera più razionale: «Stiamo uscendo da un periodo storico particolare che non ha certo aiutato le società sportive». Sono queste le parole di Antonutti, intervenuto oggi ai nostri microfoni, riguardo la decisione del Pistoia Basket di autoretrocedersi in Serie A2. È stata una notizia dura per tutto il panorama cestistico toscano che vede sparire dalla massima serie anche l’ultima delle sue rappresentanti. Però, secondo Antonutti, la città di Pistoia ed il Pistoia Basket hanno la stoffa giusta per poter ripartire e ottenere il massimo da questa nuova avventura.
Situazione surreale che ha portato ad un’autoretrocessione. Pensavi che Pistoia avrebbe potuto optare per questa scelta o sei rimasto colpito?
«Innanzitutto dobbiamo capire il momento storico che stiamo vivendo. È un periodo difficile per tutti, figuriamoci per le società che riuscivano a gestire nei limiti la Serie A. Questa situazione ha gravato molto sulle squadre e non ha assolutamente aiutato la fascia sportiva del nostro paese. Poi dal punto di vista emotivo devo dire che è un grande dolore perché a Pistoia ho fatto delle stagioni spettacolari e sappiamo quanto sia importante il Pistoia Basket per la città. Quindi immagino che sia un giorno triste un po’ per tutti».
L’A2 per Pistoia può essere un’occasione di rilancio immediato o ritieni che sia meglio costruire un progetto a medio/lungo termine per tornare in A1 tra qualche anno?
«Adesso la cosa importante per l’ambiente sarà somatizzare il dolore. Poi, dopo il momento di crisi, si dovrà iniziare a vedere la A2 come un’occasione di ripartenza. Anche perché questo campionato, se affrontato in una certa maniera e con un buon progetto alla base, può creare un nuovo entusiasmo che rilanci la sinergia tra la squadra e la città. Ruolo fondamentale per questa vicenda sarà anche il PalaCarrara che dovrà essere il primo mattoncino per una ripartenza»
In una precedente intervista a Pistoia Sport hai parlato del PalaCarrara definendolo ‘la vostra garanzia’. Credi che in A2 possa esserci ancora questa sensazione oppure il Pistoia Basket perderà appeal?
«Partiamo dal presupposto che in questo momento i tifosi quelli più appassionati stanno vivendo un momento di forte dolore, più degli occasionali. Però se sono veramente innamorati dei propri colori capiranno la situazione e continueranno a sostenere questo patrimonio della città. Per ripartire vuole una sinergia tra le persone e gli imprenditori perché la ripartenza è difficile, la botta emotiva è stata forte ma bisogna anche trovare delle risorse per continuare. Non ci dimentichiamo che Pistoia ha una grande storia anche in A2. Quando venivo da avversario si parlava sempre delle squadre di Pistoia piene di giocatori italiani e circondate da tantissimi tifosi quindi questo deve aiutare a trovare una nuova via».
Vedendola dall’interno del mondo del basket, la società – e anche il Comune – avrebbero potuto muoversi in maniera differente per evitare questa scelta?
«Io personalmente non ho seguito questa vicenda però non scordiamoci che Pistoia è una sola goccia in un mare di difficoltà. Basta guardare la A2, dove tantissime squadre stanno vendendo il titolo e andando in Serie B. È un momento complicato per tutti quindi se la guardiamo dal punto di vista economico. Però se la guardo da tifoso è chiaro che una notizia del genere mi provochi dolore»
Nelle tue stagioni a Pistoia tanti bei momenti e tante vittorie importantissime, ma qual è la cosa che ricordi con più piacere delle due stagioni in biancorosso?
«Un episodio che ricordo sempre molto volentieri è la nostra qualificazioni alla Final Eight di Coppa Italia dove affrontavamo Trento e giocavamo alle 12. Quel giorno il sindaco dispose la chiusura delle scuole per permettere a tutti di poter vedere la partita. Una roba che non si era mai verificata nello sport italiano. Un altro momento epocale è stato andare a giocare a Milano al Forum da primi in classifica. Non credo sia mai successo a metà del girone di andata di ritrovarsi al comando e andare a giocare al Forum che era invaso da tifosi pistoiesi».


