Pistoia Basket, arriva Trieste. La sua forza? La coralità e tante risorse in panchina

C’è Trieste sulla strada del Pistoia Basket. Jones, Peric, ma non solo: tante le alternative a disposizione di coach Dalmasson

Al PalaCarrara arriva Trieste, squadra camaleontica e coriacea che sembra aver digerito bene una primavera e un estate turbolente. I guai giudiziari dell’ex patron dei biancorossi, Luigi Scavone, arrestato a fine marzo per una vicenda di evasione fiscale che ha toccato anche Alma, l’azienda che era anche main sponsor dei friuliani. La vicenda, arrivata come un fulmine a ciel sereno, ha costretto ad un netto ridimensionamento il club biancorosso che nei giorni scorsi ha visto anche naufragare la trattativa per essere acquisito dagli svizzeri di Astmar.

L’azionariato popolare e il pool di sponsor riunito nel soggetto giuridico “siAMO Trieste” hanno dato nuova linfa ad un club che poggia sulle basi solide di una piazza appassionata e competente che risponde sempre riempendo gli spalti del palazzetto per le gare interne. La squadra allestita ha visto le importanti riconferme di giocatori esperti e affidabili come Fernandez, Peric, Cavaliero, Coronica, Strautins e Da Ros. A livello di volti nuovi l’acquisto più importante è stato l’ala DeQuan Jones, miglior realizzatore dei biancorossi in queste prime uscite di campionato. Accanto a lui tanti volti nuovi, a partite dalla guardia Justice e i lunghi Mitchell e Cooke. Una formazione con tante alternative e che fa della coralità il suo punto di forza, una sorta di cooperativa del canestro che si basa su equilibri duttili, che si modificano di domenica in domenica, distribuendo responsabilità e tiri a seconda della serata dei singoli e delle caratteristiche degli avversari.

IL QUINTETTO. Il playmaker titolare è l’italo-argentino Juan Fernandez, già visto in Italia con Brescia dal 2013 al 2016 e in casacca biancorossa dal 2017. In questa stagione il regista classe ’90 e nativo di Rio Tercero viaggia a 8,4 punti e 3,6 assist in 24’ di utilizzo medio. La guardia titolare è Kodi Justice, cecchino di Mesa (Arizona), che in Europa ha debuttato lo scorso anno prima con i russi del Parma Perm e poi giocando cinque partite con i polacchi dello Zielona Gora. Cecchino bianco, capace di aiutare anche in regia, non un mangia palloni ma piuttosto un giocatore di sistema che per il momento sta tirando al di sotto delle sue abituali percentuali (25% da tre punti). L’ala piccola è DeQuan Jones, ex Cantù e Orlando Magic (63 gare e 3,7 punti di media nell’annata 2012-2013). A Trieste ci è arrivato dopo aver giocato lo scorso anno nel campionato israeliano, all’Hapoel Holon, con cui tra campionato e coppe ha messo insieme 52 partite con 12,4 punti e 3 rimbalzi in 25’ di utilizzo medio. In questo primo scorcio di Serie A poi i suoi numeri sono addirittura maggiori: 15,2 punti e 3 rimbalzi ad allacciata di scarpe. L’ala grande titolare è il veterano Hrvoje Peric. Croato, classe ’85, a Trieste è arrivato la passata stagione, trascinando i biancorossi ai playoff con i suoi canestri. Giocatore solido, affidabile, in questo avvio di stagione non sta rendendo per i suoi abituali livelli, ma rimane comunque un giocatore capace di spaccare le partite se in serata. Il pivot titolare è Akil Mitchell, probabilmente una delle sorprese più interessanti di questa stagione. Classe ’92, originario di Charlotte, prodotto dell’università della Virginia, nella sua carriera ha già girato mezzo mondo mettendo insieme apparizioni in G-League, Nuova Zelanda ed Europa. Lo scorso anno era in Francia al Boulazac (9,6 punti, 5,9 rimbalzi e 2,9 assist di media), quest’anno alla corte di Dalmasson garantisce 7,6 punti e 8,2 rimbalzi in 25,6’ di utilizzo ogni domenica. 

LA PANCHINA. La forza di Trieste è soprattutto in una panchina che propone tante soluzioni. Tra queste spiccano due giovani americani, il regista John Elmore e il pivot Derek Cooke. Elmore è alla sua prima avventura da professionista essendo uscito la scorsa primavera dal Marshall University dove ha chiuso l’anno da senior con 20,3 punti, 5 assist e 5,1 rimbalzi in 36’ di utilizzo medio. Cooke, classe ’91, è un giocatore esperto che ha costruito quasi tutta la sua carriera in G-League, collezionando fugaci apparizioni in Nuova Zelanda e Grecia. A Trieste, in 15,6’ di impiego, porta alla squadra 5,8 punti e 5 rimbalzi. Il plotone italiano invece può contare su assolute garanzie come l’esperto Daniele Cavaliero (6,8 punti e 2,4 assist), il combattivo Matteo Da Ros (6,6 punti e 3,4 rimbalzi) e capitan Andrea Coronica (3 punti). Chiude il roster l’ala lettone ma di formazione italiana Artus Strautins, che viaggia a 3,5 e 2,3 rimbalzi in 12,3’ di utilizzo.

L’ALLENATORE. La forza di questa squadra risiede anche nella panchina dove il comandante Eugenio Dalmasson insegna basket senza curarsi del tempo che passa. Lui nella città al confine dell’Italia c’è arrivato nel 2010 e il suo lavoro ha pian piano riacceso l’entusiasmo di una piazza che ama la pallacanestro e che ha imparato ad apprezzare e a fidarsi ciecamente del suo condottiero. Del resto la carriera di Dalmasson parla per lui e la gavetta l’ha fatta tutta, passando però pure da piazze prestigiose come Firenze, Vicenza, Vigevano e Venezia. Lo scorso anno ha guidato la squadra al prestigioso traguardo dei playoff ed è stato il perno da cui ripartire durante il burrascoso risveglio dopo i guai giudiziari dell’ex presidente Scavone. Il rinnovo triennale firmato da coach  Dalmasson in estate è stata la prima pietra da cui il club friulano ha iniziato a costruire il proprio futuro.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

1 commento

  1. Complimenti all’autore, ha centrato quelle che sono le caratteristiche della nostra squadra, nella quale il collettivo è sempre stato anteposto alle prerogative dei singoli. Devo dire che con qualche giocatore è stato fin troppo magnanimo, in quanto in questa prima parte di stagione ce ne sono alcuni che stanno rendendo ben al di sotto delle aspettative. D’altra parte, come è stato ricordato, con l’uscita di scena di Alma il budget a disposizione per questa stagione è ben diverso da quello di un anno fa e quindi anche i giocatori sono ovviamente di un altro livello. Comunque vedremo, per ora quattro punti li abbiamo in cascina, speriamo (mi spiace per voi) di prenderne altri due domani… un unico appunto (ahimé, il solito…): a Trieste non siamo friulani…

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